Nel nostro ordinamento pronunciare bestemmia è stato, per lungo tempo, un reato penale. Sulle ragioni di questa collocazione particolarmente “severa” è difficile esprimersi in modo univoco, ma si può certamente rilevare che la risalente compenetrazione tra tavola valoriale e principi del cattolicesimo potrebbe aver ragionevolmente influito sul Legislatore del tempo.

Oggi, con l’avvento di una penetrante tendenza alla secolarizzazione, il disvalore sociale della bestemmia si è considerevolmente ridotto. L’esperienza comparatistica restituisce risultati disuniformi: nonostante la bestemmia sia considerata un comportamentto antigiuridico in una significativa parte della comunità internazionale, molti ordinamenti prediligono una più ampia estensione del diritto di espressione (si pensi agli Stati Uniti d’America ). Il Legislatore ha, nell’ambito di un progressivo fenomeno di deflazione del sistema penale, parzialmente eroso la precedente disciplina, riallocando la condotta della “bestemmia” tra gli illeciti amministrativi. L’illecito amministrativo (ad esempio la c.d. “multa per eccesso di velocità”), pur condividendo alcuni profili strutturali con il reato penale (in particolare i principi di personalità, legalità, tassatività, capacità), se ne discosta significativamente per il ridotto disvalore giuridico e per la relativa inferiore entità della pena.

Nel prosieguo si darà conto principalmente degli elementi costitutivi dell’illecito ed, in particolare, della configurabilità nell’ambito dei moderni social network. Attualmente l’art. 724 del Codice Penale prevede, per chiunque pronunci bestemmia, la sanzione amministrativa nella misura massima di euro 309. Il precetto ha subito un intervento erosivo della Consulta che, con una pronuncia del 1995, ha espunto il riferimento al credo cattolico come “religione dello Stato”, sulla scorta della modifica dei Patti bilaterali tra Repubblica Italiana e Chiesa Cattolica noti come “Lateranensi”. Quanto al soggetto attivo, l’illecito può essere commesso da chiunque (si trattava in passato di un “reato proprio”) ed, in riferimento al bene giuridico oggetto di tutela, può pacificamente ritenersi che esso si identifichi col sentimento religioso e con la libertà di professione del credo. La norma richiede, ai fini della configurabilità dell’illecito, che la condotta sia tenuta “pubblicamente” e quindi in luoghi accessibili ad altri soggetti. Molto discussa è la possibilità di ritenere la sanzione applicabile nel caso in cui la bestemmia si concretizzi per il tramite di mezzi telematici di comunicazione. La giurisprudenza consolidata considera i “social network” luoghi pubblici. Il tema è tornato agli onori della cronaca a seguito di un generalizzato malcontento dei credenti per il proliferare di siti web e pagine sui social network caratterizzate da contenuti oltraggiosi per il cattolicesimo e, più in generale, per l’altrui sentimento religioso. Nello specifico caso delle pagine sui social network, si era spesso profilato il più grave reato di “Istigazione a disobbedire alle leggi”, condotta penalmente sanzionata all’art. 415 del Codice Penale con la reclusione da sei mesi a cinque anni. In alcuni siti e pagine web si è manifestata la preoccupante tendenza degli utenti alla realizzazione e condivisione di testi, immagini ed altri file multimediali a contenuto spregiativo nei confronti del sentimento religioso. Assunto che la bestemmia costituisce illecito amministrativo, la condotta del soggetto che, personalmente o telematicamente, istighi o induca altri all’atto di bestemmiare rientra infatti nel perimetro della fattispecie citata del 415 C.P..


L’oggetto della bestemmia era indicato genericamente, nel testo censurato dalla Consulta, in “simboli” e “persone” venerate dalla religione. Nel testo originario si considerava bestemmia, quindi, non solo l’invettiva verbale rivolta alla divinità, ma segnatamente l’oltraggio a simboli del culto (si pensi alla croce) o a soggetti destinatari di venerazione. Eppure, la giurisprudenza di merito ha disatteso le aspettative più rigoriste: il vilipendio alla Vergine è stato infatti in più casi escluso dall’area di punibilità della norma. Tra i tanti, una richiesta di archiviazione in tal senso è stata in passafo accolta dal Tribunale di Bologna, aderendo alla prospettazione che, non trattandosi di divinità in senso stretto, la Madonna non goda delle stesse garanzie di tutela. Nonostante l’intervento erosivo della Corte Costituzionale abbia espunto il riferimento alla “religione dello stato”, de facto la norma è rivolta alla tutela specifica (ed unica) del credo cristiano cattolico.

Già nel 1988 con la storica sentenza n. 925 la Corte Costituzionale aveva denunciato il periglioso vuoto di tutela in relazione alle altre religioni. Allo stato dell’arte, la norma si limita a sanzionare gli abusi ai danni del sentimento religioso cattolico, marginalizzando gli altri credi e mancando di apprestare garanzie uniformi. Il monito della Consulta è passato inascoltato, dato che ad oggi non si sono registrati interventi estensivi della tutela anche alle altre religioni, creando una concreta disparità di trattamento tra i soggetti dell’ordinamento in relazione al loro credo, (mal)giustificabile esclusivamente per ragioni storiche e tradizionali.

I possibili sviluppi de jure condendo si collocano essenzialmente lungo due possibili direttrici: l’abrogazione in toto dell’illecito amministrativo (sull’esempio del Regno Unito, che nel 2008 ha espunto la fattispecie dall’ordinamento) per decomprimere il sofferente diritto di espressione, oppure la riforma della struttura dell’illecito, al fine di apprestare una tutela uniforme ed indifferenziata.


10 COMMENTI

  1. ma perché i cattolici si offendono se si insulta il loro dio? Non diamo per scontate le cose: se esiste un’essere superiore, sono certo che non si offenderebbe se io lo insultassi (io non mi offenderei se una formica dicesse “Porco Mauro”, perché sono superiore alle formiche!!!)
    I cattolici vogliono difendere il loro dio o la loro idea?
    È pericoloso autoproclamarsi paladini di un’entità astratta… ad esempio: io ritengo che credere sia un’offerta per l’intelligenza umana, ma non per questo, per difendere l’intelligenza, mi arrabbio con chi prega!

  2. Aveva ragione un avvocato , quando in un TG disse : ce da aver paura a vivere in italia ! .

    se ti giri e reato se alzi la testa e reato TUTTO e reato soprattutto le cose più normali ! , io sono d’accordo nel punire chi offende la religione altrui e giusto , se uno dice : por… Mado… e giusto che sia punito , ma se uno dice : por… D.. NO per il semplice fatto che e generico , tu non sai a quale Dio mi son riferito ( tralasciando il particolare che si parla di entita che NON esistono !!! ) , io non insulto NESSUNA religione , e una tipica e ben risaputa espressione di sfogo contro la sfortuna .

    Ogni scusa e buona per dissanguarci sempre di più dei nostri gia ben pochi averi.

    reato di istigazione a non rispettare le leggi……….reato a istigazione alla blasfemia……….., e pieno di leggi completamente da fuori di testa , inoltre di recente mi tocca sorbirmi quella miserabile pubblicità contro il bullismo dove dicono in pratica che se uno si fa i fatti suoi e complice !

    Se questa e la ” civiltà ” io preferivo nascere in Africa , o anche in Siria !! , mi sarei sentito più libero ………. e avrei anche un lavoro !!!

    PS: ho riscritto il commento perché il sito non prende le lettere tra parentesi

  3. Aveva ragione un avvocato , quando in un TG disse : <> se ti giri e reato se alzi la testa e reato TUTTO e reato soprattutto le cose più normali ! , io sono d’accordo nel punire chi offende la religione altrui e giusto , se uno dice <> e giusto che sia punito , ma se uno dice <> NO per il semplice fatto che e generico , tu non sai a quale Dio mi son riferito ( tralasciando il particolare che si parla di entita che NON esistono !!! ) , io non insulto NESSUNA religione , e una tipica e ben risaputa espressione di sfogo contro la sfortuna .

    Ogni scusa e buona per dissanguarci sempre di più dei nostri gia ben pochi averi.

    reato di istigazione a non rispettare le leggi……….reato a istigazione alla blasfemia………..

    Se questa e la ” civiltà ” io preferivo nascere in Africa , o anche in Siria !! , mi sarei sentito più libero ………. e avrei anche un lavoro !!!

  4. Se avete gente vicino a casa che bestemmia mettete a tutto volume un bel Rosario o qualche canzone di chiesa.

  5. Davide, scusami, ma «reato penale» già non si può sentire quotidianamente dalla televisione: detto da un giurista mi fa incazzare e non poco. Un reato è penale per definizione.
    Inoltre la differenza tra reato e illecito amministrativo non sta solo nell’entità della pena: entrambi possono prevedere sanzioni pecuniarie e, anzi, spesso le pene pecuniarie (cioè le sanzioni pecuniarie di tipo penale: multa e ammenda) sono più modeste rispetto alle sanzioni pecuniarie amministrative. La differenza fondamentale sta nel fatto che il reato è punito con un processo che perviene a una condanna con la quale si può prevedere la limitazione della libertà personale (che peraltro, a determinate condizioni, può essere limitata perfino prima); inoltre la condanna medesima macchia la cosiddetta fedina penale, con tutte le conseguenze determinanti sulla vita dell’individuo (pensiamo alla possibilità di accesso al pubblico impiego o agli albi professionali).

  6. Vista la presenza di circa 17.000 e passa religioni, vista la possibilità che io me ne crei una diversa tutti i giorni e quindi avendola creata io, possa decidere se al mio dio piaccia o meno essere offeso.
    Se quindi in pubblica piazza mi scappasse un “porco d.o”, ma generico, posso sempre specificare al credente di turno che rimane offeso che trattasi del mio dio (il quale mi obbliga a offenderlo almeno una volta al giorno) e non del suo e che quindi non rompesse…
    Concordo sul risentimento della persona religiosa quando gli mando a quel paese il suo dio chiamandolo per nome “….. a Gesù Cristo dei cristiani cattolici”, ma non potrei offendermi io se un cristiano cattolico sentendomi dire “porco d.o” si arrabbiasse con me? in quanto mi sarebbe pesante pensare che una persona possa anche solo immaginare che io possa parlare del suo personaggio immaginario invece che del mio?

    In considerazione che la legge tutela il dio di stato e che io col generico “porco d.o” mi riferisco al mio dio e non a quello di ogni altra religione, dovrei essere legalmente in grado di poterlo offendere quando e come la mia religione mi chiede. Giusto?
    Oppure io non posso avere una mia religione come sancito dalla costituzione?

    E’ da tempo che mi frulla questa domanda, grazie per la risposta.

  7. Se uno mi fa incazzare così tanto da indurmi all’atto di bestemmiare, rientra la condotta di questi nel perimetro della fattispecie dell’art. 415 C.P.?
    Ad ogni modo, se ti azzardi a dire “reato penale” durante un esame universitario ti bocciano, e salti pure l’appello successivo. Giustamente.

  8. Salve, Simonetta.
    Mi ripropongo di rispondere alla sua domanda più nello specifico in un prossimo articolo. Posso dirle che l’ordinamento non lascia la sua situazione sprovvista di tutela.
    Se il suo problema riguarda solo le “bestemmie” può chiedere che venga loro applicata la sanzione per l’illecito amministrativo, secondo la disciplina descritta in questo articolo. Diverso è il problema degli schiamazzi e del disturbo (a prescindere se si tratti di bestemmie o no). Il rumore e le urla sono sanzionabili a norma dell’art. 844 del Codice Civile, che disciplina le immissioni. In questo caso le consiglio di contattare il personale del campo segnalando che, se non dovesse provvedere a limitare il fastidio recato al vicinato, farà valere le sue ragioni nelle sede opportune. A parte l’eventualità dei reati di “disturbo della quiete pubblica” e di “bestemmia”, in questo caso le consiglierei di far leva principalmente sull’844 Cod. Civ., consultando nel caso un professionista legale.
    In una sentenza del 2006, ad esempio, la Suprema Corte aveva acconsentito a limitare gli orari di svolgimento di attività ludiche e ricreatorie di un oratorio e delle relative strutture parrocchiali che infastidivano i residenti.
    Nel 1992 (risalente, ma non troppo) la soccombenza era toccata ad un ristorante, per i fumi ed i rumori.
    Propriamente al caso suo fa la Sent. 4848 del 27.2.2013 della Cassazione. La Suprema Corte ha condannato un Comune al risarcimento dei danni per il disturbo recato dal frastuono dei bambini di un parco pubblico al vicinato.
    Se desidera ulteriori informazioni o vuole spiegarmi meglio le circostanze del suo caso non esiti a contattarmi all’indirizzo davidegambetta@yahoo.it.
    Davide Gambetta

  9. Salve, Simonetta.
    Mi ripropongo di rispondere alla sua domanda più nello specifico in un prossimo articolo. Posso dirle che l’ordinamento non lascia la sua situazione sprovvista di tutela.
    Se il suo problema riguarda solo le “bestemmie” può chiedere che venga loro applicata la sanzione per l’illecito amministrativo, secondo la disciplina descritta in questo articolo. Diverso è il problema degli schiamazzi e del disturbo (a prescindere se si tratti di bestemmie o no). Il rumore e le urla sono sanzionabili a norma dell’art. 844 del Codice Civile, che disciplina le immissioni. In questo caso le consiglio di contattare il personale del campo segnalando che, se non dovesse provvedere a limitare il fastidio recato al vicinato, farà valere le sue ragioni nelle sede opportune. A parte l’eventualità dei reati di “disturbo della quiete pubblica” e di “bestemmia”, in questo caso le consiglierei di far leva principalmente sull’844 Cod. Civ., consultando nel caso un professionista legale.
    In una sentenza del 2006, ad esempio, la Suprema Corte aveva acconsentito a limitare gli orari di svolgimento di attività ludiche e ricreatorie di un oratorio e delle relative strutture parrocchiali che infastidivano i residenti.
    Nel 1992 (risalente, ma non troppo) la soccombenza era toccata ad un ristorante, per i fumi ed i rumori.
    Propriamente al caso suo fa la Sent. 4848 del 27.2.2013 della Cassazione. La Suprema Corte ha condannato un Comune al risarcimento dei danni per il disturbo recato dal frastuono dei bambini di un parco pubblico al vicinato.

    Se desidera ulteriori informazioni o vuole spiegarmi meglio le circostanze del suo caso non esiti a contattarmi all’indirizzo davidegambetta@yahoo.it.

    Davide Gambetta

  10. Buongiorno,

    io ho un campo di calcio molto adiacente alla mia abitazione (5 mt).
    Tutte le sere ho allenamenti da parte di ragazzini e adulti e volano
    tante bestemmie che a me danno molto fastidio.

    Sono stati richiamati senza successo.
    Cosa posso fare? non riesco più a vivere e non ho la possibilità di andare
    via.

    Grazie

    Simonetta

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