E’ arrivato il momento della riscossa per la #generazioneperduta? Ora che al potere sembrano esserci i “circa” giovani, l’hashtag che qualche tempo fa contrassegnava le battaglie civili e sul diritto a un’esistenza serena anche per i nati dopo il 1975, sembra ormai superato.

Ma non basta cambiare un presidente del Consiglio per stravolgere meccanismi, processi in voga da decenni, così come per accelerare ricambi bloccati da turnover pressoché inesistenti, o da mercati quantomai bloccati.

La categoria degli avvocati fa ulteriormente storia a sé. Legata a doppio filo alla politica, investita da molte delle riforme varate negli ani recenti, questo settore ha visto sempre più laureati incontrare la strada sbarrata, obbligandoli – in molti casi – ad abbandonare i propositi di carriera forense, o anni di lunghi tirocini e praticantati senza riscontri economici né chance concrete di realizzazione professionale.


Ora, ad alzare la voce è l’Aiga, l’associazione che riunisce e tutela gli interessi dei giovani avvocati, che si scaglia contro gli effetti perversi del ddl concorrenza, il quale avrebbe dovuto aprire il mercato e, invece, finisce per atrofizzare situazioni già difficili.

Ciò che l’associazione contesta, in maniera particolare, alla legge sulle società di capitali per avvocati, le quali non prevedono l’entrata in società anche di altri professionisti al pari di ingegneri o commercialisti.

La colpa di questa politica è quella, a parere dell’associazione, di opporsi ciecamente alle società multidisciplinari, evidentemente, azzarda Aiga, per difendere lo status quo.

Ormai, però, denuncia l’Aiga, è vera e propria guerra generazionale: si va dal divieto di pubblicità anche sui social network, argomento di discussione che anche tra i nostri esperti in passato non ha mancato di suscitare un acceso dibattito, per finire con la definizione del lavoro parasubordinato in questi studi presi in esame dal disegno di legge.

Senza considerare, poi, i pareri del Cnf, che hanno reso ancor più macchinoso l’iter con la pretesa di una normativa dedicata, tale da richiedere alcuni anni nella sua formulazione. Anni ormai purtroppo andati persi.

Il male originario secondo la nota diffusa dai giovani avvocati è quello di un Parlamento sordo alle loro richieste. Ecco, perché, nelle parole rilasciate a Linkiesta da Nicoletta Giorgi, presidente Aiga l’unica soluzione è quella di combattere ad armi pari: “In Parlamento ci sono tanti avvocati. Ma è una lobby per un certo tipo di avvocatura. È ora di creare una lobby che rappresenti i nuovi avvocati, giovani e colpiti dalla crisi”.

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteJobs Act: più contratti nel 2015. Sgravi anche in legge di stabilità
Articolo successivoNuovi inceneritori: la mappa dei prossimi impianti da nord a sud

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here