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Bonus autonomi 350 euro: a chi spetta, domanda, limiti di reddito

L'indennità per lavoratori autonomi con reddito fino a 20mila euro viene incrementata di 150 euro

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Con l’approvazione del Decreto Aiuti ter nel Consiglio dei Ministri del 16 settembre è arrivato un nuovo contributo una tantum per contrastare gli effetti dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi dell’energia. L’indennità, del valore di 150 euro, è arrivata qualche mese dopo quella di 200 euro prevista dal primo Decreto Aiuti per lavoratori e pensionati. Se per le categorie che hanno già ricevuto il primo bonus da 200 euro il percorso è più semplice, per i professionisti il funzionamento dell’indennità è leggermente diverso: visto che le domande per il contributo una tantum da 200 euro non si sono ancora aperte, il bonus autonomi sarà incrementato da 200 a 350 euro per tutti i professionisti con un reddito nel 2021 non superiore a 20.000 euro.

In attesa della pubblicazione in Gazzetta sia del Decreto Aiuti ter che del decreto attuativo contenente le modalità per richiedere l’indennità una tantum per i lavoratori autonomi, vediamo nei prossimi paragrafi come funzionerà il bonus e chi potrà richiedere 350 euro anziché i 200 euro dell’indennità base.

Bonus 150 euro nel Dl Aiuti ter: beneficiari, requisiti e come richiederlo

Bonus autonomi 350 euro nel Decreto Aiuti ter

Nella bozza del Decreto Aiuti ter in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e in particolare all’articolo 21, si legge che:

L’indennità una tantum prevista dal decreto di cui all’articolo 33 del decreto-legge 17
maggio 2022, n. 50 convertito, con modificazioni, con la legge 15 luglio 2022, n. 91 è
incrementata di 150 euro a condizione che, nel periodo d’imposta 2021, abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro e conseguentemente il limite di spesa di cui al comma 1 dello stesso articolo 33 è incrementato di 412,5 milioni di euro per l’anno 2022.

Invece di erogare un doppio contributo, come sarà invece per le categorie di beneficiari che hanno già ricevuto il bonus 200 euro, il bonus autonomi sarà erogato a chi ne fa richiesta nell’importo di:

  • 200 euro, per i professionisti con reddito non superiore a 35mila euro nel 2021;
  • 350 euro, per i professionisti con reddito non superiore a 20mila euro nel 2021.

Bonus autonomi 350 euro: requisiti


I requisiti per accedere al bonus autonomi 350 euro sono i medesimi per l’indennità base di 200 euro, l’unica differenza è rappresentata dai limiti di reddito. Nello specifico occorrerà:

  • essere iscritti alle gestioni previdenziali Inps o agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103;
  • non aver già ricevuto l’indennità come dipendente o pensionato;
  • avere partita IVA e attività lavorativa avviata;
  • aver eseguito almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020;
  • aver percepito nel periodo d’imposta 2021 un reddito complessivo non superiore a 35mila euro per l’indennità base di 200 euro, non superiore a 20mila euro per l’indennità di 350 euro.

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Bonus autonomi 350 euro: come richiederlo

La domanda per il bonus autonomi 350 euro dovrà essere inviata, analogamente a quanto richiesto per ricevere l’indennità base di 200 euro, alla propria Cassa di appartenenza, nei termini, con le modalità e secondo lo schema predisposto dai singoli Enti previdenziali.

L’Adepp, l’Associazione degli Enti previdenziali privati, ha informato che l’avvio della finestra temporale per la presentazione delle domande, inizialmente prevista per il 20 settembre, slitta a non prima del 26 settembre a causa dei ritardi nella pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale. Inoltre, fa sapere sempre l’Associazione con un comunicato stampa, le Casse private sono pronte ad aggiornare la procedura per la richiesta del bonus dopo le modifiche arrivate con il Decreto Aiuti ter, per cui adesso si dovrà tenere conto del doppio tetto reddituale dei potenziali beneficiari.

Per quanto riguarda i professionisti pensionati titolari di trattamenti in cumulo e in totalizzazione, quindi erogati da Inps e dalla propria Cassa di riferimento, il bonus sarà erogato dall’Inps. Per i titolari di trattamenti non gestiti dall’Inps, invece, il bonus sarà erogato d’ufficio dalla propria Cassa di riferimento sulla base delle informazioni in possesso al momento dell’erogazione.

Il provvedimento precisa che l’indennità è corrisposta sulla base dei dati dichiarati dal richiedente e disponibili all’ente erogatore al momento del pagamento ed è soggetta a successiva verifica, anche attraverso le informazioni fornite in forma disaggregata per ogni singola tipologia di redditi dall’amministrazione finanziaria e ogni altra amministrazione pubblica che detenga informazioni utili. Se si ritiene di non essere in possesso dei requisiti di reddito, per evitare di dover restituire l’indennità, è possibile rinunciare all’indennità attraverso il sito della propria Cassa di appartenenza.

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