modello 730

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Sono stati dati dall’Agenzia delle Entrate tutti i chiarimenti in merito alla comunicazione delle spese universitarie ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata.

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Al riguardo, le Università sono tenute a trasmettere alla Entrate i dati relativi ad ogni studente entro il 28 febbraio di ciascun anno, con riferimento all’anno precedente. Le modalità di trasmissione dei documenti sono specificate sul sito internet dell’Agenzia, e in particolare alla pagina “Faq spese universitarie”.

Di seguito illustriamo, punto per punto, le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate su come esercitare l’opposizione all’inserimento dei dati nella dichiarazione precompilata.

730 e dichiarazione delle spese universitarie: cosa bisogna fare?

Sia le Università statali che non statali sono tenute a comunicare ogni anno all’Agenzia delle Entrate per via telematica i dati relativi alle spese sostenute da ogni studente per la frequentazione di corsi di istruzione universitaria.

Così come specificato dal provvedimento dell’Agenzia del 19 febbraio 2016, la comunicazione dei dati va effettuata utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline, però gli enti possono avvalersi anche degli intermediari abilitati.

Si ricorda poi che le comunicazioni sono effettuate, in un’unica soluzione, entro il 28 febbraio.

730 precompilato: quali dati devono essere comunicati al Fisco?

Nella comunicazione le Università devono indicare i dati relativi a:

– contributi e tasse d’iscrizione sostenute con riferimento all’immatricolazione,

– ai corsi di istruzione,

– ai corsi universitari di specializzazione,

– ai corsi di perfezionamento,

– ai Master assimilabili ai corsi universitari o comunque gestiti dall’Università,

– ai corsi di dottorato di ricerca.

Quali dati non devono essere comunicati?

Al contrario, le Università non sono tenute a comunicare all’Agenzia delle Entrate le spese sostenute dagli studenti per:

– la frequentazione di corsi che non prevedono il rilascio di un titolo di studio,

– la partecipazione ai tirocini formativi attivi e le tasse di mora,

– il rilascio di certificati.

Tassa regionale: va dichiarata?

L’Università è tenuta a comunicare al Fisco, a differenza delle spese relative ai contributi e alle tasse di iscrizione, i dati riguardanti la tassa regionale versata dallo studente soltanto in alcuni casi.

Considerando che le modalità di incasso della tassa cambiano da Regione a Regione, l’Università deve comunicarne l’importo soltanto nel caso in cui:

  • gestisca per conto della Regione sia l’incasso della tassa che i relativi rimborsi erogati;
  • si sostituisca del tutto alla Regione per fornire i servizi associati alla tassa e ai relativi rimborsi.

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MODELLO 730

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Armando Roncher, 2016, Maggioli Editore

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730 precompilata: come funziona l’opposizione all’inserimento dei dati

Gli studenti possono esercitare la propria opposizione all’Agenzia delle Entrate ad utilizzare i dati relativi alle spese universitarie ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.

Le informazioni, quindi, saranno cancellate e non elaborate per la dichiarazione precompilata; le stesse non saranno conoscibili da parte dei soggetti di cui lo studente è fiscalmente a carico.


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