Ancora poco più di una settimana di tempo: l’acconto di Imu e Tasi 2017 dovrà essere versato entro venerdì 16 giugno. I contribuenti che possiedono un’abitazione diversa da quella principale, o coloro che vivono in una casa di lusso, dovranno pagare il 50 per cento dell’importo complessivo dei due tributi, mentre il restante 50 per cento sarà dovuto a dicembre.

Vediamo nel dettaglio come funziona il pagamento.

Per approfondire, visita la nostra sezione dedicata all’Imu.

 

Quando si devono pagare Imu e Tasi 2017?

Sono chiamati al pagamento degli acconti Imu e Tasi 2017, in totale, più di 18 milioni di contribuenti, in stragrande maggioranza persone fisiche. Il totale da corrispondere, si calcola, è di circa 10 miliardi di euro: in media, circa 500 euro a testa da versare entro venerdì 16 giugno.

Come l’anno scorso, le rate da pagare saranno due: dopo il 16 giugno si dovrà versare il saldo con il restante 50% il 16 dicembre. Dato che però il 16 dicembre cade di sabato, la scadenza sarà in realtà spostata al 18 dicembre 2017. È possibile, in ogni caso, versare il 100% dell’importo già il 16 giugno.

Le prime case sono escluse se non sono di lusso

Con l’avvicinarsi della scadenza del pagamento dell’acconto, la domanda che in molti si pongono è: l’Imu e la Tasi vanno pagate sulla prima casa?

In effetti la normativa è cambiata molte volte negli ultimi anni, e non sempre è facile capire quali regole bisogna seguire. Rassicuriamo comunque tutti i contribuenti: l’Imu e la Tasi 2017 non vanno pagate sulla prima casa, o sull’abitazione principale, a meno che questa non rientri nelle categorie di lusso. Le “categorie di lusso” sono le categorie catastali A1, A8 e A9: case signorili, ville e castelli. Questo tipo di abitazioni, anche se principali, continueranno a pagare Imu e Tasi.

La grande maggioranza degli introiti da Imu e Tasi per lo Stato arriverà comunque anche quest’anno dalle case di proprietà non adibite ad abitazione principale: si parla del 70% dell’intera somma, tra appartamenti dati in affitto e seconde e terze case.

Le aliquote restano quelle dell’anno scorso

Una buona notizia per i contribuenti è data dal fatto che per legge le aliquote di Imu e Tasi restano per l’acconto di giugno quelle dell’anno scorso. Nello specifico, la regola vieta ai Comuni di applicare aliquote maggiorate rispetto a quelle del 2016, ma non di introdurre agevolazioni che riducano l’importo da pagare. Le percentuali, insomma, possono essere ridotte dai sindaci, a patto che la risoluzione sia già stata approvata e pubblicato sul sito delle Finanze. Un’eventualità rara, ma non impossibile.

Come si pagano l’Imu e la Tasi 2017?

Ma come si versa, nella pratica, l’acconto di Imu e Tasi 2017?

Le opzioni a disposizione del contribuente sono due: Modello F24 e bollettino di conto corrente postale. Nel primo caso, bisognerà compilare il Modello facendo attenzione in particolare ai vari codici tributo di Imu e Tasi (i codici per gli “altri fabbricati” diversi dall’abitazione principale sono 3918 per l’Imu e 3961 per la Tasi). Una volta compilato in tutte le sue parti, il Modello F24 può essere pagato agli sportelli delle banche o delle poste se l’importo è pari o inferiore a 1.000 euro e online tramite i servizi di home banking se l’importo è superiore a tale somma.

Chi sceglie invece di utilizzare i bollettini postali deve ricordarsi che il numero di conto corrente per l’Imu è 1008857615 e per la Tasi è 1017381649. Entrambi i numeri valgono per tutti i Comuni sul territorio nazionale.

 

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