Chi avrà scelto la rottamazione cartelle avrà più tempo per pagare le rate. Almeno questo è quanto previsto da un emendamento presentato al Decreto Milleproroghe alle commissioni Bilancio e Affari costituzionali alla Camera.

Tra le proposte di modifica al decreto è appunto presente un emendamento che introduce l’articolo 11-quinques, volto a prorogare i termini di pagamento delle rate dei carichi fiscali in scadenza a settembre, ottobre e novembre 2018 al 7 dicembre 2018, posticipando invece a maggio 2019 quelli in scadenza a febbraio 2019.

Ricordiamo tra l’altro che a causa dei molti problemi riscontrati nell’adesione alla rottamazione entro il 15 maggio (giorno ultimo per aderire alla Definizione agevolata), a causa di rallentamenti e criticità al sito web dovute all’alto numero di richieste adesione, il Codacons e altre associazioni avevano chiesto una proroga della rottamazione.

In attesa di sapere se le scadenze saranno o meno prorogate vediamo cos’è e come funziona la rottamazione bis cartelle esattoriali 2018.

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Rottamazione cartelle: cos’è

Si chiama ufficialmente definizione agevolata, ed è una procedura concessa dal Fisco ai contribuenti morosi e prevista dal decreto legge 148/17, che permette di estinguere i debiti iscritti a ruolo contenuti negli avvisi e nelle cartelle di pagamento attraverso il versamento delle somme dovute senza, però, corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora.

Aderendo alla rottamazione, si paga l’importo residuo delle somme inizialmente richieste senza versare le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagano gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Rottamazione cartelle: chi può aderire

Al piano di definizione agevolata hanno potuto aderire entro il 15 maggio 2018 tutti coloro che avevano ricevuto avvisi e cartelle dal 1° gennaio al 30 settembre 2017 e i contribuenti con debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio del 2000 al 30 settembre 2017. La legge n. 172/2017, infatti, ha esteso la definizione agevolata, oltre ai carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, anche a quelli dal 2000 al 2016 per i quali non è stata presentata precedente domanda di “rottamazione”. La data massima entro cui aderire è stata comunque per tutti il 15 maggio 2018.

Rottamazione cartelle: come funziona

La rottamazione cartelle, come detto, è un Piano di definizione agevolata che consente, previa domanda entro una scadenza, di saldare tutte le cartelle di pagamento e carichi pendenti con il Fisco, risparmiandosi sanzioni e interessi di mora. Il versamento può avvenire anche in rate.

Nel caso di rateizzazione, il 31 luglio 2018 è scaduto il termine per pagare:

  • prima o unica ratadella definizione agevolata prevista dal D.L. 148/2017 per i debiti affidati alla riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017;
  • la quarta ratadella definizione agevolata prevista dal D.L. 193/2016 (la scadenza originaria era prevista al 30 aprile 2018);
  • il saldo delle rate scadute al 31 dicembre 2016 di eventuali piani di rateizzazionein essere al 24 ottobre 2016, che interessano i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione alla definizione agevolata prevista dal D.L. 148/2017.

Consulta la sezione Fisco di LeggiOggi

Rottamazione cartelle: la modifica dei pagamenti

Il D.L. n. 148/2017, convertito dalla Legge n. 172/2017, ha modificato l’agenda dei pagamenti della definizione agevolata 2016, o “rottamazione”, prevista dal D.L. n. 193/2016, nello specifico il D.L. n. 148/2017 aveva fissato la data del 7 dicembre 2017 come termine ultimo per:

  • effettuare il pagamento della rata scaduta il 30 novembre 2017,se prevista dal piano di definizione agevolata;
  • regolarizzare la propria posizione, in caso di mancato o incompleto pagamento delle rate scadenti a luglio e a settembre 2017, al fine di riprendere, una volta saldate le rate, il piano di rottamazione.

Il mancato rispetto dei termini di pagamento ha comportato la perdita dei benefici della rottamazione e la ripresa, da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, delle procedure di riscossione.

Rottamazione cartelle: le scadenze di settembre

Per coloro che invece hanno chiesto di sanare pendenze relative al periodo 2000-2016, in caso di pagamento dilazionato, si possono prevedere al massimo tre rate, con scadenza 31 ottobre e 30 novembre 2018, e 28 febbraio 2019. Le prime due rate coprono l’80% del debito, quella del 2019 il restante 20%.

Una specifica comunicazione riguarda l’importo residuo di rate scadute e non pagate al 31 dicembre 2016 di piani di rateizzazione, in essere al 24 ottobre 2016, riferiti ai debiti inseriti anche nell’istanza di adesione alla definizione agevolata prevista dal D.L. 148/2017.

In questo caso i contribuenti devono versare, in un’unica soluzione, entro il 31 luglio (termine scaduto), l’importo delle rate scadute (condizione necessaria per poter accedere alla rottamazione).

Entro il 30 settembre riceveranno una nuova comunicazione di Agenzia delle Entrate-Riscossione contenente le somme dovute per poter rottamare i debiti inseriti nell’istanza.

La “Comunicazione delle somme dovute” relativamente alle rate della definizione agevolata, contiene in allegato uno o più bollettini Rav, a seconda della scelta effettuata dal contribuente in sede di adesione.

Questo sino ad oggi, in attesa di capire se l’emendamento al Milleproroghe sarà approvato e si avrà uno slittamento delle scadenze previste per settembre, ottobre, novembre 2018  al 7 dicembre 2018, e quelle di febbraio 2019 a maggio 2019.

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