lavoro nero

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha diffuso il documento di programmazione dell’attività di vigilanza per l’anno 2018. Come negli anni passati un’occasione per fornire agli ispettori indicazioni sui settori e le tipologie contrattuali su cui focalizzare i controlli.

Si ricorda che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro è stato introdotto dal Dlgs. n. 149/2015 proprio con l’intento di razionalizzare e semplificare l’attività di controllo in materia di lavoro e legislazione sociale. Non a caso l’ente racchiude in un’unica struttura i servizi di vigilanza del Ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail.

Lavoro nero                    

Stando ai dati forniti dallo stesso Ispettorato nel 2017 (primo anno di attività dell’ente) sono state controllate oltre 180 mila aziende. Di queste, il 65% ha presentato irregolarità mentre sono stati 48 mila i lavoratori “in nero” individuati. Ed è proprio da qui che riparte l’attività dell’Ispettorato nel 2018. Sì perché stando al Documento di programmazione, si legge, proseguirà quest’anno “l’azione di vigilanza in materia di lavoro nero caratterizzata da un approccio volto a contrastare efficacemente le diverse manifestazioni di illegalità solitamente connesse a tale fenomeno”, quali i casi di evasione contributiva e fiscale, sfruttamento dell’immigrazione oltre a frodi previdenziali e assicurative.

Sempre nel Documento si rende noto che i controlli saranno prevalentemente orientati, afferma l’Ispettorato, verso “i settori che risultano maggiormente a rischio, caratterizzati da un più intenso utilizzo di manodopera in occasione delle punte stagionali di attività, tradizionalmente corrispondenti agli ambiti del commercio, della ristorazione, dell’edilizia e dell’agricoltura”.

Caporalato

Altra priorità di intervento per l’anno in corso è la lotta al caporalato. Qui l’obiettivo è non solo garantire la corretta applicazione della normativa ma, afferma il Documento, potenziare “attraverso un’opportuna attività di intelligence, le forme di controllo e di repressione delle condotte illegali, al fine di individuare e perseguire tempestivamente i responsabili degli illeciti che traggono profitto da tali deprecabili forme di sfruttamento”. Come per il lavoro “nero”, l’attività di contrasto al caporalato verterà soprattutto sui settori dove il fenomeno è particolarmente diffuso, in primis l’agricoltura.

Tirocini

Tra le priorità 2018 si segnala poi la vigilanza sui tirocini formativi soprattutto quelli “extra curriculari”. Emerge, afferma l’Ispettorato nel Documento in parola, un “uso improprio di tale tipologia contrattuale che, in alcune realtà aziendali, rappresenta uno strumento per dissimulare veri e propri rapporti di lavoro subordinato, con il conseguimento di un notevole vantaggio economico per la parte datoriale”, che può godere di prestazioni lavorative a costi inferiori rispetto a quelli di un normale dipendente.

In particolare, gli ispettori saranno tenuti ad adottare i provvedimenti sanzionatori a fronte di tirocini in cui le concrete modalità di svolgimento non dimostrino il perseguimento di una finalità formativa, bensì di fatto un rapporto di lavoro subordinato.

False cooperative

In linea con gli anni passati il Documento inserisce tra gli obiettivi prioritari del 2018 il contrasto al fenomeno delle cosiddette cooperative spurie o false cooperative. Quelle entità che solo sulla carta intendono perseguire le finalità tipiche della cooperazione ma che di fatto violano i diritti dei lavoratori e le regole della concorrenza. L’obiettivo principale, afferma il Documento di programmazione, è quello di “verificare la regolarità della costituzione e dello svolgimento dei rapporti di lavoro con i soci nonché l’adempimento degli obblighi retributivi e contributivi”.

Infine, si conferma l’attenzione dell’Ispettorato nel garantire il rispetto dell’art. 7 comma 4 D.L. n. 248/2007 (convertito in L. n. 31/2008) laddove, in presenza di più contratti collettivi, ai soci lavoratori dovranno essere garantiti trattamenti economici non inferiori a quelli previsti dai contratti sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

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