Per le festività natalizie il lavoratore ha diritto alle ferie? E come devono funzionare i permessi da parte del datore di lavoro?

COME FUNZIONA L’OBBLIGO DI CONCESSIONE FERIE? 

Si tratta di una circostanza piuttosto ricorrente quella che vede, nel periodo delle festività natalizie, per le aziende che non chiudono i battenti per le vacanze, una sovrapposizione di richieste da parte dei lavoratori per poter beneficiare delle ferie che cadono nelle festività “tradizionali”.

Se, in questi casi, il datore di lavoro dovesse accettare tutte le domande dei lavoratori richiedenti le ferie l’azienda ovviamente sarebbe costretta a sospendere l’intera attività. Tuttavia, vi sono casi e casi e di seguito riportiamo tutte le indicazioni in merito a concessioni permessi e gestione del periodo di ferie da parte delle imprese.

Si precisa, in primis, che sull’azienda pesa l’obbligo di concedere al lavoratore un periodo di 4 settimane di ferie l’anno. Si tratta del periodo minimo stabilito per legge (D.Lgs. 66/2003), rimettendo comunque ai contratti collettivi la possibilità di prevedere concessioni maggiori, derogando alla normativa con disposizioni di miglior favore. Di questo periodo che ammonta a 4 settimane, si ricorda poi che almeno 2 settimane vanno fruite nel medesimo anno di maturazione, essendo invece le restanti 2 godibili entro un arco temporale di 18 mesi. 

Questo, quindi, cosa implica per il datore di lavoro? Implica che, nel caso in cui il lavoratore non abbia fruito delle 2 settimane “obbligatorie” di ferie, il rispettivo datore di lavoro è tenuto a concederle nel periodo della ricorrenza natalizia dal momento che, giocoforza, l’annualità si conclude l’ultimo giorno dell’anno, appunto il 31 dicembre.

Quali implicazioni, invece, per i lavoratori? Seguendo questa impostazione, quindi, i lavoratori che risultano essere ancora a credito delle 2 settimane “obbligatorie” di ferie e che avanzano richiesta di ferie nel periodo natalizio, devono essere obbligatoriamente accontentati. In maniera speculare, quindi, le richieste dei restanti lavoratori dipendenti che hanno invece già beneficiato delle ferie minime devono passare in subordine.

COME FUNZIONA LA COLLOCAZIONE DELLE FERIE?

Nonostante si tratti del risultato di un accordo libero tra datore di lavoro e lavoratore, la collocazione delle ferie deve seguire un’impostazione che non vada a ledere gli interessi e l’attività dell’impresa. In capo al lavoratore dipendente, infatti, non sussiste nessun diritto soggettivo che gli faccia godere delle ferie nel periodo da lui stesso segnalato, neppure in maniera continuativa.

Da quanto emerge dalla normativa, il godimento continuativo di almeno 2 settimane di ferie, a meno che questo non implichi svantaggi rispetto alle richieste aziendali, viene indicato in via preferenziale.

COME FUNZIONA IL LAVORO DURANTE LE FESTIVITA’ DI NATALE? 

Per quanto riguarda, invece, le prestazioni lavorative svolte durante le giornate festive, per cui sono dovuti riposi compensativi e maggiorazioni, in diversa proporzione in base ai Contratti Collettivi applicati al caso specifico, il lavoratore ha la possibilità di opporre rifiuto limitatamente a certe situazioni.

Ad esempio, in base al Contratto Collettivo del Commercio, al lavoratore dipendente si richiede di prestare attività lavorativa, oltre che durante tutte le domeniche di apertura fissate dalla normativa nazionale, anche per il 30% delle aperture domenicali aggiuntive stabilite a livello territoriale.

Sempre secondo il Ccnl Commercio, non sono invece tenuti a lavorare la domenica e i giorni festivi i genitori di bambini che hanno un’età inferiore a 3 anni, i lavoratori non autosufficienti o portatori di handicap grave secondo la Legge 104, oppure chi presta assistenza a familiari non autosufficienti o portatori di handicap.

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L’INTERPRETAZIONE DELLA FONDAZIONE STUDI DEI CONSULENTI DEL LAVORO

Secondo la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, invece, non sussiste alcun obbligo, nei confronti del lavoratore dipendente, di dover lavorare durante le giornate festive o le domeniche, fatta eccezione per le circostanze considerate eccezionali quali forza maggiore o di pericolo, esigenze produttive straordinarie, eventi particolari come fiere o mostre legate all’ambito di attività aziendale.

Affinché possa sussistere lavoro festivo o domenicale, in ogni caso, si deve dimostrare la sussistenza di peculiari necessità gestionali, organizzative o tecniche, da parte dell’azienda, che siano legittimamente motivate, mentre i prodotti venduti o il servizio prestato devono rispondere a finalità di utilità pubblica, garantendo al lavoratore dipendente un minimo di preavviso.

Il lavoratore dipendente mantiene, tuttavia, il diritto ad un riposo settimanale pari ad almeno 35 ore consecutive (vale a dire un riposo settimanale di 24 ore in aggiunta a 11 ore di riposo giornaliero), che va considerato come media, inderogabile, in un periodo di 14 giorni.

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