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Bonus baby-sitter 1.000 euro: a chi spetta, esclusi, come funziona, novità

Daniele Bonaddio
bonus baby-sitter 1000 euro

Arriva il bonus baby-sitter di 1.000 euro. Dopo le dure misure restrittive introdotte dal Governo Conte con il Dpcm del 3 novembre 2020, che ha diviso l’Italia in tre aree di rischio “gialla”, “arancione” e “rossa”, l’esecutivo è dovuto ricorrere nuovamente ai ripari con un nuovo decreto legge, denominato “Decreto Ristori-bis” (d.l. n.149/2020).

Il testo del decreto è entrato in vigore il 9 novembre 2020, recante ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, suddivide le agevolazioni in base alle zone di rischio. Infatti, laddove il rischio di contagio è estremamente alto, con chiusura della maggior parte della attività, il ristoro da parte del Governo è maggiore. In altri termini, le agevolazioni sono proporzionali ai bisogni di ciascuna Regione.

Lo dimostra il fatto che alcuni incentivi di tipo economico, come ad esempio il “bonus baby-sitter”, sono fruibili solamente nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto. Quindi, dopo l’introduzione del predetto bonus nella prima fase del lockdown, il Governo ha reintrodotto la misura agevolativa. Tuttavia, il riconoscimento non è indistinto e per tutti ma vale soltanto per alcuni lavoratori.

Andiamo quindi in ordine e vediamo nel dettaglio a chi spetta il “bonus baby-sitter 1.000 euro” nel Decreto Ristori bis.

Bonus baby-sitter 1.000 euro: evoluzione durante il lockdown

Come noto, a causa della diffusione della pandemia da Coronavirus, il Governo ha sospeso i servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine. La misura è stata adottata, per l’anno 2020, a partire dal 5 marzo 2020, con il D.L. n. 18/2020 (cd. “Decreto Cura Italia”), convertito con modificazioni in L. n. 27/2020.

In particolare, all’art. 23 e 25 è stato previsto uno specifico congedo parentale per un periodo continuativo o frazionato, comunque non superiore complessivamente a 15 giorni, per i figli di età non superiore a 12 anni, di cui possono fruire i genitori alternativamente fra loro.

In alternativa alla fruizione del congedo parentale, è stata prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting.

Successivamente, invece, esattamente dal 19 maggio 2020, il D.L. n. 34/2020 (“Decreto Rilancio”), all’art. 72 ha modificato la disciplina del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting introducendo, in alternativa, il bonus per la comprovata iscrizione ai centri estivi e ai servizi integrativi per l’infanzia per il periodo dalla chiusura dei servizi educativi scolastici al 31 agosto 2020.

Dopo tale data, il Governo non ha più ritenuto necessario prorogare le predette misure, in quanto la curva epidemiologica non dava segnali preoccupanti e l’allarme della pandemia stava pian piano rientrando.

Purtroppo, la recente impennata dei contagi ha costretto il Governo a intervenire ripetutamente con appositi Dpcm e decreti legge per salvaguardare la salute dei cittadini italiani. Chiaramente, come accaduto durante il primo lockdown, la politica governativa non è stata solamente di chiusura, ma a ogni restrizione è stato contrapposto uno specifico aiuto.

Bonus baby-sitter 1.000 euro: a chi spetta

Ed è proprio questo il caso del bonus baby-sitter. All’art. 14 del Ristori bis è stato introdotto, a decorrere dal 9 novembre 2020, esclusivamente nelle “zone rosse”, il diritto per i genitori di fruire di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 1.000 euro.

Tuttavia, per avere diritto all’agevolazione economica è necessario che nella “zona di rischio” sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado.

Inoltre, l’agevolazione è valevole solamente per i genitori lavoratori di alunni delle suddette scuole iscritti:

  • alla Gestione separata di cui all’art. 2, co. 26, della L. n. 335/1995;
  • alle gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria, e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, come ad esempio gli artigiani ed esercenti attività commerciali.

Dunque, il bonus non è rivolto ai lavoratori dipendenti, ma unicamente ai lavoratori autonomi. La fruizione dell’agevolazione è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile. Tra l’altro, il bonus è subordinato alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Bonus baby-sitter 1.000: esclusi i familiari 

Restano, invece, esclusi dalla possibilità di fruire del bonus le prestazioni rese dai familiari.

Bonus baby-sitter 1.000 euro: figli con handicap

Altra condizione da rispettare è che il beneficio si applica ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 4, co. 1, della L. n. 104/1992. Deve trattarsi di figli iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura ai sensi dei Dpcm del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020.

Bonus baby-sitter 1.000 euro: come viene erogato

Il bonus viene erogato mediante l’istituto del libretto famiglia, attualmente disciplinato dall’art. 54-bis del D.L. n. 50/2017, convertito con modificazioni in L. n. 96/2017.

Attenzione però: la fruizione del bonus per servizi integrativi per l’infanzia di cui al periodo precedente è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.

Bonus baby-sitter 1.000 euro: risorse finanziarie

Il bonus, ovviamente, non è illimitato e verrà erogato entro certi limiti economici stanziati dal governo. Pertanto, i benefici sono riconosciuti nel limite complessivo di 7,5 milioni di euro per l’anno 2020. Sulla base delle domande pervenute, l’INPS provvede al monitoraggio comunicandone le risultanze al MLPS e al MEF.

Laddove dal monitoraggio emerga il superamento del limite di spesa, l’INPS procede al rigetto delle domande presentate.

Congedo parentale alternativo al Bonus baby-sitter

Resta comunque sempre la possibilità di usufruire di un un congedo parentale straordinario, in alternativa ai servizi di baby-sitting. Questo congedo viene retribuito al 50 per cento. Inoltre, dal momento che i lavoratori dipendenti sono stati esclusi dal bonus, questi possono usufruire solo:

  • del congedo parentale straordinario
  • dello smart working

 

 



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