Home Welfare Famiglie Assegni familiari, domande delegabili a datore di lavoro o intermediari: cosa sapere

Assegni familiari, domande delegabili a datore di lavoro o intermediari: cosa sapere

Daniele Bonaddio
assegni-familiari-delegare-domanda-datore-o-intermediari

Dopo lo stop della consegna al proprio datore di lavoro del modello cartaceo degli Assegni Nucleo Familiare (cd. “Anf”), a decorrere dal 1° aprile 2019, i dipendenti devono necessariamente servirsi di un canale telematico.

Finora, era possibile inoltrare la richiesta direttamente online sul sito Inps, previo possesso di Pin dispositivo, di un’identità Spid almeno di Livello 2 o di Carta nazionale dei servizi, ovvero mediante patronato e intermediari dell’Istituto Previdenziale, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di Pin. A seguito di numerose richieste, sia da parte dei Consulenti del Lavoro che dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, l’Inps ha incluso tra i soggetti delegabili anche i professionisti di cui alla L. n. 12/1979.

Dunque, i lavoratori che hanno poca dimestichezza con i mezzi informatici possono chiedere l’invio della domanda degli assegni familiari, oltre che al patronato, anche ai datori di lavoro che vengono appunto assistiti dai Consulenti del Lavoro e dai Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Allo stato attuale, quindi, come illustrato dall’INPS con il Messaggio n. 4583 del 6 dicembre 2019, la domanda di Anf può essere inviata:

  • online, tramite il servizio dedicato dall’Inps;
  • tramite patronato, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di Pin;
  • attraverso il proprio datore di lavoro, previa delega del lavoratore e dei suoi familiari o direttamente o per il tramite dei soggetti di cui alla L. n. 12/1979.

Domanda Anf: cosa è cambiato

Assegni familiari: domanda dal datore di lavoro

Per l’invio della domanda di Anf il datore di lavoro deve cliccare su “Anf Lavoratori Dipendenti di Aziende Attive”, disponibile nel menu del “Cassetto Previdenziale Aziende” al link “Richieste Anf Dip. Az. Att.”. Dopo l’accesso, la procedura informatica restituisce una lista a tendina in cui il soggetto richiedente può selezionare il codice fiscale dell’azienda per la quale deve inserire la domanda di Anf/Dip.

Premendo il tasto “aggiorna” l’operatore viene identificato dal sistema come l’azienda stessa e sono disponibili le seguenti funzioni:

  • nuova domanda;
  • consultazione;
  • domanda di variazione.

Chiaramente si dovrà dichiarare di essere in possesso della delega del lavoratore spuntando l’apposita casella. Partendo dal menu “nuova domanda”, l’utente dovrà indicare:

  • il periodo di interesse;
  • i dati anagrafici del lavoratore.

Il campo “Azienda”, invece, è valorizzato con il codice fiscale prescelto inizialmente e non è modificabile. Dopodiché verrà presentato il pannello relativo alla composizione familiare, che richiederà l’inserimento dei dati anagrafici dei componenti il nucleo familiare. L’acquisizione della richiesta Anf/Dip prevede l’inserimento dei dati reddituali del richiedente e del nucleo familiare. Il numero di protocollo verrà visualizzato al termine della fase di compilazione dei dati richiesti.

La seconda funzionalità prevista (“in consultazione”) consente di verificare lo stato di una domanda di un dato lavoratore. Quindi, cliccando sul dettaglio vengono visualizzati i dati della domanda, quali:

  • la composizione del nucleo familiare;
  • eventuali segnalazioni di errori di compilazione;
  • la tabella Anf di appartenenza e l’importo massimo spettante mensile e giornaliero (solo per le domande definite).

Assegni familiari: rispetto della privacy

Laddove la presentazione della domanda di Anf avvenga tramite il proprio datore di lavoro, si applicano le disposizioni di cui agli artt. 38, 39 e 40 del Dpr n. 797/1955, in merito agli adempimenti relativi alla documentazione richiesta. Il datore di lavoro, in particolare, ha il compito di raccogliere e custodire i dati e le informazioni ricevute all’atto della ricezione della domanda, il quale garantirà il rispetto delle norme sul Codice in materia di protezione dei dati personali di cui al D.Lgs n. 196/2003, così come modificato dal D.Lgs n. 101/2018.

Dunque, sarà compito del datore di lavoro attuare le garanzie sufficienti per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate in modo tale che il trattamento soddisfi i requisiti dell’art. 28 del Regolamento (UE) n. 2016/679, e garantisca la tutela dei diritti dell’interessato.

Assegni familiari: le novità dell’utility

A seguito dell’inclusione anche del datore di lavoro, quindi anche dei professionisti citati, l’Inps ha arricchito anche l’utility di nuove funzionalità per rendere più agevole il prelievo dei dati. In particolare, oltre ad aver attivato la funzionalità di notifica per e-mail degli esiti delle elaborazioni massive per gli utenti che hanno sottoscritto il servizio, è stata aggiunta anche una nota alla voce “Importo massimo mensile” in cui viene precisato che il valore mensile mostrato è al netto di eventuali trattamenti di famiglia dichiarati nella domanda Anf/Dip.

Altre novità riguardano la ricerca massiva nella sezione “Utilità”, dalla quale è possibile scaricare i file .zip delle richieste massive multiple terminate con file .xml ed è stata aggiunta una icona che identifica le richieste per le quali è stato scaricato il file .xml.

Infine, comunica l’Inps, sono in fase di test ulteriori funzionalità il cui rilascio in produzione sarà comunicato nella sezione “News” della home page.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome