dichiarazione intento

Novità importante per gli esportatori abituali: da oggi, 1° marzo, cambia il modello da utilizzare per le dichiarazioni d’intento. Gli acquisti e le importazioni in sospensione di Iva che verranno dichiarati sul mercato nazionale e internazionale non potranno più riferirsi a un determinato arco temporale: sarà solo possibile indicare, per ciascun fornitore, l’importo massimo prefissato.

Il nuovo modello di dichiarazione non ha mancato di generare polemiche: vediamo nel dettaglio quali sono i cambiamenti che entrano in vigore da oggi.

Come funziona la dichiarazione d’intento?

La dichiarazione d’intento, o lettera di intenti, è un modello ministeriale attraverso il quale gli esportatori abituali possono dichiarare di voler effettuare acquisti o importazioni di beni e servizi sul mercato nazionale o internazionale senza applicazione dell’Iva.

Il limite massimo agli acquisti effettuabili in sospensione di Iva è detto plafond, ed è costituito dalla somma dei corrispettivi relativi alle operazioni internazionali non imponibili registrate nell’anno solare precedente (plafond fisso) o nei dodici mesi precedenti a quello in cui si vuole effettuare l’acquisto (plafond mobile).

Chi sono gli esportatori abituali?

Possono usufruire della dichiarazione d’intento e degli acquisti senza applicazione dell’Iva gli esportatori abituali.

Gli esportatori abituali sono, così come stabilito dal DPR 633/72, i contribuenti che nell’anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti hanno effettuato esportazioni per un ammontare superiore al 10% del volume d’affari conseguito nello stesso periodo.

Dichiarazione d’intento: cosa cambia da oggi?

Da oggi 1° marzo 2017 entra quindi in vigore il nuovo modello per la dichiarazione d’intento, approvato dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 2 dicembre scorso.

Ma cosa cambia a partire da oggi?

Le modifiche, è bene chiarire, non intaccano in alcun modo la possibilità per gli esportatori abituali di comprare beni senza l’applicazione dell’Iva. Cambiano però, al fine di contrastare l’evasione e l’uso improprio dell’agevolazione, le modalità di richiesta del beneficio. Non è più possibile, in particolare, richiedere acquisti in sospensione di Iva riferendosi a un particolare periodo (“dal… al…”).

Resta invece la possibilità di indicare un importo massimo per una o più forniture, fino a concorrenza del quale il fornitore dovrà emettere fattura senza Iva. Il plafond, in sostanza, non può più essere utilizzato in relazione a un arco temporale prefissato, ma solo con indicazione precisa dell’importo che si intende utilizzare per ogni operatore economico coinvolto.

Scarica qui il modello per la dichiarazione d’intento 2017.

Attenzione all’importo indicato nella dichiarazione

Bisogna stare particolarmente attenti, in ogni caso, all’importo senza Iva che viene complessivamente fatturato dal soggetto che riceve la dichiarazione. Tale importo, infatti, non può eccedere quello indicato nella dichiarazione d’intento. Nel caso in cui l’esportatore abituale voglia acquistare senza Iva per un importo superiore a quello presente nella dichiarazione, dovrà presentarne una nuova indicando in essa l’ammontare eccedente.

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