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Contributi domestici, quarta rata 2019: importo, scadenza e modalità di versamento

Daniele Bonaddio
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Ultimatum per il versamento dei contributi domestici. Il 10 gennaio 2020, infatti, è l’ultimo giorno utile per poter pagare il quarto e ultimo trimestre 2019, relativi ai mesi di “ottobre-novembre-dicembre”.

Sono tenuti all’obbligo contributivo tutti coloro che hanno assunto, mediante il CCNL per il personale domestico, lavoratori inseriti nel contesto familiare (es. baby-sitter, colf, badante, ecc.). Come per le prime tre rate del 2019, l’importo contributivo da corrispondere è interessato da un leggero aumento dovuto dall’indice di variazione Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (FOI) che, per l’anno scorso, è risultato dell’1,1%.

Compresa la scadenza imminente della rata trimestrale, sorge spontaneo chiedersi quanto bisogna pagare e soprattutto quali sono le modalità di pagamento. Dunque, nelle seguenti righe si riassumono nel dettaglio tutti gli elementi utili per determinare il costo contributivo, nonché i mezzi con i quali è possibile ottemperare all’obbligo. Ecco quello che c’è da sapere.

Contributi domestici: come si determina il costo

Come per la generalità dei lavoratori dipendenti, per determinare i contributi da versare bisogna innanzitutto individuare la retribuzione imponibile previdenziale. La legge, in particolare l’art. 5, del Dpr. n. 1043/1971, afferma espressamente che i contributi sono determinati in maniera differenziata a seconda se l’orario di lavoro supera o meno le 24 ore settimanali.

Nel caso in cui l’orario di lavoro è inferiore alle 24 ore settimanali, il contributo orario fa riferimento a tre diverse fasce di retribuzione che dipendono dal costo orario riconosciuto al dipendente.

Diversamente, se l’orario di lavoro è di almeno 24 ore settimanali, il contributo è fisso per tutte le ore retribuite.

Ciò detto, altro fattore importante da considerare quando si parla di costo contributivo dei lavoratori domestici, così come per la generalità dei lavoratori, riguarda la durata del contratto. Infatti, per i contratti a termine l’art. 2, co. 28, della L. n. 92/2012 (cd. Riforma Fornero) prevede un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale).

Contributi domestici: a quanto ammontano

Alla luce di quanto appena affermato, e considerati i nuovi valori contributivi stabiliti dall’INPS, per l’anno 2019, i costi per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono i seguenti:

  • retribuzione oraria effettiva fino a euro 8,06: importo contributivo orario pari a 1,42 euro (0,36 euro a carico del lavoratore) comprensivo quota CUAF; 1,43 euro (0,36 euro a carico del lavoratore) senza quota CUAF;
  • retribuzione oraria effettiva oltre euro 8,06 fino a euro 9,81: importo contributivo orario pari a 1,61 euro (euro 0,40 a carico del lavoratore) comprensivo quota CUAF; euro 1,62 (euro 0,40 a carico del lavoratore) senza quota CUAF;
  • retribuzione oraria effettiva oltre euro 9,81: importo contributivo orario pari a 1,96 (euro 0,49 a carico del lavoratore) comprensivo quota CUAF; euro 1,97 (euro 0,49 a carico del lavoratore) senza quota CUAF;
  • orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali: importo contributivo orario pari a 1,04 euro (euro 0,26 a carico del lavoratore) comprensivo quota CUAF; euro 1,04 (euro 0,26 a carico del lavoratore) senza quota CUAF.

In caso invece, di versamento del contributo addizionale, ossia nella fattispecie del lavoro a tempo determinato, i valori contributivi vengono così rideterminati:

  • retribuzione oraria effettiva fino a euro 8,06: importo contributivo orario pari a 1,52 euro (euro 0,36 a carico del lavoratore) comprensivo quota CUAF; euro 1,53 (euro 0,36 a carico del lavoratore) senza quota CUAF;
  • retribuzione oraria effettiva oltre euro 8,06 fino a euro 9,81: importo contributivo orario pari a 1,72 euro (euro 0,40 a carico del lavoratore) comprensivo quota CUAF; euro 1,73 (euro 0,40 a carico del lavoratore) senza quota CUAF;
  • retribuzione oraria effettiva oltre euro 9,81: importo contributivo orario pari a 2,10 euro (euro 0,49 a carico del lavoratore) comprensivo quota CUAF; euro 2,11 (euro 0,49 a carico del lavoratore) senza quota CUAF;
  • orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali: importo contributivo orario pari a 1,11 euro(euro 0,26 a carico del lavoratore) comprensivo quota CUAF; euro 1,12 (euro 0,26 a carico del lavoratore) senza quota CUAF.

Facciamo un esempio: supponiamo che una badante venga assunta da una famiglia per il trimestre “gennaio-marzo” 2019 a tempo determinato. Le ore lavorate a settimana sono 20, che corrispondono a 260 nel trimestre. La retribuzione mensile è di 1.000 euro, che corrisponde ad una paga oraria di 11,54 euro. Si precisa che la lavoratrice non è coniuge, parente o affine e convivente del datore di lavoro.

Nell’esempio proposto, l’importo dei contributi trimestrali da versare a cura del datore di lavoro da indicare sul bollettino è pari a euro 533,00 dei quali l’importo di euro 124,80 corrisponde all’importo dei contributi trimestrali a carico del lavoratore da trattenere, ripartiti in misura mensile da parte del datore di lavoro, della busta paga.

Contributi domestici: termini di pagamento

Come anticipato, i contributi si pagano per trimestri solari. Si inizia con il mese di aprile, che corrisponde al primo trimestre “gennaio-febbraio-marzo” e si termina a gennaio dell’anno successivo, che riguarda il trimestre “ottobre-novembre-dicembre”. In altre parole, i contributi si pagano:

  • il mese successivo al trimestre di riferimento;
  • entro la prima decade del mese di riferimento.

Contributi domestici: modalità di pagamento

Quanto alle modalità di riferimento, i datori di lavoro domestici possono utilizzare diversi mezzi di pagamento: si va dal bollettino MAV precompilato inviato dall’Inps (quello più comune) alla modalità online “Pagamento immediato pagoPA” con carta di credito o debito, con prepagata oppure con addebito in conto.

Altri metodi di pagamento sono:

  • circuito “Reti Amiche”;
  • Contact Center, telefonando al numero gratuito 803.164.

Si fa presente, infine, che qualsiasi sia la modalità scelta, con il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro si può conoscere l’importo complessivo per il trimestre in scadenza calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati con l’apposita comunicazione.



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