Ormai la strada tracciata è una sola: il governo taglierà le tasse e lo farà alla prima occasione disponibile, cioè con la legge di stabilità 2016. Dopo le parole del premier Renzi, lo ha confermato anche il ministro Padoan.

Dunque, l’uomo che detiene i cordoni della borsa, l’unico che potrebbe far desistere il presidente del Consiglio dal proposito di ridurre la pressione fiscale, si è allineato alla politica di riduzione delle imposte che Renzi sta cercando di lanciare con tanta enfasi.

Già prima della pausa estiva, infatti, il premier aveva annunciato l’imminente abolizione bis dell’Imu sulla prima casa (oggi Tasi), per poi rilanciare con Irpef e Ires nei due anni a venire. Una road map confermata nell’intervento di martedì al meeting riminese di Comunione e Liberazione, che simboleggia la ripresa dell’attività politica sebbene il Parlamento resti ancora chiuso fino all’8 settembre prossimo.


E proprio dal palcoscenico romagnolo è tornato a parlare il ministro Padoan, il quale ha specificato che tagliare le tasse sarà possibile “rispettando i vincoli di bilancio e la disciplina per gli aiuti di Stato”. Insomma, ok alla linea Renzi, ma con la cautela che impongono gli osservatori internazionali e in particolare quelli di Bruxelles.

Secondo il ministro Padoan, infatti “abbattere le tasse fa bene, ha un effetto positivo su chi ne beneficia se questo ritiene che l’abbattimento sia permanente”: insomma, la filosofia alla base del new deal renziano sul taglio delle imposte, trova ampia sponda nelle parole del ministro dell’Economia.

Per realizzare i propositi del governo, allora, sarà necessaria una nuova cura dimagrante al bilancio dello Stato, una nuova spending review “fatta in modo da convincere che il taglio sia permanente, quindi si deve passare da un abbattimento della spesa”.

In proposito, il titolare del dicastero più delicato ha precisato che la strategia del governo non sarà circoscritta alle solite Imu e Tasi, ma si dovrà prendere in esame un orizzonte più ampio sul fronte fiscale, che potrebbero andare a sostegno di imprese e famiglie con redditi bassi.


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1 COOMENTO

  1. Traduzione: Togliamo l’IMU e la TASI e che i Comuni si arrangino come vogliono a trovare i soldi mancanti.

    Continuano a fare il g@y con il deret@no degli altri.

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