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Modello 730 del 2020: guida alle novità principali di quest’anno

Giuseppe Moschella
modello 730 del 2020

Come ogni anno, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la versione definitiva dei modelli utili per le Dichiarazioni dei redditi, tra cui il modello 730 del 2020 con le relative istruzioni, che i contribuenti persone fisiche dovranno utilizzare per la dichiarazione dei redditi relative al periodo d’imposta 2019. Il 730/2020 approvato definitivamente con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2020, ha recepito in particolare le novità fiscali di fine 2018 e del 2019.

Il modello, utilizzato per la dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, è relativamente semplice da utilizzare, e permette di ottenere il rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione.

Chi deve fare il Modello 730 nel 2020

Possono utilizzare il modello 730, anche tutti i soggetti che hanno conseguito redditi da lavoro dipendente o assimilato, e si ritrovano senza un sostituto d’imposta. Si ricorda inoltre che dal 15 aprile prossimo, come ormai di consueto, verrà messo a disposizione il modello 730 precompilato con i dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate.

Tra le novità, segnaliamo la possibilità di utilizzo del 730 da parte degli eredi, l’introduzione di un nuovo limite per essere considerato figlio a carico, e la cedolare secca sulla locazione di negozi. Ricordiamo infine che dal 2019 l’importo massimo annuale delle spese di istruzione per cui si può fruire della detrazione è pari a 800 euro. In caso di più figli fiscalmente a carico, l’importo massimo della spesa detraibile di 800 euro spetta per ciascuno di essi.

Scarica qui il Modello 730 del 2020

Modello 730 del 2020 anche per gli eredi

Il modello 730 da quest’anno potrà essere utilizzato per la presentazione della dichiarazione per le persone decedute nel 2019 o entro il 23 luglio 2020. La presentazione dovrà avvenire esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato, o anche inviando direttamente il modello 730 all’Agenzia delle Entrate. Per le persone decedute successivamente al 23 luglio 2020, la dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2019, può essere presentata utilizzando il modello Redditi PF.

Se alla persona deceduta che aveva presentato il Modello 730/2019 risulta un credito non rimborsato dal sostituto d’imposta, l’erede può far valere tale credito con il 730 presentato per conto del deceduto. Per quanto riguarda i termini di versamento, per coloro che sono deceduti entro il 28 febbraio 2020, i versamenti devono essere effettuati dagli eredi nei termini ordinari, per le persone decedute successivamente, i termini sono prorogati di sei mesi. Operativamente gli eredi che presentano la dichiarazione per conto del contribuente deceduto, dovranno barrare nel frontespizio del modello la casella “Rappresentante o tutore o erede” e indicare il proprio codice fiscale nella casella “Codice fiscale del rappresentante o tutore o erede”.

Modello 730 del 2020: nuovo limite sui figli a carico

E’ stato portato a 4 mila euro al lordo degli oneri deducibili, il limite di reddito per considerare un figlio a carico, ovviamente la novità, ha interessato anche il modello 730 che tiene in considerazione tale importo.

Questa soglia vale tuttavia solo per i figli fino a 24 anni, nelle altre situazioni, il reddito complessivo posseduto dai figli rimane quello solito di 2.840,51 euro. In questo caso nella sezione relativa ai familiari a carico, non vi sono modifiche specifiche.

730 del 2020: novità per residenze trasferite in Italia

Novità anche per chi trasferisce la residenza in Italia (impatriati), in particolare i redditi da lavoro dipendente o assimilati dei contribuenti che hanno trasferito la residenza in Italia dal 30 aprile 2019, concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 30%.

L’importo viene ridotto al 10% se la residenza viene trasferita in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. Dovrà essere effettuata una specifica indicazione nel Quadro C del modello, utilizzando gli specifici codici nella casella “casi particolari”.

Cedolare secca per negozi e botteghe nel 730

Trova spazio (nel Quadro B) la cedolare secca negozi, la tassazione sostitutiva dei canoni di locazione degli immobili classificati nella categoria C/1 (Negozi e botteghe), di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze, queste locate congiuntamente.

Tale tassazione è alternativa al regime ordinario. La cedolare non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, se alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale. Al contrario può essere applicata, se il contratto nel 2019 fosse giunto alla sua naturale scadenza.

Detrazioni fiscali: novità nel 730 del 2020

Trattamento economico accessorio Forze di polizie e armate

Alcune novità riguardano le agevolazioni fiscali, che sono quelle che più interessano ai contribuenti. Quest’anno ad esempio al personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, titolare di reddito complessivo di lavoro dipendente non superiore, in ciascun anno precedente, a 28.000 euro, è riconosciuto sul trattamento economico accessorio, comprensivo delle indennità di natura fissa e continuativa, una riduzione (determinata dal datore di lavoro) dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali. Il quadro interessato è il Quadro C del modello, alla sezione VI.

Detrazione per riscatto periodi non coperti da contribuzione 

Ancora è prevista la detrazione per il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione (“Pace contributiva”). Il beneficio è pari al 50% dall’imposta lorda di quanto sostenuto per il riscatto degli anni non coperti da contribuzione. E’ prevista una ripartizione in 5 quote annuali di pari importo. Tali spese potranno essere indicate nel Quadro E al rigo E56 con l’indicazione del codice 1.

Detrazione spese postazioni ricarica auto elettriche 

Altra nuova agevolazione è la detrazione per le spese sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 per l’acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. L’onere sostenuto può essere detratto dall’imposta lorda nella misura del 50% dell’ammontare delle spese sostenute, di ammontare comunque non superiore a 3.000 euro, con una ripartizione in 10 rate annuali di pari importo. Anche in questo caso il rigo interessato è il rigo E56 del Quadro E indicando il codice 2.

Tassazione delle lezioni private: novità nel 730/2020

Dal 2019 i docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado, che hanno percepito compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni, possono utilizzare un tassazione sostitutiva: la cosiddetta Flat Tax ripetizioni. In pratica vi è la possibilità di applicare una tassazione al 15% da versare entro il termine di versamento dell’Irpef. Il contribuente potrà applicare comunque l’Irpef ordinaria, ma se si sceglie la tassazione sostitutiva dovrà presentare oltre al modello 730 il modello Redditi PF 2020 è liquidare l’imposta dovuta nel quadro RM. Nel modello 730 i compensi vanno indicati nel rigo D5 del quadro sugli “Altri redditi” con il codice 5 nel caso, come detto, in cui si opti per la tassazione ordinaria.

Crediti d’imposta nel modello 730

Da lato dei crediti d’imposta che vengono indicati nel Quadro G, segnaliamo le erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi su edifici e terreni pubblici, sulla base di progetti presentati dagli enti proprietari, ai fini della bonifica ambientale, compresa la rimozione dell’amianto dagli edifici, della prevenzione e del risanamento del dissesto idrogeologico, della realizzazione o della ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e del recupero di aree dismesse di proprietà pubblica. E’ previsto nello specifico un credito d’imposta del 65% delle erogazioni effettuate, nei limiti del 20% del reddito imponibile ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Ai contribuenti, indicati nella tabella A allegata al decreto del 23 dicembre 2019, spetta un credito d’imposta in misura pari al 65% delle erogazioni liberali in denaro effettuate nel 2019 per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche, anche nel caso in cui le stesse siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari degli impianti medesimi. Il credito d’imposta è riconosciuto nel limite del 20% del reddito imponibile ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo. Le erogazioni liberali devono essere effettuate con strumenti di pagamento tracciabili.

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