Tra le tante proposte per la pensione anticipata in discussione in questi giorni insieme all’Ape volontaria e all’Ape sociale, particolarmente interessante è quello della Quota 100. Con la Quota 100, che nella sostanza ripristinerebbe sotto altre forme la pensione di anzianità abolita dal Governo Monti, i lavoratori potrebbero lasciare il lavoro al raggiungimento dei 62 anni di età o dei 35 anni di contributi.

A differenza dell’Ape volontaria, la Quota 100 sarebbe gratuita e non prevede quindi la restituzione di alcuna rata. Il requisito contributivo è però molto maggiore, simile a quello dell’Ape sociale. Nell’attesa di conoscere se tale proposta sarà approvata dal Governo, vediamo allora quali sono le opzioni più convenienti per il lavoratore.

 

Quando si può andare in pensione con la Quota 100?

La Quota 100 è stata proposta per la prima volta dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano nel 2015. Dopo alcuni mesi di accantonamento in favore della nuova riforma pensioni e dell’Ape, la Quota 100 è tornata sulla scena negli ultimi mesi come una delle possibilità più interessanti per tutti i lavoratori che hanno maturato molti anni di contributi prima dell’età pensionabile.

La Quota 100 prevede, come suggerisce il nome, che i lavoratori iscritti presso i fondi di previdenza dell’AGO possano andare in pensione nel momento in cui la somma degli anni lavorativi e degli anni di contribuzione sia uguale a 100. A una condizione, però: i lavoratori devono aver maturato almeno 35 anni di contributi e avere almeno 62 anni di età.

In definitiva, con la Quota 100 sarebbe quindi possibile andare in pensione anticipata a 62 anni e con 38 anni di contributi, a 63 anni e con 37 anni di contributi, a 64 anni e con 36 anni di contributi e a 65 anni con 35 anni di contribuzione. Una situazione che in molti casi potrebbe risultare vantaggiosa, anche perché non prevede le tanto discusse finestre mobili.

La Quota 100 per i lavoratori autonomi e i precoci

I lavoratori autonomi potrebbero usufruire del beneficio, ma a condizioni leggermente più rigide rispetto ai dipendenti. Gli autonomi avrebbero diritto infatti alla cosiddetta Quota 101, che prevede un anno di età in più rispetto alla Quota 100. Le combinazioni possibili sono allora: 63 anni e 38 anni di contributi, 64 anni e 37 di contributi, 65 anni e 36 di contributi oppure 66 anni e 35 di contributi.

Il Ddl sulla Quota 100 (o 101) non menziona invece esplicitamente i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno maturato un anno di contributi già prima del compimento del 19° anno di età. Questo vuol dire che, se la riforma venisse approvata, i precoci non godrebbero di nessun trattamento di favore: a prescindere dagli anni di contributi, dovrebbero aspettare il compimento dei 62 anni se dipendenti e dei 63 anni se autonomi.

La Quota 41 per i lavoratori precoci

Si occupa, invece, dei lavoratori precoci la nuova Quota 41 prevista per il 2017.

Come stabilito dalla Legge di Bilancio, la pensione con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età anagrafica, sarà riservata ai lavoratori precoci che versano in oggettive condizioni di difficoltà. Queste sono le stesse quattro categorie che hanno diritto all’assegnazione dell’Ape sociale: i disoccupati che non percepiscono prestazioni per la disoccupazione da 3 mesi, i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un parente convivente con handicap grave, gli invalidi civili con invalidità uguale o superiore al 74% e i lavoratori dipendenti che svolgono mansioni gravose da almeno 6 anni.

Rispetto all’attuale pensione anticipata, dunque, che richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, le soglie saranno abbassate di un anno e 10 mesi per i lavoratori e di 10 mesi per le lavoratrici.

 

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13 COMMENTI

  1. Dopo 40 di contributi versati chiunque deve poter essere messo in grado di percepire una pensione (a prescindere dalla età anagrafica) ! Questa è la Legge di cui abbiamo bisogno…! 40 di lavoro sono una ENORMITA’ ! e’ così difficile da capire ??
    Roberto

  2. Il Ddl sulla Quota 100 (o 101) non menziona invece esplicitamente i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno maturato un anno di contributi già prima del compimento del 19° anno di età. Questo vuol dire che, se la riforma venisse approvata, i precoci non godrebbero di nessun trattamento di favore: a prescindere dagli anni di contributi, dovrebbero aspettare il compimento dei 62 anni se dipendenti e dei 63 anni se autonomi.

    cavolo, oltre il danno la beffa !!! cioè, io precoce ho iniziato a 15 anni, ho 39 anni di contributi e 54 anni ( tra meno di un mese) quindi dovrei aspettare 62 anni per la pensione totalizzando 47 di lavoro !!!! ma siamo impazziti??? ma quota 100 una s££a !!!! mi tengo la fornero a questo punto!!! ma chi sono quei fenomeni che hanno questa bella idea????

  3. Riforma pensioni, quota 100 come al solito non verrà approvata. I riformatori in questione non interessa il bene delle persone che hanno tenuto in piedi col proprio lavoro dopo 35 anni ecc.. l’economia della nazione.
    Poi per sfortuna, per varie ragioni sono state messe a riposo senza raggiungere il tetto ( xchè continuano a modificarlo ). ALLORA IO DICO A QUESTE PERSONE DI SINISTRA NON ASPETTATEVI NULLA E AI MIEI COETANEI IMPLORO NON VOTATE LA SINISTRA PIUTTOSTO LA MONARCHIA SICURAMENTE MIGLIORE

  4. Ape, riforma Poletti Nannicini, persone che non sanno neanche dove sono nate incaricate da un chiaccherone toscano,( venditore di fumo) stanno rovinando famiglie, poi si dicono di sinistra ( non sanno neanche la differenza tra sx e dx )

  5. e’ una vergogna dopo 41 anni e’ 7 mesi eta’ 64 anni e tre mesi..quando vado in pensione?

  6. VADO VIA DALLA MIA ITALIA CON TUTTA LA FAMIGLIA A 58 ANNI DI ETA’ NON CE LA FACCIO PIU’………DISSOCCUPATO CON 35 ANNI DI CONTRIBUTI, E NON MI ASPETTA NIENTE……FINO ALLA MORTE CON I MIEI SOLDI CHE HO VERSATO. PER CHI PER VOI POLITICI?……

  7. se si attua quota 100 possono essere assunti i giovani che ora invece rimangono a casa a dormire ….. quando il vecchio padre esce per lavorare. Diamoci una mossa super esperti.

  8. Se il P D vuole vincere alle prossime elezioni deve dare un segnale forte come quota 100 ! Uscita a nticipata a62 anni con minimo 35 di contributi. Regole identiche per deputati senatori e e amministratori locali . Assunzioni di giovani italiani!!!!! Decorrenza immediata . Nuova applicazione della Legge 285 del 1977 riservata però solo agli italiani. Questa Legge prevedeva l’assunzione in prova a giovani capofamiglia con figli a carico i quali per il 30% dell.’orarii di lavoro, dovevano seguire un corso , in sede per sei mesi di introduzione al lavoro ed un esame finale per poi entrare in ruolo definitivamente. Questo farebbe aumentare anche il numero di nascite !

  9. che schifo di nazione che abbiamo, passano i mesi, passano gli anni e questi porci che ci comandano ci illudono, ci tolgono la dignità e non gli interessa per niente di portarci al fallimento totale dopo una vita che manteniamo questi parassiti senza dignità.

  10. ma questi signori….con il si della triplice sindacale che non rappresenta i lavoratori……gente come me con 64 anni e due mesi per andare in pensione devono chiedere l’APE VOLONTARIA…..VERGOGNATEVI…………..lor i vertici sindacali prendono due pensioni un domani……andate a quel paese…………

  11. Quota 100 ……..E’ un Sogno………Non credo piu’ a nulla…….
    Un’altra BUGIA…MENZOGNA……..Come l’Ape….tra cavilli, paletti, ecc.ecc.ecc.ecc.
    Fateci votare,………ci regoleremo di conseguenza………

  12. tutte favole ci sono troppi non sensi. Un dipendente ospedaliero sopra i 63 anni e verso i 42 anni di servizio, agli effetti deve subire le angherie del primario e dei colleghi , anche giovani, che non vogliono lavorare.

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