Home Lavoro Smart working lavoratori fragili: ecco l’elenco delle patologie riconosciute

Smart working lavoratori fragili: ecco l’elenco delle patologie riconosciute

smart-working-lavoratori-fragili-elenco-patologie

Nella Gazzetta Ufficiale numero 35 dell’11 febbraio 2022 è stato pubblicato il Decreto interministeriale a firma dei ministri del Lavoro, Salute e Pubblica Amministrazione contenente l’elenco delle patologie in presenza delle quali i lavoratori fragili possono svolgere la prestazione lavorativa in smart working fino al 28 febbraio 2022.

Lo smart working per lavoratori fragili, com’è noto, è stato introdotto dal Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. “Cura Italia“), e successivamente prorogato più volte con il perdurare della pandemia.

L’ultima proroga è quella stabilita dal decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, che porta la fine dello smart working per i lavoratori fragili al 28 febbraio 2022. I lavoratori in questione dovranno essere in possesso di adeguata certificazione firmata dal medico di famiglia, sempre in base a quanto stabilito dal Decreto Cura Italia.

Vediamo quindi l’elenco completo delle patologie riconosciute per l’accesso allo smart working per i lavoratori fragili.

Smart working settore privato, c’è l’accordo: ecco cosa cambia

Smart working lavoratori fragili: base normativa

In base a quanto stabilito dall’articolo 26, commi 2 e 2-bis, del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, “i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.”


In relazione al perdurare della pandemia, la validità del provvedimento in questione è stata ripetutamente prorogata. L’ultima proroga in ordine di tempo è quella stabilita dal Decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, che all’articolo 17 la fissa al 28 febbraio 2022.

Sempre nel sopraccitato decreto si stabilisce che l’elenco delle patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali, fino al 28 febbraio 2022 la prestazione lavorativa è normalmente svolta in modalità agile, sarà individuato da un apposito decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione. Il decreto è quindi finalmente stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 febbraio 2022.

Smart working lavoratori fragili: quali patologie

È riportato di seguito l’elenco delle patologie riconosciute presente nel decreto del Ministro della Salute, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione.

Indipendentemente dallo stato vaccinale

Pazienti con marcata compromissione della risposta immunitaria:

  • trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro due anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
  • attesa di trapianto d’organo;
  • terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CAR-T);
  • patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure;
  • immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.);
  • immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es: terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.);
  • dialisi e insufficienza renale cronica grave;
  • pregressa splenectomia;
  • sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/µl o sulla base di giudizio clinico;

Pazienti che presentino tre o più delle seguenti condizioni patologiche:

  • cardiopatia ischemica;
  • fibrillazione atriale;
  • scompenso cardiaco;
  • ictus;
  • diabete mellito;
  • bronco-pneumopatia ostruttiva cronica;
  • epatite cronica;
  • obesità.

Pazienti che presentano esenzione alla vaccinazione per motivi sanitari e contemporaneamente almeno una delle seguenti condizioni:

Scarica il testo del Decreto con l’elenco delle patologie riconosciute




© RIPRODUZIONE RISERVATA


CONDIVIDI

1 COMMENTO

  1. sono una dipendente di azienda ospedaliera. Mi è stata riconosciuta invalidità civile (prima al 100%, poi, in seguito a revisione, al 79% per esiti di intervento chirurgico per patologia oncologica. per 5 anni sono tenuta a seguire terapia ormonale, con conseguenti ripercussioni sull’organismo.
    Ho usufruito dei benefici dell’’articolo 26, commi 2 e 2-bis, del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, “i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche”.
    Per la tipologia di lavoro esercitata non posso svolgere lo smart working, quindi non so se mi è ancora concesso di assentarmi dal lavoro considerando l’assenza come ricovero ospedaliero, ovvero fuori dal periodo di comporto.
    Grazie

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome