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Cassa Integrazione: cosa cambia in busta paga per ferie, tredicesima, quattordicesima, tfr, malattia e infortuni

Daniele Bonaddio

Durante la fase di emergenza epidemiologica da Covid-19 molti lavoratori hanno dovuto fare i conti con la cd. “cassa integrazione guadagni”. Si tratta di un ammortizzatore sociale in costanza di rapporto di lavoro che permette appunto all’impresa di sospendere temporaneamente, in modo totale (CIG a zero ore) o parziale, l’attività lavorativa.

A seconda del settore di appartenenza dell’azienda, si applica un istituto differente. Ad esempio, per le imprese del settore industriale si applica la CIGO, ossia la cassa integrazione guadagni ordinaria. Per le imprese, invece, che non hanno accesso alla CIGO, intervengono i cd. “Fondi” i quali possono essere di vario tipo: bilaterali, bilaterali alternativi ovvero di integrazione salariale (FIS). Solo in via residuale interviene la cassa integrazione in deroga (CIGD). È un istituto accessibile previa richiesta alla Regione di appartenenza e solo se l’impresa non può accedere alle predette forme di integrazione salariale.

Gli ultimi mesi sono stati fortemente caratterizzati dall’impiego di tali istituti, in quanto molte attività sono state costrette a sospendere l’attività durante il lockdown per combattere il propagarsi del virus. Ciò ha influenzato notevolmente la retribuzione dei lavoratori sotto molti aspetti, non soltanto retributivo ma anche e soprattutto per quanto concerne: le ferie, la tredicesima, la quattordicesima (cd. mensilità aggiuntiva), il tfr, la malattia e l’infortunio.

Vediamo quindi nel dettaglio come influiscono i predetti istituti nella busta paga in concomitanza della cassa integrazione guadagni ordinaria.

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Cassa Integrazione: tredicesima e quattordicesima

Partiamo dalla tredicesima e quattordicesima mensilità. Si ricorda, in via preliminare, che la tredicesima – in via generale – viene solitamente erogata nel mese di dicembre (prima di Natale). La quattordicesima, invece, non spetta a tutti i lavoratori ma occorre osservare se il CCNL applicato dall’azienda prevede l’erogazione della somma aggiuntiva. L’erogazione, in quest’ultimo caso, viene effettauta di regola nel mese di luglio.

Una domanda che molti lavoratori ma anche datori di lavoro si stanno ponendo è: chi paga la tredicesima e quattordicesima durante la CIG?

Innanzitutto, partiamo dicendo che il rateo non matura se la cassa è pari o superiore a 15 giorni nel corso del mese.

Ciò detto, la tredicesima per il periodo di cassa integrazione a zero ore, che in linea generale è l’80% della retribuzione, viene pagata sempre dall’INPS. Analogo discorso vale per la quattordicesima.

Prima di tutto bisogna fare una distinzione tra CIG a zero ore e CIG a orario ridotto. Prendiamo il caso di un cassaintegrato per la durata di 8 settimane, ossia 2 mesi. Quindi:

  • nel caso della cassa integrazione a zero ore, la tredicesima non viene calcolata per i due mesi di sospensione. Ciò significa che nel computo finale questa verrà calcolata solo su 10 mensilità. Per i due mesi di cassa integrazione il lavoratore percepirà dall’INPS l’80% della retribuzione comprensiva del rateo di tredicesima;
  • nel caso della cassa integrazione a orario ridotto, invece, la tredicesima verrà doppiamente calcolata. Una volta per il calcolo finale sulle ore lavorate e un’altra sull’indennità dell’INPS per la parte delle ore non lavorate.

Cassa Integrazione: le ferie

Le ferie, come noto, è un istituto inderogabile di legge. Nel senso che il lavoratore non può rinunciarvi e deve goderne per una durata di 4 settimane. Chiaramente la durata è condizionata dal periodo di lavoro, ossia se il lavoratore ha prestato l’attività lavorativa per l’intero anno. Infatti, il periodo feriale spetta in misura proporzionale al lavoro svolto. In via generale, il rateo di ferie matura se il lavoratore ha lavorato per una durata pari o superiore a 15 giorni nel corso del mese.

Cassa Integrazione: assegno familiare

Passiamo ora agli assegni per il nucleo familiare. Tale istituto spetta in misura variabile al numero dei componenti il nucleo familiare e al reddito posseduto dai membri. Inoltre, l’ANF è erogato in misura intera se il contratto di lavoro è di almeno 24 ore settimanale e spetta solamente se il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare deriva da reddito di lavoro dipendente.

In via generale, durante l’integrazione salariale il lavoratore continua a ricevere l’ANF mensilmente. Tuttavia, non spetta indistintamente in tutti i casi ma esclusivamente qualora si parla di CIG. Nessun emolumento è erogato, quindi, per chi percepisce il Fondo di integrazione salariale o il Fondo di integrazione salariale bilaterale alternativo

Cassa Integrazione: il TFR

Nulla cambia in merito alla maturazione del TFR, ossia del trattamento di fine rapporto. Quindi, anche durante la cassa integrazione, ma generalmente in ogni altri ipotesi, matura il 100% del TFR. Pertanto, quando cessa il rapporto di lavoro, il lavoratore si vedrà riconosciuto anche i periodi di cassa integrazione

Cassa Integrazione: la maternità

Analogo discorso può essere fatto anche per la maternità. Quindi, la CIG è ininfluente sotto il punto di vista dell’indennità di maternità, sia in termini retributivi sia normativi.

Cassa Integrazione: la malattia

In caso di malattia, occorre distinguere se la sospensione del lavoro è totale o parziale.

Laddove l’evento di malattia colpisce il lavoratore durante la cassa integrazione guadagni a zero ore, che prevede la totale sospensione dal lavoro, quest’ultimo continuerà ad usufruire delle integrazioni salari. Poiché l’attività lavorativa è sospesa al 100%, il lavoratore non ha l’obbligo di comunicare lo stato di malattia. Quindi, si continuerà a percepire normalmente l’integrazione salariale.

Qualora lo stato di malattia sia precedente l’inizio della sospensione dell’attività lavorativa, l’INPS ha affermato che possono verificarsi due casi specifici:

  1. se la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene ha sospeso l’attività, anche il lavoratore in malattia entrerà in CIG dalla data di inizio della stessa;
  2. qualora, invece, non viene sospesa dal lavoro la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene, il lavoratore in malattia continuerà a beneficiare dell’indennità di malattia, se prevista dalla vigente legislazione.

Per quanto riguarda la CIG ad orario ridotto, ossia caratterizzata da una contrazione dell’attività lavorativa, l’INPS ha specificato che prevale l’indennità economica di malattia. Le regole per la cassa integrazione salariale ordinaria si applicano in via analogica alla CIG in deroga.

Cassa Integrazione: l’infortunio

Infine, durante il periodo di inabilità temporanea conseguente ad un infortunio sul lavoro o ad una ricaduta collegata ad un infortunio, il trattamento di CIG viene sospeso e sostituito dall’indennità INAIL nella misura intera.

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