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Scadenze fiscali di dicembre 2020: date, adempimenti e proroghe Ristori Quater

In arrivo il Decreto Ristori Quater con la moratoria fiscale

Giuseppe Moschella
scadenze fiscali dicembre 2020

Il mese di dicembre si caratterizza per la presenza di alcune importanti scadenze fiscali, alcune delle quali sono oggetto di proroghe previste dai diversi decreti del governo, da ultimo con il decreto 157 del 30 novembre 2020: il Decreto Ristori Quater, pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrato in vigore il 30 novembre.

Da subito si evidenzia l’appuntamento con il versamento della seconda rata dell’Imu che quest’anno a seguito dell’emergenza sanitaria, sconta delle esclusioni. Tra gli adempimenti da segnalare, vi è la trasmissione entro il 10 dicembre del modello 770/2020, adempimento previsto al 2 novembre, e slittato per opera del D.L. 137/2020, inoltre proprio a fine novembre, il Governo ha prorogato sempre al 10 dicembre il versamento degli acconti di 30 novembre, prevedendo in alcuni casi una proroga più lunga al prossimo aprile. Prorogato al 10 dicembre anche il termine di trasmissione delle dichiarazioni dei redditi e della dichiarazione Irap previsto per il 30 novembre scorso.

Scadrà il prossimo 1° marzo (al posto del 10 dicembre), il pagamento delle rate della “rottamazione-ter”, e del “saldo e stralcio” scadute nel 2020, necessario per non perdere i benefici della definizione agevolata. Anche i versamenti di metà mese, potranno essere effettuati entro il 16 marzo 2021. Infine tra gli adempimenti di rilievo, si segnala il versamento dell’acconto Iva annuale del 27 dicembre (che slitta al 28) per la quale non è chiaro se lo stesso sia interessato dalle proroghe.

Il versamento Imu

In un clima di grande incertezza sulle scadenze fiscali, il versamento dell’Imu non ha subito particolari modifiche sostanziali, rispetto alle precedenti disposizioni. Da quest’anno entra in vigore la nuova Imu, e non si dovrà più pagare la Tasi in quanto la Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, ha unificato le due imposte.

A seguito dell’emergenza sanitaria tuttora in corso, il legislatore è intervenuto per sostenere le attività economiche interessate dalle restrizioni, prevedendo l’esonero della prima rata Imu 2020 per il settore del turismo e dello spettacolo, poi esteso alla seconda rata Imu 2020 anche ad altre attività.

L’articolo 78 del D.L. 104/2020 (Decreto Agosto) ha disposto l’esonero del pagamento della seconda rata Imu 2020 (quindi al 16 dicembre) per alcune categorie di immobili, quali gli stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, gli stabilimenti termali, alberghi, pensioni e immobili destinati alle attività turistiche, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

La medesima agevolazione, viene riconosciuta anche per gli immobili utilizzati per eventi fieristici o manifestazioni, nonché per quelli destinati a spettacoli cinematografici e teatrali e a discoteche e sale da ballo (per questi ultimi, non era previsto l’esonero della prima rata).

L’articolo 78 del D.L. 104/2020 prevede anche l’esonero dell’Imu per gli immobili destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, relativamente agli anni 2021 e 2022, (Tale esonero è comunque subordinato all’autorizzazione della Commissione europea).

In sede di conversione del citato decreto è stato chiarito che l’esenzione della seconda rata Imu per le pertinenze delle strutture ricettive (categoria D/2) si applica anche alla prima rata esentata per effetto dell’articolo 177 del D.L. 34/2020.

Successivamente il D.L. 137/2020 (primo decreto “Ristori”) ha apportato una ulteriore estensione delle agevolazioni Imu, rispetto a quanto già disposto con i precedenti decreti, con l’esonero dalla seconda rata Imu (da versare sempre a metà dicembre) anche a favore dei pubblici esercizi e di diverse altre attività di servizio (indicate in un apposito allegato), le cui aperture sono limitate o impedite dalle nuove misure di sicurezza sanitaria. L’agevolazione è limitata agli immobili posseduti e utilizzati direttamente dagli esercenti delle attività.

L’articolo 5 del D.L. 149/2020 (decreto “Ristori bis”) ha esteso la cancellazione della seconda rata Imu 2020 alle attività economiche indicate in un apposito allegato ad provvedimento e ubicate nelle nuove zone rosse, istituite dal DPCM del 3 novembre scorso, e dalle ordinanze del ministro della Salute.

Anche in questo caso l’agevolazione è limitata agli immobili posseduti e utilizzati direttamente dagli esercenti delle attività indicate nel decreto.

Relativamente al versamento dell’Imu, l’ultimo decreto Ristori “Quater”, è intervenuto sulle esenzioni, e ha chiarito che l’esenzione del pagamento è valida anche quando l’utilizzatore coincide con il soggetto passivo d’imposta (anche se non proprietario dell’immobile) allargano cosi il campo di applicazione degli esoneri. Gli altri soggetti non beneficiari delle esenzioni, sono invece obbligati al versamento entro la scadenza ordinaria.

Rinvio acconti di novembre Irpef, Ires e Iva

E’ stato rinviato al 10 dicembre il termine per la scadenza del secondo o unico acconto delle imposte dei redditi (Irpef e Ires) e dell’Irap, per tutte le partite Iva.

A tale differimento si affianca una proroga più lunga al 30 aprile 2021 per le partite Iva con ricavi e compensi non superiori a 50 milioni di euro, che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tale proroga si affianca al rinvio Irpef, Ires, Irap ed imposte collegate al 30 aprile 2021 già previsto prima dal decreto agosto e poi dal decreto “Ristori bis”.

La proroga si applica inoltre a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato, ai soggetti che operano nei settori economici individuati negli allegati 1 e 2 al D.L. 149/2020 aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (zona rossa), e per gli esercenti servizi di ristorazione nelle zone rosse e arancioni.

Pace fiscale: rinvio a marzo 2021

Entro il prossimo 10 dicembre dovevano essere pagate le rate dei piani di dilazione della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, che scadono nel 2020. Il termine è stato rinviato al 1° marzo 2021 per tutti i beneficiari della definizione agevolata. Sono stati previsti anche alcuni interventi sulla rateizzazione delle cartelle, ad esempio per le rateizzazioni richieste entro fine 2021, viene alzata a 100.000 euro la soglia per i controlli.

Si ricorda che il D.L. n. 129/2020, (Decreto “Riscossione”), non aveva previsto nessuna proroga in merito a tale scadenza, precedentemente fissata dal Decreto “Rilancio”, mentre ha disposto la proroga della sospensione dell’attività di riscossione, infatti sono sospesi, fino al prossimo 31 dicembre 2020, le notifiche di nuove cartelle esattoriali, avvisi di pagamento o accertamenti esecutivi affidati all’Agente della Riscossione.

Fino allo stesso periodo (31 dicembre), la sospensione opera per i pagamenti legati a cartelle anche per le quali si ha un piano di dilazione in essere.

Invio del modello 770/2020 e del modello Redditi 2020

Confermato al prossimo 10 dicembre il termine per la presentazione del modello 770/2020, la proroga (la scadenza era fissata al 2 novembre) è stata prevista dal decreto “Ristori”.

Contemporaneamente al 770, vi è la scadenza collegata relativa all’invio all’Agenzia delle Entrate della Certificazione Unica relativa ai redditi che non rientrano nel modello 730. Scadono anche i termini per il ravvedimento operoso delle ritenute fiscali operate dai sostituti d’imposta nel corso del 2019 che possono essere regolarizzate entro il termine dell’invio modello 770.

Entro il 10 dicembre si potrà tramettere all’Agenzia delle Entrate anche la dichiarazione dei redditi e dell’Irap. La scadenza originaria cadeva lo scorso 30 novembre.

Proroga Iva, ritenute Irpef e contributi

Anche i versamenti previsti per il 16 dicembre (ritenute alla fonte, contributi previdenziali ed assistenziali ed Iva) sono stati prorogati al 16 marzo 2021. La proroga riguarda i titolari di partita Iva con ricavi o compensi fino a 50 milioni di euro nel 2019, che hanno subito una perdita di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33% a novembre 2020 rispetto a novembre 2019;

La suddetta proroga viene applicata senza vincoli di fatturato:

  • alle partite Iva che hanno avviato l’attività dopo il 30 novembre 2019;
  • agli esercenti attività sospese dal DPCM del 3 novembre 2020 in tutto il territorio nazionale;
  • ai ristoranti nelle zone arancioni o rosse;
  • agli esercenti attività individuate dall’allegato e 2 del decreto Ristori bis (D.L. 149/2020), alberghi, agenzie di viaggio e tour operator nelle zone rosse.

E’ prevista anche una rateizzazione fino ad 4 rate mensili di pari importo con prima rata il 16 marzo 2021

Versamento del PREU il 18 dicembre

L’ultimo decreto ristori prevede che il versamento del saldo del prelievo erariale unico sugli apparecchi di intrattenimento si deve versare entro il 18 dicembre 2020 nella misura del 20% del dovuto sulla base della raccolta di gioco del medesimo bimestre, con scadenza 18 dicembre 2020. La restante quota, pari all’80%, potrà essere versata con rate mensili di pari importo, con debenza degli interessi legali calcolati giorno per giorno. La prima rata è versata entro il 22 gennaio 2021 e le successive entro l’ultimo giorno di ciascun mese successivo. L’ultima rata  andrà versata entro il 30 giugno 2021.

Il versamento dell’acconto Iva

Il 28 dicembre 2020 (il 27 è domenica) scade il termine per versare l’acconto Iva annuale, e non è chiaro che anche questa scadenza subirà uno spostamento. Per il calcolo dell’acconto si segnalano i due metodi principali può essere utilizzato il metodo storico e il metodo previsionale. Con il metodo storico, l’acconto Iva è pari all’88% del versamento effettuato, o che avrebbe dovuto essere effettuato, per il mese o trimestre dell’anno precedente.  Con il metodo previsionale invece l’acconto viene calcolato sulla base di una stima delle operazioni che si ritiene di effettuare fino al 31 dicembre.

Esiste anche un ulteriore metodo analitico che si basa sulle operazioni effettuate fino al 20 dicembre. In merito alla scadenza, non è chiaro se il “Ristori Quater” inclusa la proroga, tuttavia va segnalato che l’articolo 2 del decreto, fa riferimento oltre che ai termini di versamento che scadono a dicembre, anche, ma genericamente (comma 1 lett. b), ai versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto, quindi anche se non espressamente specificato la proroga potrebbe riguardare l’acconto Iva, ma su questo è meglio attendere chiarimenti più precisi.

 



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