rottamazione cartelle Equitalia

Il termine per l’adesione alla rottamazione delle cartelle esattoriali è scaduto il 21 aprile: ma come si fa a capire se la domanda del contribuente è stata accettata? Come comunica anche Equitalia con una nota sul proprio sito internet, bisognerà aspettare la comunicazione ufficiale dell’ente della riscossione il prossimo 15 giugno.

La rottamazione delle cartelle, o definizione agevolata, è stata finora un successo: le richieste pervenute nelle settimane a disposizione sono state oltre 600.000, con il termine per la presentazione delle domande che è stato dovuto spostare dal 31 marzo al 21 aprile. I contribuenti che hanno aderito alla misura potranno usufruire di uno sconto su tutte le cartelle notificate dal 2000 al 2016. Facciamo allora il punto e vediamo quali sono i prossimi passi per usufruire della rottamazione.

 

Rottamazione: le domande saranno accettate entro il 15 giugno

Ancora un mese e mezzo, dunque, per avere la certezza che la domanda di adesione alla rottamazione delle cartelle sia stata accettata.

La proroga dei termini di presentazione della domanda di definizione agevolata ha infatti spostato più in là di 15 giorni anche la data ultima entro la quale Equitalia dovrà inviare la sua risposta ai contribuenti: dal 31 maggio al 15 giugno. Come ricordato anche dal messaggio pubblicato negli ultimi giorni, l’ente di riscossione invierà infatti ai richiedenti entro tale data una comunicazione con l’ammontare complessivo delle somme dovute e la scadenza delle eventuali rate.

Quali sono i termini di pagamento delle rate?

Le somme dovute a Equitalia e interessate dalla rottamazione potranno essere versate in cinque rate divise tra il 2017 e il 2018. La divisione, tuttavia, non avverrà in parti uguali: ben il 70% dell’importo dovrà infatti essere pagato nel 2017 e solo il 30% nel 2018. Nello specifico:

  • la prima rata (luglio 2017) dovrà coprire il 24% della somma;
  • la seconda rata (settembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la terza rata (novembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la quarta rata (aprile 2018) interesserà il 15% del dovuto;
  • la quinta rata (settembre 2018) dovrà coprire infine il restante 15% della somma.

Ricordiamo che il contribuente potrà versare le somme dovute attraverso varie modalità: mediante domiciliazione bancaria, presso le filiali bancarie, agli sportelli bancomat, con il proprio internet banking o sul portale di Equitalia. Sarà inoltre possibile pagare presso gli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Itb oppure direttamente agli sportelli di Equitalia.

Come funziona la rottamazione?

La rottamazione delle cartelle di Equitalia prevede, per i debitori che hanno presentato richiesta, l’esenzione dal pagamento delle sanzioni dovute sulle somme e sugli interessi di mora di tutte le cartelle emesse tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2016.

Potevano essere contati nella rottamazione tutti i ruoli relativi ai tributi, alle imposte, ai contributi previdenziali e assistenziali e alle multe stradali. I tributi locali sono teoricamente compresi, ma solo a patto che il Comune in questione accetti di aderire alla misura. Nel caso di multe stradali, lo sconto è relativo comunque alle sanzioni e alle maggiorazioni previste dalla legge.

Rottamazione: quali somme si devono pagare?

I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione, tuttavia, dovranno comunque pagare gli altri importi dovuti per ogni cartella. Dovranno infatti essere versati, oltre alla somma di base:

  • gli interessi da ritardata iscrizione al ruolo;
  • le somme maturate a titolo di aggio, da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi;
  • le spese per le procedure esecutive;
  • le spese di notifica della cartella.

 

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