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Scontrino elettronico 2019: come funziona il Registratore di cassa telematico

Giuseppe Moschella
registratore cassa telematico

Scontrino elettronico 2019 al via: l’obbligo dell’invio telematico all’Agenzia delle Entrate dei dati di scontrini e ricevute, in vigore da oggi 1° luglio 2019, riguarderà per ora solo commercianti, esercenti e operatori che nel 2018 hanno avuto un volume d’affari superiore a 400 mila euro. Il decreto del Mef del 10 maggio 2019, ha previsto in una prima fase una serie di esoneri, con la conferma delle esclusioni già previste dall’articolo 2 del D.P.R. 696/96, e la creazione di una nuova categoria di esclusi, vale a dire coloro che utilizzano scontrini e ricevute solo in misura marginale (non al di sopra dell’1%).

Le novità non finiscono, in quanto il “decreto crescita” (D.L. 34/2019) convertito nella Legge n. 58 del 28 giugno 2019, pubblicata nella G.U. del 29 giugno 2019, prevede che i dati relativi ai corrispettivi giornalieri, siano trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione, inoltre come anche specificato nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 15 del 29 giugno 2019, è stata prevista una moratoria delle sanzioni di sei mesi.

La moratoria prevede la disapplicazione delle sanzioni di cui all’articolo 2 comma 6 del D.Lgs. 127/2015, per il primo semestre di avvio dell’obbligo, a condizione che il contribuente trasmetta i dati all’Agenzia delle Entrate entro il termine del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Chi ancora non ha attivato i registratori telematici, potrà certificare i corrispettivi memorizzando gli stessi con i registratori di cassa già in uso, o con l’emissione di ricevute fiscali.

Scontrino elettronico: il registratore telematico

Per procedere alla corretta memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, è previsto che gli esercenti debbano dotarsi di un registratore telematico (RT), o di un server telematico.

Il registratore telematico (RT) costituisce una vera e propria evoluzione del misuratore fiscale, a cui si aggiunge la nuova funzionalità, ovvero quella di inviare i corrispettivi direttamente ai server delle Entrate con cadenza giornaliera.

E’ un dispositivo che memorizza e invia i dati dei corrispettivi derivanti dalla vendita di beni o servizi, generando a fine giornata un file Xml che viene trasmesso per via telematica.

Il registratore telematico, deve garantire l’autenticità, l’inalterabilità e la certezza dei dati, lo stesso deve essere censito, attivato (ovvero abbinato alla partita Iva dell’esercente titolare dei corrispettivi) e messo in servizio con la prima trasmissione utile.

Potranno essere utilizzati anche i registratori di cassa ad oggi esistenti, questi dovranno comunque essere adattati in modo da rispettare i requisiti previsti nelle specifiche tecniche emanate dall’Agenzia delle Entrate.

Il server RT costituisce una infrastruttura tecnologica utilizzabile nelle realtà commerciali con più di 3 punti cassa, conforme ai parametri della normativa fiscale, è finalizzato a raccogliere i dati dei diversi punti cassa presenti in negozio, sigillarli secondo le specifiche modalità indicate dalle Entrate, e inviarli all’Agenzia.

È possibile, configurare il server RT solo in presenza delle seguenti condizioni:

  • punto vendita con almeno tre punti cassa;
  • certificazione del bilancio d’esercizio;
  • adozione efficiente del sistema di controllo interno in base al “Modello di organizzazione, gestione e controllo” del D.Lgs. 231/2001.

Registratore di cassa telematico: come si installa

L’installazione e l’attivazione del registratore telematico presso l’esercente, viene effettuata da tecnici abilitati dall’Agenzia delle Entrate. L’esercente, o un suo intermediario delegato, deve accreditarsi con la procedura on line disponibile sul sito dell’Agenzia (sezione fatture e corrispettivi).

In fase di attivazione, vengono inseriti nell’apparecchio, mediante gli appositi dispositivi di input, i propri dati identificativi (Codice Fiscale del tecnico e Partita Iva del laboratorio per il quale lavora) e quelli dell’esercente (Partita Iva). Successivamente viene dato l’input al registratore telematico di trasmettere la richiesta di attivazione al sistema dell’Agenzia delle Entrate.

La richiesta si compone di due passi, il secondo possibile solo a fronte di un esito positivo del primo:

  • invio al sistema della richiesta di certificato che si trova già nel registratore telematico, nel file xml con tracciato “Richiesta Certificato Dispositivo”. In risposta, il sistema trasmette il “certificato dispositivo”, e conclusa tale fase, il dispositivo si troverà nello stato “censito”;
  • trasmissione, da parte del registratore telematico, della richiesta di attivazione all’Agenzia, predisposta all’interno di un file xml secondo un tracciato “Attiva Dispositivo”.

Verificata la congruità dei dati relativi all’esercente, in risposta, il sistema trasmette un esito conforme all’elemento “Esito Operazione”.

Conclusa tale fase, il dispositivo si troverà nello stato “attivato”. L’attivazione del registratore telematico verifica l’esistenza e la validità della partita Iva dell’esercente e, se quest’ultimo non ha ancora effettuato l’operazione di accreditamento, provvede anche alla sua registrazione nel sistema dei corrispettivi.

Tale registrazione non sostituisce l’accreditamento dell’esercente, che dovrà essere effettuato mediante l’apposita procedura on line disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Con una semplice connessione internet, i corrispettivi saranno trasmessi in automatico e in totale sicurezza, e in caso di malfunzionamenti del registratore o della rete di connessione, la trasmissione può essere realizzata con un valore massimo dell’intervallo di cinque giorni.

Alternativamente all’utilizzo dei registratori di cassa telematici, sarà possibile memorizzare e trasmettere alle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri tramite il nuovo servizio web dell’Agenzia, disponibile nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi.

Registratore di cassa telematico: il QR Code

La fase di attivazione si conclude con la produzione di un QR-Code che viene messo a disposizione dell’esercente attraverso il sito internet dell’Agenzia. Il QR-Code va apposto in un apposito alloggiamento del registratore telematico, visibile ai clienti, e contenente l’indirizzamento ad una pagina web del sito dell’Agenzia sulla quale è possibile verificare:

  • i dati identificativi del registratore (marchio del fabbricante, depositato presso l’Agenzia delle Entrate all’atto della presentazione della domanda di approvazione del modello, denominazione commerciale del modello, numero di matricola, estremi del provvedimento di approvazione, dati relativi alla verificazione periodica);
  • i dati identificativi dell’esercente;
  • lo stato del dispositivo.

Credito d’imposta fino a 250 euro per l’acquisto del Registratore telematico

I soggetti tenuti alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, possono beneficiare per gli anni 2019 e 2020, di un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto, e di 50 euro in caso di adattamento, per ogni  strumento tecnologico utilizzato.

Il contributo è concesso a titolo di credito d’imposta di pari importo utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 (codice tributo 6899), da presentare solamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’Iva successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento del misuratore fiscale e sia stato pagato, con modalità tracciabile, il relativo corrispettivo. Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa, e nelle successive dichiarazioni fino a quando non se ne conclude l’utilizzo.

 Moratoria di sei mesi sulle sanzioni 

La moratoria prevista di sei mesi per le sanzioni, vale anche per i contribuenti che partiranno il prossimo 1° gennaio 2020, e opera sia per chi, alla relativa decorrenza dell’obbligo, non ha ancora attivato i registratori telematici (RT) sia per coloro che alla medesima scadenza li hanno attivati regolarmente.

La moratoria opera a condizione che il contribuente:

  • memorizzi giornalmente i corrispettivi. Per chi non ha attivato ancora il registro telematico, con l’utilizzo dei registratori di cassa già in uso, ovvero con l’utilizzo di ricevute fiscali. Chi ha attivato il registratore telematico, userà lo stesso dispositivo;
  • trasmetta i dati entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. La trasmissione deve avvenire con le modalità fissate da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate di prossima pubblicazione.

L’esercente inoltre, dovrà rilasciare al cliente uno scontrino emesso dal misuratore fiscale in uso, ovvero una ricevuta fiscale, ovvero un documento commerciale, dovrà infine, fino all’entrata in funzione del registratore telematico, mantenere in uso ed alimentare il registro dei corrispettivi. In ogni caso la liquidazione dell’Iva periodica dovrà avvenire nei termini ordinari.

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