In questi giorni, così come durante il mese di agosto, sono in circolazione false comunicazioni che risultano provenire dall’Agenzia delle Entrate. Alcuni utenti , in partica, vengono contattati tramite e-mail false di rimborso o di verifica fiscale con le quali sono richiesti dati personali e relativi alla carta di credito. Si traffa in tutto e per tutto di truffe, tecnicamente definite di phishing, a cui non si deve dare assolutamente seguito, cliccando semplicemente il tasto “elimina”. Sul tema è intervenuta anche l’amministrazione finanziaria mediante due comunicati, il primo risalente al 18 di agosto, il secondo invece al 25 dello stesso mese.

Come funziona lo stratagemma trabocchetto? In pratica, l’e-mail in apparenza proviene dall’indirizzo dell’Agenzia, avendo poi ad oggetto la dicitura “Rimborso fiscale per 2014-2015”, con tanto di logo. Nel corpo testo si invita, poi, il contribuente a cliccare sul link “Accedi al tuo rimborso fiscale” che permette l’apertura di una pagina online dove inserire dati personali e sopratutto dati della carta di credito. Si necessita, pertanto, di stare sempre in allerta difronte a questo tipo di invii, stando ben attenti ad ignorarli. Si ricorda infatti che l’Agenzia delle Entrate non chiede in alcun modo informazioni sui cittadini, né tanto meno notizie riguardanti i dati sulle carte di pagamento.

Le comunicazioni sui rimborsi, inoltre, non vengono mai effettuate tramite posta elettronica, neppure tramite posta elettronica certificata (Pec). Per procedere ad eventuali rimborsi e avviarne dunque richiesta bisogna andare direttamente sul sito dell’Agenzia, entrare nella sezione “Home”, cliccare in alto sul menù “Cosa devi fare”, premendo a sua volta su “Richiedi” nell’elenco che si viene ad aprire, e nel successivo “Rimborsi”. Soltanto in quest’ultima pagina sono riportate le corrette modalità, utili a riceve un rimborso fiscale.


La seconda tipologia di truffa riguarda, invece, e-mail che hanno ad oggetto “Verifica tributaria” e in allegato un file eseguibile (ovvero .exe) da dover compilare. Il mittente risulta essere sempre l’amministrazione finanziaria. Si tratta anche in questo caso di una totale bufala, essendo persino contraffatto l’indirizzo di posta elettronica certificata da cui provengono le stesse mail, e cioè agenzia.entrate@pec.it. L’intento rimane quello di riuscire ad ottenere in maniera illecita dati personali. Valgono pertanto le medesime raccomandazioni: ignorare e cestinare il messaggio.


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