snapchat

Dopo la rivoluzione del touch screen, riconducibile all’uscita nel 2007 dell’iPhone, a creare un gap tra generazioni così marcato, in particolare il riferimento va ai cosiddetti Millennials, oggi ci pensa Snapchat.

SNAPCHAT: NUOVA RIVOLUZIONE TECH?

Le ragioni alla base di questo divario trovano fondamento nel fatto che Snapchat non soltanto sembra mettere in crisi i genitori, ormai avvezzi all’utilizzo (talvolta smodato) dei social più gettonati come Facebook e Instagram o delle chat come Whatsapp, ma risulta di difficile uso anche per la generazione nata negli anni ‘80.

SNAPCHAT: CHE COS’È E COME FUNZIONA?

Snapchat, è un social network lanciato nel 2011 e in poco tempo balzato in cima alle preferenze dei ragazzi: secondo un sondaggio dell’agenzia statunitense Piper Jaffray,infatti, lo scorso anno l’app ha scavalcato Facebook nella fascia d’età che va dai 13 ai 17 anni. Anche in Italia, come rivela una ricerca dell’università di Firenze, i numeri non sono da meno: ad utilizzare Snapchat tutti i giorni è circa il 28% degli adolescenti.

 

Cos’è

Si tratta di una app che, a differenza dei ‘classici’ social, non ruota attorno ad un profilo bensì ad una storia che ogni singolo utente può costruire con il proprio smartphone utilizzando soltanto foto e video della durata massima di 10 secondi, a cui si possono aggiungere didascalie, grafiche fai-da-te ed emoji.

Come ha spiegato Michele Boroni, esperto in nuovi media della rivista tech Wired: “Snapchat ha restituito ai social network la loro dimensione originaria: ovvero un tipo di comunicazione più disinibita e superficiale, ma non nell’accezione negativa della parola. È un luogo ludico e innocuo a differenza di piattaforme come Facebook e Twitter, più legate alla parola scritta e al dibattito collettivo. Per questo piace tanto ai ragazzi: li fa sentire più liberi di esprimersi, senza sforzarsi di apparire quello che non sono”.

Quanto dura

Un’altra caratteristica peculiare di Snapchat è la sua durata temporanea e passeggera: ogni video o foto postata, infatti, ha un tempo di vita di sole 24 ore, al termine del quale sparisce evitando di lasciare alcuna traccia.

Come funziona

Ma torniamo al gap generazionale che questa app sembra creare tra i cosiddetti Millenials e le precedenti generazioni: uno dei motivi principali sembra risiedere nel fatto che su Snapchat non basta far scorrere il dito e premere il comando che interessa. L’icona per iOs e Android accoglie l’utente con l’obiettivo della fotocamera completamente aperto senza ulteriori istruzioni sulle liste di contatti o sul flusso di aggiornamenti altrui.

Provando a semplificare, Snapchat è una sorta di ibrido tra Whatsapp e Facebook: come Whatsapp è collegata al numero di telefono e consente di comunicare e scambiare contenuti con i propri contatti in Rete; come Facebook, invece, permette di sviluppare un “racconto” con aggiornamenti che compaiono nel flusso dei propri seguaci.

Oltre a ciò, tuttavia, c’è di più: da un lato, come detto, la provvisorietà di quanto pubblicato, dall’altro invece l’immediatezza e la creatività. Snapchat offre, infatti, diversi filtri per rendere gli scatti o i filmati più accattivanti o buffi. Ci si può applicare finte sopracciglia, farsi un selfie invertendosi i volti con il soggetto che si ha di fianco, inserire testi o emoticons o ancora aggiungere informazioni circa il posto in cui ci si trova.

SNAPCHAT: ROBA SERIA O SOLO GIOCO?

E’ proprio così: su Snapchat il gioco la fa da padrone. In certi casi, però, il gioco diventa più serio con la composizione di storie particolarmente elaborate ed impattanti. A testimonianza di ciò il fatto che anche editori di un certo rilievo come National Geographic o CNN stanno iniziando a popolare la sezione Discover con contenuti progettati ad hoc. Per Buzzfeed la app è arrivata ad essere la fonte del 21% del traffico. Discorso similare, infine, può applicarsi anche alle aziende, sempre più inclini ad invadere gli spazi pubblicitari.

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