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Tra le diverse misure per rilanciare la competitività e gli investimenti produttivi delle imprese, il governo rilancia i contributi per l’acquisto di beni strumentali nuovi, privilegiando il credito all’innovazione e chi scommette sul modello di “Industria 4.0”.

“Sabatini-ter”: la proroga interessa tutto il 2018

La Legge di Bilancio 2017, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 21 dicembre 2016, ha introdotto una serie di agevolazioni e sconti fiscali a sostegno della politica industriale del Paese, con un impegno totale di 11 miliardi di Euro fino al 2024.

Tra le diverse misure previste con l’obiettivo di rilanciare la crescita, risulta di particolare interesse la proroga biennale (fino al 31 dicembre 2018) della cosiddetta “Sabatini-ter”, strumento agevolativo che oggi contempla lo stanziamento di ulteriori 560 milioni di contributo per l’accesso al credito destinato all’acquisto – anche in leasing finanziario – di macchinari, impianti e attrezzature da parte delle micro, piccole e medie imprese (PMI) presenti sul territorio nazionale.

Cosa resta invariato

La nuova edizione della Sabatini-ter presenta le medesime caratteristiche del meccanismo incentivante istituito nel 2013 dal “Decreto Fare”, come rivisitato dall’“Investment Compact” (D.L. 24 gennaio 2015, n. 3), prevedendo, cioè, l’erogazione di un contributo ministeriale a fronte dell’accensione di finanziamenti destinati all’acquisizione di nuovi beni ad uso produttivo. Il finanziamento, cui è subordinato il riconoscimento del contributo economico, dovrà essere deliberato entro la fine del 2018 da parte di una banca o un intermediario finanziario aderente all’apposita convenzione tra Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Associazione Bancaria Italiana (ABI) del 17 marzo 2016.

La platea dei soggetti beneficiari dell’intervento resta inalterata rispetto al passato. I destinatari delle agevolazioni sono le PMI che, alla data di presentazione della domanda di contributo, risultano regolarmente costituite e iscritte nel Registro Imprese e si trovano nel pieno esercizio dei propri diritti, non essendo, cioè, sottoposte a liquidazione volontaria o procedure concorsuali. Non sono, inoltre, previste particolari limitazioni in relazione al settore economico in cui opera l’impresa, ad eccezione dei soggetti attivi nel settore finanziario e assicurativo (sezione K della classificazione ATECO 2007) che risultano esclusi dall’ambito applicativo dell’incentivo.

Quali sono le novità

Dal punto di vista oggettivo, invece, la disciplina della “Nuova Sabatini” amplia il novero degli investimenti e delle spese ammissibili, includendo tra i beni agevolabili anche gli acquisti relativi alle “nuove tecnologie” (hardware e software), che prima erano escluse.

Tale novità si inserisce nel solco della programmazione industriale del governo per l’attuazione del “Piano Industria 4.0.”, sulla considerazione che la struttura economica italiana è sì caratterizzata da imprenditoria diffusa, ma (mediamente) a basso contenuto tecnologico e scarsa digitalizzazione. Sotto questo profilo, assume una rilevanza significativa la cumulabilità della Sabatini-ter con le altre misure rispondenti alle esigenze di innovazione, quali il credito d’imposta per le attività di Ricerca e Sviluppo, gli incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE), gli investimenti in start-up e PMI innovative, il regime di patent box, i c.d. “superammortamento” e “iperammortamento”.

L’agevolazione: in cosa consiste e come viene erogata

L’agevolazione sugli acquisti è concessa nella forma di un contributo in conto impianti, il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati convenzionalmente su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo pari all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo del 2,75% (ammortamento a rate semestrali posticipate). La percentuale del contributo sale al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. I beni agevolabili non devono essere di importo inferiore, al netto dell’IVA, a 516,46 Euro.

Per accedere al meccanismo, le imprese interessate devono presentare, entro il 31 dicembre 2018, la richiesta di finanziamento e la domanda di accesso al contributo all’istituzione finanziaria prescelta via PEC, secondo lo schema definito dalla Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 del MISE. La banca o l’intermediario finanziario, previa verifica della domanda, una volta deliberato positivamente il finanziamento, trasmettono la richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo e, nel termini di 5 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta di prenotazione, il MISE comunicherà la disponibilità, parziale o totale, delle risorse erariali. Le richieste di prenotazione sono soddisfatte, secondo l’ordine di presentazione, fino a concorrenza della disponibilità delle risorse.

Una volta completata la procedura ed erogato il finanziamento, il MISE adotta il provvedimento di concessione secondo un piano temporale (erogazione in quote annuali) che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento. Le imprese sono tenute a completare l’investimento entro il periodo massimo di 12 mesi dalla data di stipula del relativo contratto di finanziamento, pena la revoca del contributo concesso


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