Ci siamo quasi: il 15 giugno la rottamazione delle cartelle esattoriali entrerà nella sua fase operativa. Manca meno di un mese, quindi, alla comunicazione di Equitalia che informerà i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata quali sono i debiti coperti dalla rottamazione, quali somme bisognerà pagare e quali saranno le scadenze delle rate.

Vediamo allora di ricapitolare quali sono le informazioni più importanti delle quali bisogna tener conto e come si dovrà provvedere al pagamento dei debiti.

Per approfondire, visita la nostra sezione dedicata alla rottamazione delle cartelle.

 

La comunicazione di Equitalia entro il 15 giugno

Perché la comunicazione che Equitalia invierà il 15 giugno è così importante per i contribuenti?

Il motivo è semplice: si tratta della risposta ufficiale dell’agente di riscossione alla domanda di definizione agevolata presentata dai cittadini. In buona sostanza, i contribuenti hanno dovuto chiedere a Equitalia, entro lo scorso 21 aprile, di aderire alla procedura di rottamazione dei debiti col Fisco; la società dovrà ora rispondere accettando o rifiutando le richieste.

Ma non solo: la comunicazione di Equitalia dovrà contenere l’indicazione dell’ammontare complessivo delle somme dovute e le scadenze delle eventuali rate richieste.

Come si possono pagare le somme dovute?

Una volta ricevuta la lettera di Equitalia e appurato che la propria domanda di definizione agevolata è stata accettata, il contribuente potrà procedere al pagamento. Ricordiamo che grazie alla rottamazione delle cartelle esattoriali è possibile essere esentati dal pagamento delle sanzioni dovute sulle somme e sugli interessi di mora di tutte le cartelle emesse tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2016.

Il contribuente potrà versare le somme dovute attraverso varie modalità: mediante domiciliazione bancaria, presso le filiali bancarie, agli sportelli bancomat, con il proprio internet banking o sul portale di Equitalia. Sarà inoltre possibile pagare presso gli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Itb oppure direttamente agli sportelli di Equitalia.

Le scadenze delle rate: quando si può pagare?

I contribuenti che non hanno richiesto il pagamento a rate dovranno versare tutte le somme entro luglio 2017. Per chi invece ha fatto domanda di rateazione, in caso di risposta affermativa da parte di Equitalia sarà possibile pagare il dovuto in cinque rate divise tra il 2017 e il 2018. Nello specifico:

  • la prima rata (luglio 2017) dovrà coprire il 24% della somma;
  • la seconda rata (settembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la terza rata (novembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la quarta rata (aprile 2018) interesserà il 15% del dovuto;
  • la quinta rata (settembre 2018) dovrà coprire infine il restante 15% della somma.

I rischi per chi non rispetta le scadenze

Attenzione, però, ai ritardi nel pagamento. Chi non rispetta i termini concordati con Equitalia rischia infatti di decadere non solo dalla rottamazione delle cartelle ma anche dall’originale piano di rateazione concesso prima dell’adesione alla definizione agevolata.

Innanzitutto, bisogna ricordare che i contribuenti che non pagano le rate della rottamazione in tempo vengono esclusi dal beneficio e saranno quindi obbligati a dover pagare nuovamente tutte le sanzioni e gli interessi di mora da cui erano stati esonerati.

Ancora più grave, però, è il fatto che si può tornare al piano di rateazione originariamente concesso solo in caso di ritardo nel pagamento della prima rata della rottamazione. Chi non rispetta i termini di anche solo una delle rate successive perde il diritto anche alla vecchia rateazione.

 

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1 COOMENTO

  1. Vi faccio notare quanto segue, in modo che lo facciate notare ai nostri Governanti:

    Sulla rottamazione delle cartelle esattoriali vi è una grave INGIUSTIZIA nei confronti dei “POVERACCI”, i quali non potranno rottamare le CARTELLE EQUITALIA se non sono in regola con i pagamenti rateali al 31.12.2016.
    Quindi, la scure cade sempre sugli indigenti. Mi domando perché non cercare di correggere, urgentemente, una simile ingiustizia?

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