All’esame del Consiglio dei Ministri che si svolgerà oggi, l’approvazione del decreto legge sulla finanza pubblica contenente, presumibilmente, la richiestissima proroga della voluntary disclosure. Stando alle voci più recenti si dovrebbe trattare di un rinvio in due tempi: da un lato, infatti, si dovrebbe avere tempo fino al 30 novembre per presentare la domanda di adesione alla procedura, dall’altro, poi, ai fini dell’integrazione dell’istanza con la relativa documentazione si dovrebbe avere a disposizione fino al 31 dicembre.

Alla “doppia” proroga corrisponde una “doppia” necessità: allungando le tempistiche, infatti, si cerca sia di consentire a professionisti e contribuenti margini più ampi per poter aderire alla procedura della voluntary reperendo tutta la documentazione richiesta, sia di ottenere in tal modo le risorse indispensabili per far sì che si possa evitare l’applicazione delle clausole di salvaguardia sull’aumento delle accise e degli acconti Ires e Irap.

L’urgenza di una proroga, infatti, già richiesta a gran voce dai professionisti, è diventata tangibile nel corso degli ultimi giorni per via dell’impellente necessità di reperire le risorse necessarie (al momento mancano ancora all’appello 728 milioni di euro) a scongiurare l’applicazione delle clausole di salvaguardia che, a partire dal 1° ottobre prossimo, prevedono l’incremento delle accise sui carburanti e l’aumento degli acconti Ires e Irap.


Il tema è già stato affrontato ieri durante il pre-consiglio dunque, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, nulla dovrebbe cambiare rispetto all’intenzione di mantenere fede al duplice slittamento sia del termine ultimo di presentazione della domanda di adesione (al 30 novembre anziché all’originario 30 settembre) sia di quello utile per la trasmissione della documentazione integrativa (con l’aggiuntiva finestra temporale che rimarrà aperta sino al 31 dicembre).

Ancora non si può sapere se la riapertura dei termini si ripercuoterà in un costo maggiore per i contribuenti.

 

 


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