Tutti i lavoratori dipendenti e assimilati hanno diritto alle detrazioni fiscali Irpef che riducono l’importo dell’imposta da pagare ogni anno. Le detrazioni fiscali variano in entità a seconda del reddito percepito e del tipo di lavoro nel quale si è impiegati, e vengono applicate direttamente in busta paga.

Questo tipo di detrazione, quindi, spetta al contribuente per il semplice fatto di svolgere lavoro dipendente e per tutti i giorni nei quali percepisce retribuzione. Vediamo allora come si calcolano a seconda dei vari casi e quali sono le soglie di reddito annuo oltre le quali le detrazioni non sono più dovute.

Cosa sono le detrazioni da lavoro dipendente

Le detrazioni da lavoro dipendente sono riconosciute dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR, DPR n. 917/1986) e, come detto, variano in importo a seconda di determinate condizioni.

Hanno diritto alle detrazioni i cittadini che hanno un contratto di lavoro dipendente (inclusi i lavoratori a domicilio quando sono considerati dipendenti), i soci di cooperative, i pensionati, chi è impegnato in lavori socialmente utili e chi percepisce borse di studio in denaro.

Ricordiamo la detrazione, a differenza delle deduzione che si applica sul reddito imponibile, è l’importo che il contribuente può sottrarre all’imposta lorda che deve pagare allo Stato attraverso la dichiarazione dei redditi. Con le detrazioni, dunque, i lavoratori pagano meno tasse.

Detrazioni da lavoro dipendente: cosa bisogna considerare

Le detrazioni da lavoro dipendente spettano per tutti i giorni nei quali normalmente si percepisce retribuzione, e quindi i giorni di lavoro effettivo, le festività e anche i riposi settimanali. Esclusi sono, appunto, solo i giorni di permesso non retribuiti. Il calcolo, è bene inoltre sapere, viene fatto su 365 giorni, anche in caso di anno bisestile.

L’importo delle detrazioni, inoltre, non diminuisce in caso di lavoro part-time orizzontale, verticale o ciclico. L’unica cosa che bisogna tenere in considerazione nel calcolo è, ovviamente, il reddito percepito che sarà nel complesso più basso. Infine, è bene considerare che il calcolo delle detrazioni varia a seconda dei giorni del mese: a febbraio, ad esempio, la base sarà di soli 28 giorni.

Il calcolo delle detrazioni per redditi inferiori a 8.000 euro

Ma allora, nella pratica, come si calcolano le detrazioni?

La formula è diversa a seconda del reddito percepito. Nel caso più semplice, se il reddito complessivo non è superiore a 8.000 euro, le detrazioni da lavoro dipendente sono pari a 1.880 euro. Tale cifra va però rapportata al numero di giorni nei quali si è lavorato, tenendo comunque presente che l’importo non può scendere al di sotto dei 690 euro per contratti a tempo indeterminato e 1.380 euro per contratti a tempo determinato.

Il calcolo delle detrazioni: redditi fino a 28.000 euro

I lavoratori che percepiscono un reddito che va dagli 8.000 ai 28.000 euro devono calcolare la detrazioni sommando a 978 euro il prodotto tra 902 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuiti del reddito complessivo, e 20.000 euro.

In sintesi, le detrazioni sono pari a: 978 + [902 x (28.000 – RC) : 20.000].

Le detrazioni per redditi superiori a 28.000 euro

I lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito compreso tra i 28.000 e i 55.000 euro, invece, devono calcolare le detrazioni moltiplicando i 978 euro per il rapporto tra 55.000 euro, diminuiti del reddito complessivo, e 27.000 euro.

In sintesi: 978 x [(55.000 – RC) : 27.000].

I lavoratori che, infine, percepiscono un reddito complessivo superiore a 55.000 euro, non hanno diritto a nessuna detrazione Irpef da lavoro dipendente.

 

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