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Bonus 200 euro colf e badanti: domanda, date e modalità di pagamento

Paolo Ballanti
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Il Decreto legge 17 maggio 2022 numero 50 (cosiddetto D.L. “Aiuti”) con l’obiettivo di adottare misure urgenti per contrastare gli effetti economici della crisi internazionale in Ucraina, ha introdotto un’indennità una tantum esentasse pari a 200 euro. La misura, disciplinata agli articoli 31 e 32, è destinata a lavoratori dipendenti e pensionati. A questi si aggiungono una serie di altri beneficiari del bonus 200 euro, tra cui colf e badanti e, in generale, quanti hanno in corso uno o più rapporti di lavoro domestico.

A prevederlo è il comma 8 dell’articolo 32, norma che descrive anche chi si occuperà di corrispondere il bonus, come i lavoratori potranno ottenerlo e con quali limiti e requisiti.

In particolare sarà importante presentare correttamente la domanda di indennità, soprattutto per coloro che lavorano con più persone o appartengono ad un’altra categoria beneficiaria. L’Inps è intervenuta con la Circolare numero 73 del 22 giugno e con il Messaggio numero 2580 del 27 giugno per fare chiarezza sul bonus e sulle domande.

Analizziamo quindi in dettaglio come sarà erogato il bonus 200 euro una tantum a colf e badanti, alla luce delle ultime novità.

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Bonus 200 euro colf e badanti: requisiti

Per poter ottenere l’indennità una tantum i lavoratori domestici devono avere in essere “uno o più rapporti di lavoro” alla “data di entrata in vigore del presente decreto” (articolo 32 comma 8).


Pertanto, la prestazione sarà riservata a quanti risultano assunti al 18 maggio 2022 data, appunto, di entrata in vigore del D.L. “Aiuti”, e per i quali risulti attiva l’iscrizione del rapporto di lavoro nella Gestione dei Lavoratori domestici dell’INPS.

Inoltre, chiarisce l’Inps nella Circolare numero 73, è necessario che i lavoratori domestici all’atto di presentazione della domanda non siano titolari:

  • di attività da lavoro dipendente non riconducibile alla gestione del lavoro domestico;
  • di uno o più trattamenti pensionistici.

Come per le altre categorie, infine, è necessario che per l’anno 2021 il richiedente abbia un reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superiore a 35.000 euro.

Concorrono al tetto dei 35 mila euro i redditi di qualsiasi natura, anche quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva, mentre sono esclusi dal calcolo:

  • il reddito della casa di abitazione e le sue pertinenze,
  • i trattamenti di fine rapporto e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata,
  • l’assegno al nucleo familiare,
  • gli assegni familiari,
  • l’assegno unico universale.

Bonus 200 euro colf e badanti: come richiederlo

Per ottenere il bonus 200 euro dovrà essere trasmessa domanda all’INPS, accedendo alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, raggiungibile a partire dalla home page del sito web Inps www.inps.it, seguendo il percorso “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. Una volta selezionata la sezione, occorrerà indicare per quale categoria di lavoratori si sta richiedendo il bonus.

Si ricorda che per accedere ai servizi online è attualmente necessario possedere le credenziali SPID, CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Il PIN resta come modalità di accesso riservata ai soli cittadini residenti all’estero, non in possesso di un documento di riconoscimento italiano.

In alternativa, sarà possibile richiedere il bonus 200 euro tramite:

  • Contact Center, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
  • Istituti di Patronato.

Sarà possibile fare domanda per l’accesso all’indennità una tantum fino al 30 settembre 2022, mentre l’erogazione è prevista dal mese di luglio 2022.

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Bonus 200 euro colf e badanti: a pagare sarà l’INPS

I datori di lavoro domestico non saranno coinvolti nel meccanismo di erogazione del bonus 200 euro. Questo è quanto risulta dal Decreto “Aiuti”.

Nel testo (articolo 32 comma 8) si fa esplicito riferimento al fatto che l’INPS, su domanda, corrisponderà ai lavoratori domestici, a mezzo pagamento diretto, l’indennità una tantum.

Saranno i beneficiari stessi a scegliere, in sede di invio dell’istanza all’Istituto, la modalità di pagamento con cui saranno accreditate le somme, selezionando tra codice IBAN per bonifico bancario/postale, accredito su libretto postale o bonifico domiciliato o anche il pagamento in contanti presso lo sportello delle Poste. L’IBAN comunicato dovrà essere associato ad un conto intestato al richiedente l’indennità.

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Bonus 200 euro colf e badanti: l’indennità è netta?

Il Decreto numero 50/2022 afferma chiaramente che il bonus 200 euro non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali del beneficiario.

La somma, peraltro, sarà esente da trattenute per tassazione IRPEF e contributi INPS. Si tratterà, di conseguenza, di 200 euro netti in favore di colf e badanti.

Bonus 200 euro colf e badanti con più rapporti di lavoro: come funziona

I 200 euro spettano una sola volta, anche in presenza di più rapporti di lavoro.

Pertanto, il lavoratore che ha presentato domanda per ottenere il bonus in ragione del contratto con il datore di lavoro Alfa non potrà inoltrare una seconda istanza in virtù del rapporto con il datore Beta.

Bonus 200 euro colf e badanti: risorse finanziarie

Per finanziare il bonus 200 euro destinato a colf e badanti, nonché ad altre categorie di beneficiari diverse da lavoratori dipendenti e pensionati, le risorse pubbliche impegnate ammontano ad 804 milioni di euro per l’anno 2022 (articolo 32 comma 21).

Al contrario per l’indennità una tantum in favore di:

  • Lavoratori dipendenti, le risorse pubbliche sono pari a 2.756 milioni di euro (per il 2022);
  • Pensionati, gli oneri ammontano a 2.740 milioni di euro (sempre per l’anno corrente).

Da ultimo, è opportuno ricordare che il Fondo costituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il cui scopo è quello di finanziare il bonus per lavoratori autonomi e professionisti, ha una dotazione finanziaria di 500 milioni di euro per il 2022.

Bonus 200 euro: gli altri beneficiari

Oltre a lavoratori domestici, lavoratori dipendenti, pensionati, autonomi e professionisti, esistono una serie di categorie lavorative inserite all’articolo 32, commi dal 9 al 18, beneficiarie del bonus.

Ci riferiamo in particolare a:

  • Beneficiari delle indennità di disoccupazione NASpI o DIS-COLL nel mese di giugno 2022;
  • Destinatari, nel corso del 2022, dell’indennità di disoccupazione agricola;
  • Titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi al 18 maggio 2022, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, in possesso di un reddito 2021 (derivante dai suddetti rapporti) non superiore a 35 mila euro;
  • Beneficiari, nel corso del 2021, di una delle indennità previste dal Decreto legge numero 41/2021 (articolo 10, commi da 1 a 9) e dal Decreto legge numero 73/2021 (articolo 42);
  • Lavoratori stagionali, a tempo determinato ed intermittenti che nel 2021 abbiano svolto la prestazione per almeno cinquanta giornate, oltre ad aver totalizzato nel medesimo anno (grazie ai suddetti rapporti) redditi non eccedenti i 35 mila euro;
  • Iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che nel 2021 abbiano almeno cinquanta contributi giornalieri versati ed un reddito (derivante dalle suddette attività e nel medesimo anno) non superiore a 35 mila euro;
  • Lavoratori autonomi, privi di partita IVA, iscritti alla Gestione separata INPS alla data del 18 maggio 2022 e non ad altre forme previdenziali obbligatorie, titolari nel 2021 di contratti di lavoro autonomo occasionali (per i quali è stato versato almeno un contributo mensile;
  • Incaricati alle vendite a domicilio con un reddito 2021, derivante dalle medesime attività, superiore a 5 mila euro e titolari di partita IVA attiva iscritti, alla data di entrata in vigore del Decreto “Aiuti”, alla Gestione separata INPS.

Sono da ultimo inclusi tra i potenziali beneficiari dell’indennità una tantum (articolo 32 comma 18) i destinatari del Reddito di Cittadinanza (RdC).

Nei loro confronti, il bonus è riconosciuto a patto che nel nucleo familiare non sia presente un soggetto già destinatario dell’indennità in qualità di lavoratore dipendente, pensionato o appartenente alle altre categorie sopra citate.

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