Scattano i controlli del Fisco per le comunicazioni Liquidazioni Iva, Lipe, omesse. È la stessa Agenzia delle entrate a comunicarlo, con il Provvedimento 314644 del 23 Novembre 2018, che mette nero su bianco le modalità operative di invio comunicazioni ai contribuenti che non hanno presentato le LIPE (comunicazioni trimestrali liquidazioni Iva), anche se in presenza di fatture da loro emesse indicate negli spesometri di soggetti loro clienti.

Sono dunque in arrivo un mare di segnalazioni, a cui i contribuenti non in regola con le Lipe dovranno far fronte. I destinatari delle comunicazioni e dei controlli sono stati individuati mediante un certosino lavoro di incrocio di dati tra spesometro e Lipe: questi riceveranno la segnalazione e l’invito all’adempimento spontaneo i contribuenti che pur non avendo inviato la comunicazione trimestrale risultano aver emesso fatture.

Scarica il Provvedimento integrale Lipe 

Vediamo un po’ più in dettaglio di cosa si tratta quando parliamo di Lipe e cosa accadrà a coloro che siano risultati non in regola con questo adempimento fiscale. In cosa consistono esattamente questi controlli del Fisco sulle Lipe? Come dovranno comportarsi i contribuenti?

Lipe Liquidazioni Iva: cos’è

Lipe è un sigla che sta per comunicazioni IVA delle liquidazioni periodiche: un adempimento fiscale introdotto dal DL 193/2016 con il chiaro intento di contrastare l’evasione fiscale dell’imposta sul valore aggiunto.

I soggetti passivi Iva devono presentare il modello “Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA” per comunicare i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta.

Lipe, comunicazione Liquidazione Iva: chi deve farla

I Soggetti che hanno l’obbligo di presentare questa comunicazione delle liquidazioni Iva sono i  titolari di partita IVA in generale. Quindi non solo le società di capitali, SPA o SRL, ma anche le società di persone ed i lavoratori autonomi.
Sono, invece, esclusi da tale adempimento i soggetti passivi che non devono né presentare la dichiarazione annuale IVA,  e neanche effettuare le liquidazioni periodiche.

Lipe Liquidazione Iva: come inviarla

L’Agenzia delle entrate accetta solo la modalità online per l’invio della Lipe. Come affermato sullo stesso portale delle Entrate, Il modello di Comunicazione deve essere presentato esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati (art. 3, commi 2-bis e 3, del Dpr 22 luglio 1998, n. 322). Il modello deve essere presentato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre.

Per trasmettere la comunicazione trimestrale Iva, occorre preparare un file xml che rispetti le specifiche tecniche e che, in particolare, contenga:

  • I dati identificativi del soggetto a cui si riferisce la comunicazione
  • I dati delle operazioni di liquidazione Iva effettuate nel trimestre di riferimento
  • I dati dell’eventuale dichiarante.

l file con la comunicazione trimestrale Iva deve essere firmato digitalmente. Un file comunicazione trimestrale Iva, può essere firmato e trasmesso singolarmente oppure può essere inserito in una cartella compressa, in formato zip, contenente più file comunicazione. In questo caso, possono essere firmati i singoli file o anche solo la cartella compressa. Quando il file è pronto può essere trasmetto telematicamente.

Leggi anche “Lipe, Liquidazioni Iva: come comunicarla online”

Lipe Liquidazione Iva: entro quando inviarla

La Comunicazione relativa al secondo trimestre è presentata entro il 16 settembre (quest’anno è domenica,per cui slitta al 17 settembre) e quella relativa all’ultimo trimestre è presentata entro l’ultimo giorno del mese di febbraio.

Lipe non inviata: cosa succede?

Con il provvedimento citato a inizio articolo, l’Agenzia delle entrate ha avvisato tutti che partono i controlli a tappeto su chi abbia effettivamente adempiuto a questo obbligo di invio Lipe. Arriveranno quindi, sulla base di queste verifiche fiscali, degli alert al contribuente, a cui non potrà certo restare indifferente, quindi delle comunicazioni in cui si chiede a chi abbia omesso la comunicazione di ravvedersi. Vengono in dettaglio specificate le modalità operative con cui verranno fatti i controlli e cosa verrà inviato al contribuente.

Lipe omessa: come saranno effettuati i controlli

Il Fisco verificherà tutto grazie a un incrocio di dati, che riguarda quelli contenuti nello spesometro dei contribuenti stessi e dei propri clienti e quelli relativi alle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA.

Sono in particolare messe a disposizione le informazioni dalle quali emerge che, relativamente al trimestre di riferimento, risultano comunicati dati di fatture emesse e non risulta inviata alcuna Comunicazione liquidazioni periodiche IVA.

Lipe omessa: cosa verrà inviato al contribuente

L’Agenzia delle entrate a questo punto invierà comunicazioni ai contribuenti che non hanno inviato la Comunicazione liquidazioni periodiche IVA per il trimestre di riferimento, sebbene risultino aver emesso fatture nello stesso periodo.

Gli elementi e le informazioni riportati al contribuente e utili al fine di porre rimedio agli eventuali errori od omissioni, e inseriti nella comunicazione sono:

  • codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
  • numero identificativo della comunicazione, anno d’imposta e trimestre di riferimento;
  • codice atto;
  • modalità attraverso le quali consultare gli elementi informativi di dettaglio relativi all’anomalia riscontrata;
  • invito a fornire chiarimenti e idonea documentazione, anche tramite il canale di assistenza CIVIS, nel caso in cui il contribuente ravvisi inesattezze nei dati delle fatture in possesso dell’Agenzia delle Entrate o intenda comunque fornire elementi in grado di giustificare la presunta anomalia

Le comunicazioni verranno inviate all’indirizzo Pec del contribuente. La stessa comunicazione sarà messa poi a disposizione di ciascun contribuente all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Consultazione”, area “Dati rilevanti ai fini IVA”.

In questa sezione del sito delle Entrate, a cui si accede autenticandosi, possono essere consultati i seguenti dati, gli stessi che hanno portato l’Agenzia a riscontrare irregolarità:

  • numero dei documenti trasmessi dal contribuente e dai suoi clienti e fornitori per il trimestre di riferimento;
  • dati identificativi dei clienti e fornitori (denominazione/cognome e nome, identificativo estero/codice fiscale/partita IVA);
  •  dati di dettaglio dei documenti emessi e ricevuti.

Il dettaglio dei documenti emessi e ricevuti corrisponde ai seguenti dati:

  • tipo documento;
  • numero documento;
  • data di emissione e, per le fatture di acquisto, data di registrazione;
  • imponibile/importo;
  • aliquota IVA ed imposta;
  • natura operazione;
  • esigibilità IVA;

Lipe omessa: le conseguenze dei controlli del Fisco

Il contribuente avrà la possibilità di ravvedersi. Ovviamente dovrà prima controllare se le informazioni riportate dal Fisco corrispondono o se ci siano incongruenze di qualche tipo.

Nel provvedimento sono poi indicate le modalità con cui i contribuenti possono richiedere informazioni o comunicare all’Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti.

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