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Assegno unico famiglia 2022: quali sussidi e bonus sostituirà e da quando

Paolo Ballanti
assegno unico famiglia e altre prestazioni

Nel corso della seduta numero 47 del 18 novembre 2021 il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di Decreto legislativo che istituisce l’assegno unico e universale per la famiglia, a regime dal 2022.

Il provvedimento, in attuazione della Legge delega numero 46 del 1° aprile 2021, dovrà ora essere esaminato dalle commissioni parlamentari, prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per l’entrata in vigore.

L’assegno unico, la cui partenza ufficiale prevista nella bozza di Decreto sarà il 1° marzo 2022, è istituito, stando alla Legge n. 46, con lo scopo di “riordinare, semplificare e potenziare, anche in via progressiva” le misure economiche a sostegno delle famiglie con figli a carico.

La prestazione si sostanzia in un’erogazione diretta in conto corrente, da parte dell’INPS, di una somma mensile parametrata all’ISEE ed alla composizione del nucleo familiare, spettante per ogni figlio minorenne a carico, a decorrere dal settimo mese di gravidanza.

A determinate condizioni, il sussidio è esteso fino al compimento dei ventuno anni di età del figlio.

Alla partenza dell’assegno unico si accompagna l’abrogazione di alcune delle attuali misure di sostegno alle famiglie, prime fra tutte detrazioni fiscali per figli a carico ed ANF. Analizziamo nel dettaglio quali prestazioni scompariranno e da quando.

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Premio alla nascita o Bonus mamma domani

L’articolo 10 della bozza di Decreto approvata in Consiglio dei ministri prevede, al comma 1, l’abrogazione dal 1° gennaio 2022 del premio alla nascita o “bonus mamma domani” (disciplinato dall’articolo 1 comma 353 della L. n. 232/2016) riconosciuto dall’INPS in misura pari ad 800 euro per gli eventi nascita, adozione o affidamento preadottivo di un minore.

Assegno ai nuclei con almeno tre figli minori

Il comma 2 del citato articolo 10 prevede l’abrogazione dal 1° marzo 2022 dell’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori (articolo 65 L. n. 448/1998), concesso dai singoli comuni ma erogato dall’INPS in misura non superiore a 1.886,82 euro totali (valore applicato per l’anno 2021).

Per l’anno 2022, continua la bozza di Decreto, l’assegno sarà riconosciuto “esclusivamente con riferimento alle mensilità di gennaio e febbraio”.

Fondo di sostegno alla natalità

A decorrere dal 1° gennaio 2022 è abrogato (articolo 10 comma 6) il Fondo di sostegno alla natalità, introdotto dalla Legge n. 232/2016 con lo scopo di favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, attraverso il rilascio di garanzie dirette (anche fideiussorie) a banche e intermediari finanziari.

Il prestito agevolato è:

  • Riconosciuto in misura non superiore a 10 mila euro;
  • Riservato ai genitori di bambini nati o adottati, fino al compimento del terzo anno di età ovvero entro tre anni dall’adozione, senza alcun requisito legato al reddito;
  • Rimborsabile in massimo sette anni.

Assegno al nucleo familiare ANF

All’articolo 10 comma 3, limitatamente ai “nuclei familiari con figli e orfanili”, si prevede che, a decorrere dal 1° marzo 2022, cessano di essere riconosciuti gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF).

La prestazione spetta a talune categorie di lavoratori, nonché ai titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD), dei Fondi speciali di previdenza e dell’Enpals.

L’ammontare dell’ANF, erogato dall’INPS, è determinato in funzione di:

  • Reddito complessivo del nucleo familiare;
  • Numero dei componenti e tipologia del nucleo familiare;

in base ad apposite tabelle diffuse dall’Istituto con decorrenza dal 1° luglio di ogni anno, sino al 30 giugno dell’anno successivo.

Limitatamente al periodo 1° luglio 2021 – 30 giugno 2022, gli importi definiti in base alle tabelle INPS saranno riconosciuti sino all’avvio dell’assegno unico previsto come noto dal 1° marzo prossimo.

La bozza di Decreto ha peraltro prorogato al 28 febbraio 2022 due misure – ponte introdotte dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021 in attesa dell’avvio dell’assegno unico. Stiamo parlando di:

  • Maggiorazione ANF, pari a 37,50 o 55 euro mensili per ciascun figlio, per i nuclei familiari rispettivamente fino a due figli o con almeno tre figli a carico;
  • Assegno temporaneo figli minori, previsto per i soggetti non beneficiari degli ANF, quali lavoratori autonomi e disoccupati.

Detrazioni figli a carico

Scopo delle detrazioni per figli a carico (disciplinate all’articolo 12 del DPR n. 917/1986) è diminuire l’imposta lorda IRPEF da versare all’Erario, in considerazione dei costi che i genitori sostengono per il mantenimento della prole.

Come anticipato, l’introduzione dell’assegno unico porta con sé il superamento dell’articolo 12. Nella bozza di Decreto legislativo si prevede infatti il riconoscimento delle detrazioni limitatamente a “ciascun figlio, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi o affidati” ma di “età pari o superiore a 21 anni che non beneficiano dell’assegno unico e universale”.

Viene inoltre abrogato il comma 1-bis dell’articolo 12 il quale prevede l’ulteriore detrazione di 1.200 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico.

Di fatto, come peraltro anticipato nella Legge delega n. 46, a seguito dell’avvio dell’assegno unico resteranno operative le detrazioni fiscali per coniuge ed altri familiari a carico.

Assegno unico famiglia 2022: come cambieranno le buste paga

Considerato che attualmente gli ANF e le detrazioni per figli a carico sono, nella generalità dei casi, anticipate dai datori di lavoro (per conto di INPS ed Erario) a lavoratori dipendenti e collaboratori, il primo effetto a seguito dell’introduzione dell’assegno unico sarà la scomparsa delle somme citate in busta paga a decorrere dal 1° marzo 2022, pertanto con effetto dal cedolino di competenza dello stesso mese.

La bozza di Decreto dispone infatti il pagamento dell’Assegno unico, previa domanda all’INPS, direttamente al beneficiario con bonifico su conto corrente bancario o domiciliato.

Nulla cambia invece fino al 28 febbraio 2022. Continueranno ad essere riconosciuti dall’azienda ANF e detrazioni per figli a carico.

Si auspicano comunque indicazioni da parte di INPS ed Agenzia entrate in merito alla gestione delle buste paga nella fase di passaggio all’assegno unico.

Assegno unico famiglia 2022: misure non abrogate

Tanto la legge delega quanto lo schema di decreto approvato in CDM, non prevedono l’abrogazione di altre misure a sostegno delle famiglie, ad esempio bonus asilo nido, congedo parentale e permessi giornalieri per allattamento.

Discorso a parte per l’Assegno di natalità o “Bonus Bebè” introdotto dall’articolo 1 comma 125 della L. n. 190/2014, a beneficio delle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo.

La misura si concretizza in un importo mensile erogato sino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso del figlio nel nucleo familiare.

Il sussidio, erogato dall’INPS, spetta in misura diversa a seconda dell’ISEE, da un massimo di 1.920 euro annui (160 euro mensili), per chi ha un ISEE non superiore a 7 mila euro, ad un minimo di 960 euro annui (80 euro mensili) se l’ISEE è superiore a 40 mila euro.

Il Bonus Bebè è compreso (articolo 3 della Legge delega n. 46/2021) tra le prestazioni destinate ad essere soppresse o gradualmente superate in virtù dell’introduzione dell’assegno unico. Tuttavia non compare all’articolo 10 della bozza di Decreto legislativo, insieme alle altre misure abrogate dal 1° gennaio o dal 1° marzo 2022.

Sul punto si attendono novità e chiarimenti normativi.

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