Ormai, quello dei decreti fiscali è il caso più sorprendente e peggio spiegato degli ultimi mesi di questo governo. Ma venerdì scorso, nell’ultimo Consiglio dei ministri è arrivato forse il passaggio decisivo in vista del via libera definitivo ai provvedimenti attuativi della riforma fiscale, di cui si dibatte ormai da mesi.

Il resoconto del governo dopo l’incontro tra i ministri, infatti, parla di “secondo esame preliminare” sui testi che dovrebbero realizzare i principi contenuti nella legge 23/2014, altrimenti nota come delega fiscale. Questi, però, sono stati girati alle Camere per l’acquisizione dei pareri definitivi: un nuovo step che potrebbe richiedere, però, svariate settimane prima dell’ok finale.

Un anno e mezzo dopo la sua approvazione, insomma, questi provvedimenti non riescono ancora a vedere la luce, complice un travaglio molto complicato tra ritardi amministrativi e ostacoli politici.


Si ricorderà, infatti, nei mesi scorsi come il testo sull’abuso del diritto potesse interessare anche la situazione penale di Silvio Berlusconi, in virtù di quella norma, poi stralciata, che avrebbe cambiato drasticamente le pene per i rei di frode fiscale, quale appunto l’ex Cavaliere.

Niente da fare, ancora, per la riforma del catasto, che ha incontrato prima lo stop delle commissioni censuarie, passaggio preliminare obbligatorio per il via libera alla riforma però ripetuto due volte, e poi con un sistema che non sembra pronto aaccogliere la rivoluzione nelle rendite e nel calcolo del valore degli immobili.

Ecco, però, cosa ha decretato l’ultimo Consiglio dei ministri sui decreti fiscali.

Internazionalizzazione imprese. E’ stata approvata una previsione che dovrebbe favorire il rientro in Italia dei lavoratori con elevate qualifiche, con riduzione del reddito imponibile del 30% per cinque anni per chi decide di tornare alla base. La norma sarà riservata a chi nei cinque anni precedenti non sia stato residente in Italia.

IVA. Fattura elettronica, viene dato l’impulso per il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Aumentano gli incentivi per il ricorso a questo tipo di fatturaizone per le imprese: dal luglio 2016, ad esempio, verrà reso disponibile il  servizio base per la predisposizione del file contenente i dati della fattura, il suo invio e la conservazione delle fatture elettroniche; in aggiunta, i controlli fiscali svolti da remotoo saranno molto più semplificati.

Abuso del diritto. Il raddoppio dei termini di accertamento viene assicurato qualora la denuncia all’autorità giudiziaria da parte dell’Amministrazione finanziaria sia inviata entro i termini ordinari. Verranno, poi, bloccati gli effetti egli avvisi di accertamento e dei provvedimenti che irrogano sanzioni amministrative tributarie notificati alla data di entrata in vigore del decreto legislativo. Novità anche in ambito di voluntary disclosure: le attività e le imposte riferite ad annualità per le quali siano scaduti i termini per l’accertamento fiscale potranno accedervi con tutti i benefici connessi.


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