bonus bebè 2018

I beneficiari del bonus bebè 2018 che non presentano la Dichiarazione sostitutiva Unica, utile alla verifica annuale dell’Isee, perderanno le mensilità 2018 e si vedranno far decadere la domanda dell’assegno alla natalità.

A chiarirlo è stata proprio l’Inps, l’Istituto di previdenza che eroga la prestazione alle famiglie italiane che danno alla luce o adottano bambini e bambine. Lo fa mediante una circolare indirizzata alla popolazione (la numero 4569 del 6 dicembre 2018).

In particolare questa circolare è rivolta ai cittadini che non presentano la Dichiarazione (DSU) entro il 31 dicembre 2018: in questo caso la domanda di assegno presentata nel 2017 decade e le mensilità dell’anno 2018 non possono più essere corrisposte.

Scarica la circolare Inps

Vediamo più in dettaglio cosa vuole dirci in concreto l’Inps con questa circolare e cosa chiedere di fare ai cittadini in relazione al bonus bebè e agli adempimenti amministrativi e burocratici che questo assegno richiede.

Bonus bebè: cos’è

Conosciuto anche come Assegno alla natalità, è un contributo economico che lo Stato eroga ai cittadini che danno alla luce o adottano figli e figlie. Una somma economica diversificata a seconda dell’Isee delle famiglie richiedenti e corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione o affidamento preadottivo.

Leggi anche “Bonus bebè: quanto spetta e come chiederlo, novità e regole”

Bonus bebè: a chi spetta

L’assegno alla natalità o bonus bebè viene erogato alle famiglie che presentano un Isee minorenni entro i 25 mila euro.

In particolare sono state confermate due soglie di reddito:

  • Isee tra i 7 mila e i 25 mila euro, a cui spetterà un assegno di 960 euro (80 euro al mese)
  • Isee inferiore a 7 mila euro, a cui spetterà un assegno raddoppiato.

C’è poi una novità: l’emendamento inserito nel Decreto fiscale ha introdotto una maggiorazione del 20 per cento sull’assegno a partire dal secondogenito.

Bonus bebè: le novità del 2019

La novità principale per il 2019 è innanzitutto il fatto che l’Assegno di natalità è stato prorogato. Si dubitava di ciò, invece in Legge di Bilancio 2019 è presente il rinnovo della misura.

C’è poi una seconda novità. Già anticipata sopra. Oltre a confermare il rinnovo, nel Decreto fiscale è presente una maggiorazione del 20 per cento sull’assegno erogato, per i figli successivi al primo.

Bonus bebè: Isee entro il 31 dicembre 2018 o niente Assegno

Veniamo ora al cuore della questione, in particolare alla circolare Inps dello scorso 6 dicembre. Come già accennato, L’Inps ha sospeso gli assegni mensili dei cittadini che non hanno presentato l’ISEE nel 2018 (documento essenziale ai fini della verifica dei requisiti di reddito fino a 25 mila euro, e quindi del riconoscimento dell’assegno).

In mancanza della dichiarazione sostitutiva che certifichi l’Isee, l’Istituto non ha potuto quindi verificare la sussistenza del requisito di reddito, e quindi ha sospeso le mensilità. Ciò però non significa che siano perse.

Sempre l’Inps infatti con questa circolare dà ai cittadini destinatari dell’assegno al possibilità di presentare questa Dsu entro il 31 dicembre 2018. In questo modo le domande sospese daranno riattivate e gli assegni mensili pagati. In caso contrario si perderanno.

Oltre a perdere le mensilità del 2018 poi, decadrà anche la domanda già fatta. Così, per riavere l’assegno di natalità occorrerà procedere nel 2019 a una nuova prestazione domanda per avere il Bonus, quindi una nuova richiesta all’Inps.

Bonus bebè 2018: i chiarimenti Inps, punto per punto

Quanto già detto è racchiuso tutto nel messaggio indirizzato dall’Inps ai genitori ritardatari. Ecco cosa specifica l’Istituto, punto per punto.

  • Per poter richiedere l’assegno (bonus bebè) deve essere presentata, preliminarmente, una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), ove siano ricompresi nel nucleo familiare (quadro a) anche i dati del figlio nato, adottato, o in affido preadottivo per il quale si richiede il beneficio;
  • le DSU hanno validità fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono presentate. Quindi anche se la domanda di assegno si presenti di regola una sola volta, solitamente nell’anno di nascita o adozione del figlio, è necessario che il beneficiario dell’assegno rinnovi la DSU, ai fini della verifica annuale dell’ISEE, per ciascun anno di spettanza del beneficio;
  • Da una verifica nella procedura di gestione delle domande di assegno è risultato che molti utenti, avendo presentato domanda di assegno per gli anni 2015/2016/2017 non hanno ancora provveduto alla presentazione della DSU, utile al rilascio dell’ISEE per l’anno 2018;
  • è pertanto necessario che gli utenti, che avevano in pagamento l’assegno nel 2017, presentino la DSU per l’anno in corso entro e non oltre il 31 dicembre 2018;
  • Si ricorda, inoltre, che la mancata presentazione della DSU entro il 31 dicembre 2018 avrà come conseguenza non solo la perdita delle mensilità per l’anno 2018, ma anche la decadenza della domanda di assegno presentata nell’anno 2017 (e in alcuni casi nel 2016 o 2015);

Ecco quindi che l’Istituto avvisa che gli utenti potranno venire a trovarsi in due situazioni, senza aver poi diritto di lamentarsi se non sono corsi ai ripari:

L’utente non ha ancora presentato la DSU per il 2018 e quindi l’Istituto ha sospeso l’erogazione delle mensilità di assegno relative all’anno 2018. Sulla base di quanto sopra specificato si possono verificare i seguenti due casi:

  1. l’utente presenta la DSU entro il 31 dicembre 2018: la domanda sospesa viene riattivata e quindi riprende l’erogazione dell’assegno dal mese successivo alla presentazione della DSU, con pagamento anche delle mensilità 2018 arretrate. La DSU presentata entro dicembre 2018 ha validità fino al 15 gennaio 2019 e consente l’erogazione dell’assegno per le mensilità dell’anno 2018;
  2. l’utente non presenta la DSU entro il 31 dicembre 2018: la domanda di assegno presentata nel 2017 decade e le mensilità dell’anno 2018 non possono più essere corrisposte. In questo caso l’utente potrà presentare una nuova domanda nell’anno 2019; tale nuova domanda consentirà, in presenza dei requisiti di legge, il pagamento dell’assegno nell’anno 2019, a decorrere dal mese di presentazione della domanda stessa, ma non consentirà comunque il recupero delle mensilità dell’anno 2018.

Bonus bebè per il 2019: cosa fare

In base a tutto ciò, l’Inps esorta gli aventi diritto all’assegno nell’anno 2019, inclusi quelli che hanno presentato o presenteranno la DSU entro il 31 dicembre 2018, sono invitati a presentare tempestivamente una nuova DSU dal 1° gennaio 2019, per consentire all’Istituto la verifica della permanenza dei requisiti di legge e, di conseguenza, garantire la puntuale erogazione delle mensilità di assegno a loro spettanti per l’anno 2019.

La necessità di rinnovare l’ISEE dal 1° gennaio 2019 riguarda ovviamente anche i beneficiari dell’assegno ai sensi della legge n.205/2017.

 

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