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Busta paga dipendenti pubblici: come cambia nel 2022

Paolo Ballanti
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Nel 2022 sembrano proprio non avere fine le novità in busta paga per i dipendenti pubblici.

A partire dalla Manovra di bilancio sino ad arrivare ai recenti accordi contrattuali, passando per il bonus 200 euro, si sprecano le modifiche sui compensi degli statali, tanto per la parte retributiva quanto per il calcolo della tassazione fiscale.

Nelle ultime settimane si è registrata l’ipotesi di accordo di rinnovo del CCNL Sanità, arrivata dopo che a inizio maggio le Aran e sindacati hanno definitivamente approvato il nuovo testo del Contratto che regolamenta i rapporti di lavoro del Comparto Funzioni Centrali per il triennio 2019 – 2021.

Continuano invece le trattative per il CCNL Funzioni Locali.

Analizziamo in dettaglio com’è cambiata (e come cambierà) la busta paga dei dipendenti pubblici nel 2022.

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Busta paga dipendenti pubblici: Comparto Funzioni Centrali


A seguito del via libera della Corte dei conti, il 9 maggio scorso Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL PA, CONFSAL UNSA, FLP, USB PI e CONFINTESA e le confederazioni CGIL, CISL, UIL, CONFSAL, CGS, USB e CONFINTESA hanno sottoscritto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – Comparto Funzioni Centrali, valido per il periodo 2019 – 2021.

Il testo, si legge nel commento di Aran pubblicato sul proprio portale “aranagenzia.it – Comunicati”, in materia di trattamento economico riconosce dal 1° gennaio 2021, a ciascun dipendente, un incremento stipendiale “pari a circa 105 euro medi per 13 mensilità, includendo le ulteriori risorse che sono state da ultimo stanziate nella Legge di bilancio per il 2022”.

Queste ultime, in particolare, sono state indirizzate al finanziamento del nuovo ordinamento professionale ed al superamento “dei limiti di incremento dei Fondi risorse decentrate, consentendo così un ulteriore beneficio complessivo a regime di circa 20 euro medi al mese a persona”.

Il CCNL riconosce altresì gli arretrati retributivi per il triennio 2019 – 2021, pari a circa 1.800 euro medi (al lordo dell’Indennità di Vacanza Contrattuale o IVC) per dipendente.

Come reso noto sul portale di NoiPA (“noipa.mef.gov.it – News”) con “emissione urgente nel mese di giugno sono stati elaborati gli importi arretrati” calcolati dal 1° gennaio 2019, a seguito del rinnovo contrattuale, relativi alle “sole voci stipendiali e gli arretrati dovuti per l’aggiornamento dell’indennità di amministrazione spettante dal 1° gennaio 2021 ai soli dipendenti del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Interno e dell’ex Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

Il pagamento delle somme è previsto per il 23 giugno.

A partire dalla successiva mensilità di luglio saranno “aggiornati l’importo tabellare degli stipendi e dell’indennità di amministrazione”, mentre cessa di essere riconosciuto l’elemento perequativo una tantum, conglobato nello stipendio tabellare.

Interessato dalle novità economiche è il personale non dirigente appartenente all’ex Comparto Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Pubblici non Economici, Enti ex articolo 70 del Decreto – legislativo numero 165/2001 (CNEL, AGID, ENAC – ANSFISA – ANSV) per un totale di 211.000 lavoratori.

Busta paga dipendenti pubblici: altri rinnovi contrattuali

Proseguono le trattative per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali per il triennio 2019 – 2021. A renderlo noto un comunicato di FP CGIL pubblicato sul proprio portale (“fpcgil.it”), riguardante i contenuti dell’ultimo confronto tra i sindacati ed Aran, avvenuto lo scorso 8 giugno.

Tra i temi toccati nella riunione l’esame della proposta sindacale di ridurre dal 30% al 20% la maggiorazione della produttività individuale per un limitato numero di dipendenti.

È stata invece sottoscritta il 15 giugno scorso l’ipotesi di rinnovo del CCNL Comparto Sanità Pubblica per il triennio 2019 – 2021, riguardante una platea di 545 mila lavoratrici e lavoratori.

In attesa della firma definitiva, a seguito della certificazione da parte della Corte dei conti, l’accordo riconosce dal 1° gennaio 2021 un incremento medio a regime degli stipendi pari a 91 euro medi per tredici mensilità, oltre ad una rivalutazione dei Fondi destinati alla contrattazione integrativa corrispondente a 12 euro al mese sempre per tredici mensilità.

Per l’applicazione poi del nuovo sistema di classificazione professionale, è stato altresì previsto un ulteriore impegno finanziario di aziende ed enti del comparto di 13 euro al mese per tredici mensilità.

Tenendo conto anche delle nuove indennità, il rinnovo del CCNL consentirà di riconoscere incrementi medi di circa 175 euro al mese, equivalenti ad una rivalutazione del 7,22%.

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Busta paga dipendenti pubblici: Bonus 200 euro

Con l’obiettivo di contrastare gli effetti economici della guerra in Ucraina, in termini di aumento dei prezzi di beni e servizi, il Decreto–legge del 17 maggio 2022 numero 50 (cosiddetto D.L. “Aiuti”) ha introdotto un’indennità una tantum a beneficio dei lavoratori dipendenti.

Prevista all’articolo 31 la misura si concretizza in un bonus di 200 euro netti, da corrispondere a cura del datore di lavoro, in via automatica, con la “retribuzione erogata nel mese di luglio 2022”.

L’indennità, spettante una sola volta per singolo dipendente, è riconosciuta se:

  • Non la si riceve da un altro datore di lavoro;
  • Non la si riceve in quanto pensionato o appartenente alle altre categorie beneficiarie di cui al successivo articolo 32;
  • Si è titolari di una retribuzione imponibile ai fini previdenziali pari o inferiore a 2.692,00 euro;
  • Si è goduto, nel primo quadrimestre del 2022, per almeno una mensilità, della riduzione dei contributi INPS carico dipendente pari allo 0,80%.

Stando alla recente bozza del cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, approvato in Consiglio dei ministri nella riunione del 15 giugno scorso numero 83, all’articolo 33 comma 2 è prevista un’importante novità circa il meccanismo di pagamento del bonus 200 euro.

Limitatamente, si legge nel testo, ai “dipendenti delle pubbliche amministrazioni, i cui servizi di pagamento delle retribuzioni del personale siano gestiti dal sistema informatico del Ministero dell’Economia e delle Finanze” l’individuazione dei beneficiari avviene d’ufficio, senza necessità di un’apposita dichiarazione da parte del lavoratore (a differenza dei dipendenti di datori di lavoro privati).

La verifica sul diritto o meno all’indennità, si svolgerà grazie ad uno scambio di informazioni tra il Ministero dell’economia e l’INPS.

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Busta paga dipendenti pubblici: Riforma IRPEF

L’ultima Manovra di bilancio, approvata con Legge 30 dicembre 2021 numero 234 ha modificato il meccanismo di tassazione fiscale dei lavoratori dipendenti pubblici (e privati).

Dal 1° gennaio 2022 l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) lorda è determinata applicando alla base imponibile le seguenti aliquote:

Reddito oltre euro fino a euro Aliquota %
0 15.000,00 23
15.000,01 28.000,00 25
28.000,01 50.000,00 35
50.000,01 / 43

Al contrario, le aliquote sino al 31 dicembre 2021 erano:

Reddito oltre euro fino a euro Aliquota %
0 15.000,00 23
15.000,01 28.000,00 27
28.000,01 55.000,00 38
55.000,01 75.000,00 41
75.000,01 / 43

Una volta ottenuta l’IRPEF lorda, calcolata applicando ad ogni singolo scaglione la relativa aliquota percentuale, alla stessa dovrà essere sottratto il valore delle detrazioni.

Queste ultime sono distinte tra:

  • Detrazioni da lavoro dipendente;
  • Detrazioni per carichi di famiglia, a loro volte con caratteristiche differenti (in termini di importi e calcolo) tra detrazioni per figli, coniuge o altri familiari a carico.

Tanto le detrazioni da lavoro dipendente quanto quelle per figli a carico sono state modificate nel corso dell’anno corrente.

Nel primo caso a norma della Manovra 2022 (decorrenza 1° gennaio), nel secondo a seguito dell’introduzione dell’Assegno Unico Universale, a decorrere dal 1° marzo scorso.

Detrazioni da lavoro dipendente dal 1° gennaio 2022
Reddito complessivo Importo detrazione
Fino a 15.000,00 euro 1.880,00 euro
Da 15.000,01 a 28.000,00 euro 1.910,00 + [1.190 * (28.000 – RC) / 13.000]
Da 28.000,01 a 50.000,00 euro 1.910 * [(50.000 – RC / 22.000]
Previsto un importo aggiuntivo di 65 euro per chi ha un reddito complessivo superiore a 25 mila ma pari o inferiore a 35 mila euro
RC = reddito complessivo del contribuente

 

Detrazioni per figli a carico dal 1° marzo 2022 (solo se di età pari o superiore a 21 anni)
N° figli Calcolo detrazione
1 950 * [(95.000 – RC) / 95.000]
2 950 * [(110.000 – RC) / 110.000]
3 950 * [(125.000 – RC) / 125.000]
4 950 * [(140.000 – RC) / 140.000]
5 950 * [(155.000 – RC) / 155.000]
Più di 5 Alla somma di 155.000 euro sono sommati 15.000 euro per ogni figlio successivo al quinto
RC = reddito complessivo del contribuente

Da ultimo, il bonus pari a 100 euro medi mensili, dal 1° gennaio 2022 (sempre per effetto della recente Manovra di bilancio) spetta in misura intera (1.200,00 euro annui) a chi totalizza un reddito complessivo di 15 mila euro.

Nella fascia di chi eccede i 15 mila ma non supera i 28 mila euro di reddito, il trattamento integrativo spetta a patto che una serie di detrazioni (elencate all’articolo 1 comma 1 del Decreto – legge numero 3/2020) sia di ammontare superiore all’IRPEF lorda. Solo in quest’ipotesi, il bonus spetterà ma in misura corrispondente alla differenza tra le detrazioni e la stessa IRPEF lorda (in ogni caso nel limite massimo di 1.200 euro).

Leggi anche “Quattordicesima 2022: a chi spetta, pagamento in busta paga, Irpef, bonus”




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