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Incentivi giovani agricoltori: le novità previste dalla Legge di Bilancio 2020

Daniele Bonaddio
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La Legge di Bilancio 2020 (L. n. 160/2020), oltre alle numerose novità in ambito fiscale, ha riservato un piccolo spazio anche per quanto riguarda gli incentivi giovani agricoltori. In particolare, l’interesse del governo su tale tema non si è concentrato solamente nell’ambito privato o pubblico, ma anche nel settore agricolo imprenditoriale.

Infatti, al fine di promuovere forme di imprenditoria in agricoltura, la Legge di Bilancio 2020 all’art. 1, co. da 503 a 506 ha previsto un’importante agevolazione contributiva in favore dei lavoratori agricoli autonomi, e nello specifico per i Coltivatori Diretti (CD) e Imprenditori Agricoli Professionali (IAP) di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 99/2004.

Sul tema, si ricorda, che l’art. 1, co. 117 e 118, della L. n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) aveva già concesso un’agevolazione contributiva totale, per tre anni, in favore degli IAP e CD. Tuttavia, l’incentivo era concesso esclusivamente ai giovani agricoltori, con età inferiore a 40 anni, che si erano iscritti per la prima volta alla gestione contributiva agricola nel periodo “01.01.2018 – 31.12.2018”.

Dunque, dopo uno stop di un anno, l’agevolazione contributiva torna a essere operativa ma con alcune modifiche che si dettagliano di seguito.

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Incentivi giovani agricoltori: durata e misura

Lo sgravio contributivo, come per l’edizione del 2018, riguarda esclusivamente i giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, con età inferiore a 40 anni, che si iscrivono per la prima volta alla gestione contributiva agricola nel periodo “01.01.2020 – 31.12.2020”.

La durata dell’agevolazione ha durata biennale (in passato era di durata triennale) ed è pari al 100% dell’accredito contributivo presso l’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (Ivs). L’incentivo, inoltre, non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.

L’INPS provvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, al monitoraggio del numero di nuove iscrizioni effettuate ai sensi del presente comma e delle conseguenti minori entrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Incentivi giovani agricoltori: quali sono oggetto di esonero?

L’esonero contributivo riguarda nello specifico la quota per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (Ivs) e il contributo addizionale di cui all’art. 17, co. 1, della L. n. 160/1975, cui sono tenuti gli IAP e i CD per l’intero nucleo.

Pertanto, sono esclusi dall’agevolazione i seguenti contributi:

  • il contributo di maternità, dovuto, ai sensi degli artt. 66 e ss. del D.Lgs. n. 151/2001, per ciascuna unità attiva iscritta nella Gestione speciale dei coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli professionali;
  • il contributo INAIL, dovuto dai soli coltivatori diretti.

Incentivi giovani agricoltori: condizioni e limite “de minimis”

Per poter usufruire dell’esonero in commento è necessario soddisfare le condizioni di cui all’art. 1, co. 1175 e 1176, della L. n. 296/2006, che stabiliscono innanzitutto di:

  • essere in regola con i versamenti contributivi (Durc);
  • osservare le norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
  • rispettare gli accordi e contratti collettivi nazionali nonché quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

L’esonero spetta, inoltre, a condizione che vengano rispettati i limiti previsti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all’applicazione degli artt. 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) agli aiuti “de minimis” pari, per il settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, a 15.000 euro.

Imprenditoria femminile in agricoltura: le novità della Legge di Bilancio 2020

Sempre in materia di agricoltura, all’art. 1, co. 567 della Legge di Bilancio 2020 il governo ha inserito una norma per favorire lo sviluppo dell’imprenditoria femminile in agricoltura. In particolare, saranno concessi mutui a tasso zero in favore di iniziative finalizzate allo sviluppo o al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici attraverso investimenti nel settore agricolo e in quello della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

I mutui, inoltre, saranno concessi nel limite di 300.000 euro e avranno una durata massima di 15 anni comprensiva del periodo di preammortamento, nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato per il settore agricolo e per quello della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli

I criteri e le modalità dovranno essere definiti con decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, di natura non regolamentare, di intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2020.

Per l’attuazione delle disposizioni, nello stato di previsione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è istituito un Fondo rotativo con una dotazione finanziaria iniziale pari a 15 milioni di euro per l’anno 2020. Per la gestione del fondo rotativo è autorizzata l’apertura di un’apposita contabilità speciale presso la tesoreria dello Stato intestata al Ministero delle politiche agricole e forestali.

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