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Assegno unico universale, arriva il decreto: domande da gennaio e importi fino a 175 euro

La misura sarà operativa da marzo, ma si potranno inoltrare le istanze già da gennaio 2022

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Approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto attuativo sull’Assegno unico universale per i figli, che sarà a regime nel 2022. L’assegno mensile potrà avere un importo massimo di 175 euro per figlio, che sarà ridotto progressivamente fino a un minimo di 50 euro per chi ha un ISEE superiore a 40.000 euro o per chi non lo presenta.

Previste maggiorazioni nel caso di figli con disabilità e in base al numero di figli. L’assegno è riconosciuto “per ogni figlio minorenne a carico” e per i nascituri “a partire dal settimo mese di gravidanza”. Per i figli tra 18 e 21 anni l’assegno cala e l’importo massimo viene ridotto a 85 euro, mentre il minimo a 25. Non ci sono limiti di età invece per i figli con disabilità.

La misura dovrebbe partire già a marzo 2022, mentre nel periodo tra luglio e dicembre 2021 resta valida la misura ponte, l’assegno temporaneo per i figli. In attesa di conoscere con esattezza tutte le novità in arrivo con l’approvazione del decreto attuativo in CdM vediamo cosa prevede la bozza, la cui ossatura era già stata delineata con la legge delega numero 46 del 1° aprile 2021. Il decreto dovrà poi ricevere parere favorevole dalle commissioni competenti in Parlamento prima del via libera definitivo.

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Assegno unico universale: requisiti

Come anticipato, l’assegno unico universale spetta per ogni figlio minorenne a carico e per i nascituri a partire dal settimo mese di gravidanza. Al momento della presentazione della domanda si dovrà inoltre essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere cittadino italiano o di uno stato dell’UE, o cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno, permesso di lavoro o di ricerca superiore a sei mesi;
  • essere residente e domiciliato in Italia con i figli a carico sino al compimento dei 18 anni;
  • essere residente in Italia da almeno 2 anni o in alternativa essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia.

Stando alla bozza del Decreto Legislativo, la domanda potrà essere presentata anche dai figli maggiorenni che possono “richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante”.

Assegno unico universale: quali misure sostituisce

In base a quanto previsto dalla Legge delega numero 46/2021 (articolo 3 comma 1), l’assegno unico andrà gradualmente a sostituire:

  • Assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • Assegno di natalità;
  • Premio alla nascita;
  • Fondo di sostegno alla natalità;
  • Detrazioni fiscali per figli a carico, ivi compresa l’ulteriore detrazione per coloro che hanno almeno quattro figli a carico;
  • Assegno per il nucleo familiare (ANF).

Assegno unico universale: importo

L’assegno varierà in base all’Isee e ad altre condizioni per le quali sono previste delle maggiorazioni. L’importo massimo ottenibile con Isee fino a 15mila euro è di 175 euro mensili. L’assegno scalerà progressivamente fino all’importo minimo di 50 euro previsto per chi presenta un Isee superiore a 40mila euro o per chi non lo presenta.

Sono previste inoltre delle maggiorazioni. Dal terzo figlio è prevista una maggiorazione che va da 15 a 85 euro in base all’Isee. Per i nuclei con 4 o più figli è prevista una “maggiorazione forfettaria” di 100 euro al mese.

Per i nuclei con Isee fino a 40.000 euro è prevista anche un’ulteriore maggiorazione di 30 euro a figlio se entrambi i genitori lavorano. Ulteriori 20 euro per ciascun figlio sono previsti per le mamme under 21.

Prevista infine una maggiorazione aggiuntiva transitoria per i nuclei con Isee fino a 25mila euro e già percettori dell’Assegno per il nucleo familiare, che terminerà a marzo 2025.

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Assegno unico universale: figli con disabilità

Per i nuclei familiari in cui sono presenti figli con disabilità sono previste ulteriori maggiorazioni. Si parla di:

  • 105 euro al mese in più “in caso di non autosufficienza”;
  • 95 euro al mese in più “in caso di disabilità grave”;
  • 85 euro in più “in caso di disabilità media”.

I figli maggiorenni con disabilità riceveranno un maggiorazione di 50 euro all’assegno previsto per i figli maggiorenni tra 18 e 21 anni. Al superamento dei 21 anni si continuerà comunque a ricevere l’assegno, ma questo varierà in base all’Isee: si andrà da un massimo di 85 euro al mese per i nuclei con Isee fino a 15mila euro fino a 25 euro mensili per i nuclei con Isee superiore a 40mila euro.

Assegno unico universale: figli maggiorenni

Come scritto in precedenza, i figli maggiorenni tra 18 e 21 anni potranno fare domanda e “richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante”. Tuttavia, per ricevere l’assegno bisognerà sottostare ad alcune condizioni, alternativamente:

  • frequentare un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea;
  • svolgere un tirocinio o avere un lavoro con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  • essere registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • svolgere il servizio civile universale.

Assegno unico universale e Reddito di Cittadinanza

I nuclei beneficiari del Reddito di Cittadinanza non dovranno inoltrare domanda per l’assegno unico, che sarà erogato d’ufficio dall’Inps. L’importo sarà calcolato sottraendo la quota di Reddito relativa ai figli minori (calcolata sulla base della scala di equivalenza del RdC) da quanto spetta per l’Assegno unico. In questo caso l’erogazione avverrà sempre mediante ricarica della Carta RdC.

Assegno unico universale: domanda 

Il nuovo sussidio sarà operativo da marzo 2022, ma le domande si potranno presentare dal primo gennaio, per un periodo che andrà da marzo al febbraio dell’anno successivo.

La domanda potrà essere presentata all’Inps, attraverso le modalità che saranno indicate dall’Istituto stesso tramite un’apposita comunicazione. Potranno presentare domanda i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, o i figli maggiorenni che rientrano nei limiti d’età per la fruizione della misura.

L’assegno viene riconosciuto a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Nel caso in cui la domanda viene presentata entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, l’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo del medesimo anno.

Arriva anche una proroga fino a fine febbraio per allineare l’assegno temporaneo per gli autonomi a queste nuove scadenze. Insieme alla domanda andrà presentata anche la dichiarazione Isee ma chi non la presenta riceverà comunque l’assegno al minimo.

Assegno unico universale: erogazione

L’Assegno unico può essere erogato al genitore che ha presentato domanda o in alternativa può essere egualmente suddiviso tra i genitori. Nel caso di un affidamento esclusivo l’assegno spetterà, in mancanza di un accordo, al genitore affidatario. Se viene nominato un tutore, “l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato“.

L’erogazione avviene mediante accredito su IBAN o mediante bonifico domiciliato, mentre per i percettori del Reddito di Cittadinanza verrà erogato insieme a questo attraverso la Carta RdC.

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