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Commercianti e negozianti in crisi: un elenco completo delle agevolazioni e come richiederle

Daniele Bonaddio
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La mole di aiuti e agevolazioni che il Governo sta varando con gli ultimi decreti (D.L. n. 9/2020, “Decreto Cura Italia” e “Decreto Rilancio”) sta assumendo contorni sempre più ampi e importanti. Lo sforzo economico è tanto, in quanto l’obiettivo dichiarato è quello di non lasciare nessuno indietro. L’impatto economico subito da milioni di italiani, specie per coloro che gestiscono un business off line (come ad esempio i commercianti e negozi), è devastante.

Le piccole imprese, che sono il traino dell’economia italiana, versano in concreta difficoltà. Ed è proprio per questo che il Governo, con gli ultimi decreti, ha previsto diversi aiuti e agevolazioni per chi ha un negozio, ossia per i cd. “commercianti.

Bonus 600 euro, bonus affitti, aiuti per le bollette. E ancora: credito d’imposta e sospensione della tassa sul suolo pubblico. Sono solo alcuni degli aiuti erogati in favore dei commercianti. Ma andiamo in ordine e vediamo nel dettaglio tutti gli aiuti e agevolazioni per commercianti e negozi e come chiederli.

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Commercianti e negozi: bonus 600 euro

Innanzitutto il “Decreto Rilancio” ha prorogato, anche per il mese di aprile 2020, il bonus 600 euro per i lavoratori iscritti alle gestioni speciali dell’AGO, inclusi quindi i commercianti.

Ai fini dell’accesso all’indennità le predette categorie di lavoratori non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria ad esclusione della Gestione separata INPS.

Ai fini fiscali, il bonus non concorre alla formazione del reddito ai sensi del Dpr n. 917/1986.

Sul punto, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha fatto sapere che l’erogazione del bonus avverrà in maniera automatica senza alcuna domanda, in quanto l’INPS è già in possesso dei nominativi di chi ha già ricevuto l’indennità per il mese di marzo 2020.

Commercianti e negozi: credito d’imposta per adeguamento degli ambienti di lavoro

Al fine di sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla diversa organizzazione del lavoro e all’adeguamento degli ambienti, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese per investimenti, per un massimo di 80.000 euro, sostenute nel 2020 in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus Covid-19.

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, comunque nel limite dei costi sostenuti, è utilizzabile in 10 anni esclusivamente in compensazione. Inoltre è cedibile ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

La platea dei soggetti possibili beneficiari del credito d’imposta sono gli operatori con attività aperte al pubblico, tipicamente:

  • bar;
  • ristoranti;
  • alberghi;
  • teatri;

Poiché in questa fase non possono essere identificati tutti i soggetti e tutte le categorie di investimenti necessari alla riapertura, il “Decreto Rilancio” prevede che con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, possano essere identificati ulteriori soggetti aventi diritto e investimenti ammissibili all’agevolazione sempre rispettando il limite di spesa identificato.

Commercianti e negozi: credito di imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro

Si riconosce in favore degli esercenti attività d’impresa, arte o professione, nonché in favore di tutti gli altri enti di natura privata (quali, ad esempio, fondazioni, associazioni, enti non commerciali, enti del Terzo settore, associazioni sportive dilettantistiche, associazioni di categoria), un credito d’imposta finalizzato a incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus Covid-19.

In particolare il credito d’imposta è attribuito per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, degli strumenti utilizzati nell’ambito dell’attività lavorativa, compresi i beni di terzi e quelli concessi in comodato d’uso, concessione o dotazione a soggetti terzi.

Il credito d’imposta è attribuito a ciascun beneficiario, fino all’importo massimo di 60.000 euro, nella misura del 60% delle spese sostenute, fino al 31 dicembre 2020.

Il credito d’imposta può essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale è riconosciuto ovvero in compensazione, con modello F24, a decorrere dal giorno successivo a quello di riconoscimento dello stesso.

È rinviato a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del “Decreto Rilancio”, l’individuazione dei criteri e delle modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta anche al fine del rispetto del limite di spesa pari a 50 milioni di euro.

Commercianti e negozi: credito d’imposta per botteghe e negozi

Il “Decreto Cura Italia”, al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1.

La fruizione del credito d’imposta, ammessa esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 D.Lgs. 241/1997, è possibile dallo scorso 25 marzo 2020 utilizzando il modello di pagamento F24 da presentare attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 13/E/2020, ha istituito il codice tributo “6914”, denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi – articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.

Commercianti e negozi: bonus affitti

Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, spetta un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Il credito d’imposta, in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, spetta nella misura del 30% dei relativi canoni.

Condizione necessaria per fruire del credito d’imposta commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio è che i soggetti locatari, se esercenti un’attività economica, abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Le modalità attuative delle disposizioni, sono definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del “Decreto Rilancio”.

Commercianti e negozi: aiuti bollette elettriche

Sconti sulle bollette elettriche per le piccole attività produttive e commerciali, gravemente colpite su tutto il territorio nazionale dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. La riduzione si avrà per un periodo di tre mesi a partire da maggio 2020 ed ha carattere transitorio e urgente. L’intervento normativo, prevede che l’Autorità ridetermini le tariffe di distribuzione e misura dell’energia elettrica al fine di azzerare le attuali quote fisse indipendenti dalla potenza relative alle tariffe di rete e agli oneri generali per tutti i clienti non domestici alimentati in bassa tensione.

Per i soli clienti non domestici alimentati in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, le tariffe di rete e gli oneri generali saranno rideterminate al fine di ridurre ulteriormente la spesa applicando una potenza “virtuale” fissata convenzionalmente pari a 3 kW, senza che a ciò corrisponda alcuna limitazione ai prelievi da parte dei medesimi clienti.

Commercianti e negozi: sospensione tasse sul suolo pubblico

All’art. 187-bis è previsto l’esonero dal pagamento, a partire dal 1° maggio fino al 31 ottobre 2020, della TOSAP (Tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche) e del COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) per le imprese di pubblico esercizio di cui art. 5 della legge n. 287 del 1991, titolari di concessioni o di autorizzazioni di suolo pubblico a partire dal 1° maggio fino al 31 ottobre 2020.



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