Sul posto di lavoro le ingiustizie in cui incappare possono essere diverse. In pratica, però, si è soliti distinguerle in tre distinte tipologie basate sulle cause che le innescano.

VAI ALLO SPECIALE SU PROFESSIONISTI E LAVORO

BURNOUT E STRESS DA LAVORO: QUALI CAUSE?

Prendendo spunto dalla tesi sostenuta da Chester Spell, professore di management presso la Rutgers School of Business e autore di una serie di studi sul benessere dei lavoratori, alla base del cosiddetto burnout, ossia una forma di stress psicologico, o meglio di esaurimento da lavoro, vi sono:

1) l’ingiustizia distributiva

Si tratta di una forma di ingiustizia connessa ad una distribuzione iniqua delle risorse lavorative: ad esempio, quando un collega che possiede le nostre stesse qualifiche (sia professionali che accademiche) riceve un aumento o un qualsiasi altro genere di benefit mentre noi no.

2) L’ingiustizia procedurale

Questa tipologia, invece, investe l’ambito che concerne l’equità dei processi, riguardando le modalità con cui nell’ambiente di lavoro vengono prese le decisioni: sintomatico è il ‘come’ vengono attribuite le promozioni.

3) L’ingiustizia internazionale

In questo caso, infine, vengono prese in considerazione le relazioni sociali, ossia tutte le iniquità o vessazioni che investono la sfera interpersonale, ad esempio il dipendente deriso o sbeffeggiato dal capo di fronte al resto dei colleghi.

DONNE E INGIUSTIZIE SUL LAVORO: COSA CAMBIA?

Pare che per le donne le situazioni di stress o burnout legate a forme di ingiustizia subite nell’ambiente di lavoro peggiorino. In tal senso, infatti, sono molte le testimonianze raccolte da ricerche, studi e report nazionali e internazionali che evidenziano come le ineguaglianze nei rapporti e nei trattamenti (non soltanto economici ma anche interpersonali) siano molto più marcate per le lavoratrici donne.

Lo stress psicologico che ne deriva, inoltre, si manifesta con sintomi diversi sulle donne. Secondo Chester Spell: “Alcuni studi dimostrano che il senso di esaurimento emotivo che provano le donne è il sintomo iniziale di un burnout e che, solo successivamente, si trasformerà in cinismo sul proprio lavoro”. Per quanto riguarda, invece, gli uomini la sintomatologia sembra specularmente opposta: inizialmente, sempre secondo il docente americano, verrebbe sperimentato un senso di cinismo e soltanto dopo subentrerebbe l’esaurimento psicologico essendo, in molti casi, legato alla presenza di malattie cardiovascolari “collegate ad una sensazione di perdita di controllo nel proprio lavoro”.

STRESS E INGIUSTIZIE SUL LAVORO: COME DIFENDERSI?

Ecco le 5 regole principali per non rimanere vittime delle ingiustizie lavorative.

1) Imparare a gestire il proprio tempo

Al fine di implementare la propria vita e carriera professionale secondo modalità di lavoro sane e meno stressanti possibile, è convalidata la tesi secondo cui il prendersi brevi break dalle mansioni di lavoro, a distanza anche ravvicinata gli uni dagli altri, aiutano di più a ristorarsi e a concentrarsi piuttosto che prendersi un’unica, lunga pausa. Ove possibile, quindi, si consiglia di predisporre la gestione del proprio lavoro secondo piccoli intervalli regolari.

2) Avere una corretta informazione sull’ambiente di lavoro

In questo caso risulta utile, ai fini della tutela dallo stress psicologico, avere un’adefguata e completa conoscenza (oltre che aggiornata) circa le opportunità, gli strumenti di crescita e i benefit che la propria azienda mette a disposizione dei propri dipendenti. Tutti questi strumenti, infatti, possono essere espedienti utili a rendere più equo il rapporto tra colleghi, quello tra questi e il datore di lavoro e quello tra sfera lavorativa e sfera privata.

3) Creare gruppi e alleanze sul luogo di lavoro

Instaurare una sorta di sottogruppi, ad esempio tra i professionisti che sono prossimi alla pensione o tra i nuovi arrivati, possono costituire una forma di autotutela o difesa, sia psicologica che relazionale, per far fronte alle ingiustizie subite sull’ambiente di lavoro. E’ il confronto, in tal caso, l’elemento che permette al lavoratori di supportarsi a vicenda e così allontanare lo stress.

4) Cercare forme di sostegno sociale

Il sostegno di natura sociale, in particolare da parte delle rete dei pari (persone care, amici) può rappresentare una forma di gestione dello stress e del senso di angoscia che può scaturire dalle iniquità lavorative.

5) Avere del tempo “offline”

Organizzare la propria vita stabilendo apposite finestre temporali “offline” in cui non si è disposti a gestire il lavoro, a ricevere e-mail o telefonate aziendali  è un espediente utile per organizzare al meglio la propria carriera professionale e lo stress che ne deriva.

Psicologia delle organizzazioni

Psicologia delle organizzazioni

S. Alexander Haslam, 2015, Maggioli Editore

Il testo di Haslam rappresenta un progetto originale nell’ambito della psicologia delle organizzazioni.L’Autore delinea i temi principali della disciplina e illustra le dinamiche organizzative applicando l’approccio dell’identità sociale, uno degli sviluppi...



© RIPRODUZIONE RISERVATA


SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome