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Il “tempo camice” per Infermieri e Oss va retribuito?

Luisa Camboni
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Quando entriamo in un ospedale o in una clinica privata riconosciamo il personale medico e paramedico (infermieri ed Oss) dalla divisa indossata: il camice e gli zoccoli. Non si tratta di una divisa che ha lo scopo di indicare la funzione da questi svolta, ma è soprattutto una questione di igiene. Insomma, la divisa del personale medico e paramedico è uno strumento di lavoro. E’ giusto, dunque, chiedersi se il tempo che impiegano per vestire e svestirsi a fine servizio (c.d.tempo camice) debba essere retribuito.

Prima di dare una risposta all’interrogativo, vediamo di dare una definizione del “tempo camice”, tecnicamente detto “tempo tuta”.

Il “tempo tuta” è il tempo che il lavoratore impiega per indossare la divisa prima di iniziare il servizio e per toglierla a fine servizio.

Unanime giurisprudenza ritiene che sia un’attività propedeutica allo svolgimento del servizio; il dipendente, così facendo, mette a disposizione dell’azienda il proprio tempo sottraendolo al tempo libero, per cui è giusto che venga retribuito.

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Quando il “tempo tuta” deve essere retribuito?

Va retribuito solo nel caso in cui il lavoratore indossa la divisa nel luogo di lavoro, all’interno di appositi spogliatoi.

I Giudici di Piazza Cavour – con la sentenza n. 7738/2018 – hanno chiarito che “nel rapporto di lavoro subordinato, il tempo impiegato per indossare la divisa aziendale rientra nell’orario di lavoro, ove, attraverso la regolazione contrattuale, venga accertato che tale operazione è diretta dal datore con riguardo al tempo e al luogo di esecuzione della vestizione; l’eterodirezione può derivare dall’esplicita disciplina d’impresa o risultare implicitamente dalla natura degli indumenti, o dalla specifica funzione che devono assolvere, quando gli stessi siano diversi da quelli utilizzati o utilizzabili secondo un criterio di normalità sociale dell’abbigliamento”.

Anche il “tempo camice” per Infermieri ed Oss va retribuito? 

Il Tribunale Meneghino ha risposto positivamente, estendendo, quanto affermato dai Giudici di Piazza Cavour con la sentenza soprarichiamata, anche al personale medico e paramedico.

Partendo dal presupposto che il camice non ha solo la funzione di individuare il ruolo di chi lavora all’interno di ospedali, cliniche private, case di cura, ma è lo strumento di lavoro che necessariamente ed obbligatoriamente deve essere indossato per motivi di igiene, il tempo che tale personale impiega per vestire e svestirsi deve essere retribuito (c.d. indennità “tempo camice”).

Quanto è il “tempo camice”?

Di solito il tempo camice è di un quarto d’ora ed è disciplinato dai contratti collettivi nazionali o dagli accordi aziendali.

Nel caso però degli oss ed infermieri occorre precisare che per ragioni di igiene e, quindi di salute per evitare infezioni di germi e batteri – l’azienda stabilisce che il camice debba rimanere sul luogo di lavoro e che il dipendente lì debba indossarlo, in questo caso il tempo impiegato per togliere i precedenti vestiti e indossare la “divisa” va regolarmente retribuito ricadendo nel normale orario di lavoro.

In conclusione, ricadendo i quindici minuti per la vestizione e svestizione nel normale orario di lavoro il personale paramedico ha diritto alla c.d. indennità per il “tempo camice”.

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