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Decreto Rilancio, smart working per genitori con figli minori di 14 anni: come funziona e come attivarlo

Paolo Ballanti
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Il Decreto “Rilancio”, pubblicato in Gazzetta, concede, fino al termine dello stato di emergenza da COVID-19 attualmente fissato al 31 Luglio 2020, il diritto per i dipendenti del settore privato a rendere la prestazione in regime di smart working a patto che:

  • Abbiano almeno un figlio minore di età non superiore a 14 anni;
  • L’altro genitore non deve beneficiare di strumenti di sostegno al reddito ovvero essere “non lavoratore”.

Guida agli aiuti per famiglie nel Decreto Rilancio

Smart working Decreto Rilancio per lavoratori dipendenti

Il diritto allo smart working previsto dal Decreto “Rilancio” coinvolge tutti coloro che sono titolari di un rapporto di lavoro dipendente, con esclusione di collaboratori coordinati e continuativi (cococo) e stagisti / tirocinanti.

Smart working Decreto Rilancio: compatibilità e condizione dell’altro genitore

La norma del Decreto “Rilancio” esclude il diritto al lavoro agile per i nuclei familiari in cui l’altro genitore (non richiedente) è non lavoratore o destinatario di strumenti di sostegno al reddito. Rientrano in questa fattispecie i soggetti:

  • Sospesi o in riduzione di orario a causa degli ammortizzatori sociali sia ordinari che speciali per COVID-19;
  • Disoccupati;
  • Inoccupati.

La norma non fa alcuna menzione dei congedi o bonus previsti dal “Cura Italia”. Ci stiamo riferendo al congedo straordinario e al bonus per servizi di baby sitting. Il genitore A ha diritto allo smart working se il genitore B è assente in congedo o il nucleo familiare beneficia del bonus per servizi di baby-sitting? Sul punto si auspicano i necessari chiarimenti da parte del Ministero del lavoro o dell’INPS.

Smart working Decreto Rilancio per dipendenti pubblici

Nuove modalità per i dipendenti pubblici. La norma di riferimento rimane il Decreto “Cura Italia” (articolo 87) con cui si dispone che lo smart working è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa fino al termine dello stato di emergenza COVID-19 e comunque non oltre il 31 Dicembre 2020.

Con una integrazione però: le amministrazione si adeguano “alle esigenze della progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e a quelle dei cittadini e delle imprese connesse al
graduale riavvio delle attivita’ produttive e commerciali. A tal fine, organizzano il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la flessibilita’ dell’orario di lavoro, rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalita’ di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza. Ulteriori modalita’ organizzative possono essere individuate con uno o piu’ decreti del Ministro per la pubblica amministrazione“.

Come accedere allo smart working

La procedura per accedere allo smart working prevede innanzitutto la richiesta al proprio datore di lavoro o responsabile, a seconda della prassi e delle dimensioni aziendali.

La domanda dovrà essere redatta in forma scritta e consegnata a mani o inviata via mail. Nel testo si dovrà esprimere la “volontà di rendere la prestazione lavorativa in regime di smart working ai sensi dell’articolo 96 del Decreto legge ………. A tal fine si dichiara sotto la propria responsabilità che:

  • Il sottoscritto / a è genitore di ……….. nato il ………;
  • Che l’altro genitore di ……… non beneficia di strumenti di sostegno al reddito;
  • Che l’altro genitore di ……… non è disoccupato o non lavoratore”.

Nella richiesta il dipendente dovrà altresì specificare i giorni o la cadenza temporale (un giorno a settimana ad esempio) in cui intende svolgere lavoro agile.

Il Decreto concede all’azienda di negare la richiesta di smart working qualora lo stesso non sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Si fa riferimento a tutte quelle mansioni che non possono essere svolte in lavoro agile ma necessitano della presenza del dipendente in sede.

L’azienda dovrà comunicare al richiedente l’esito della domanda e, in caso di diniego, motivare la decisione.

Come attivare lo smart working

Una volta approvato lo smart working la palla passa all’azienda che dovrà consegnare al dipendente e al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) l’informativa INAIL sui rischi e le precauzioni da adottare durante il lavoro agile. Il documento, disponibile online sul portale INAIL, dovrà essere firmato dal datore di lavoro, consegnato e restituito (firmato) da dipendente ed RLS.

Il datore dovrà infine comunicare in via telematica al Ministero del lavoro l’attivazione dello smart working. A tal proposito sarà sufficiente collegarsi al link: servizi.lavoro.gov.it.

Il sistema chiederà di accreditarsi con le credenziali SPID o Clic lavoro. Una volta entrata nell’area riservata l’azienda dovrà completare il tracciato excel già disponibile con il codice fiscale della stessa e i dati del dipendente, nonché la data di inizio e fine del periodo di smart working.

Una volta caricato il file excel compilato si potrà inviare la comunicazione.

Il sistema non rende disponibile una ricevuta di invio. Si consiglia di produrre e salvare un’istantanea della schermata con data e ora di invio della comunicazione.

Condizioni del lavoro agile

La prestazione resa in regime di smart working è a tutti gli effetti considerata lavoro ordinario. Al dipendente spetta pertanto lo stesso trattamento retributivo riconosciuto per le ore prestate in sede.

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