tasse

La via imboccata dagli ultimi 4 governi per tornare a far quadrare i conti è sempre la stessa: aumentare il gettito, passando per una spending review che non può prescindere da una riorganizzazione e riduzione delle agevolazioni fiscali. Dopo un turnover di esperti e commissari sembrerebbe che, secondo le indiscrezioni, il quadro si sia fatto più chiaro, e che quindi, per trovare almeno 1,5 miliardi di euro di risparmio, le idee su come procedere si siano realmente concretizzate.

 

Quali sono i campi sui quali non ci dovrebbero essere sorprese? Ad esempio sugli interventi legate alle migliorie domestiche almeno econdo quanto affermato dal ministro Delrio. Questo nonostante le voci che vorrebbero una riduzione della detrazione fiscale per le ristrutturazioni (confermate al 50% ancora per tutto il 2015, per poi scendere al 36%) comprese quelle per il miglioramento dell’efficienza energetica, dal 2016 al 20% (che non potranno essere perciò più considerate alla stregua di un vero e proprio investimento sicuro per la propria casa).


 

Un’ipotesi che tuttavia non incontrerebbe il favore dei numeri, considerato che il gettito nelle casse dell’Erario non ha risentito del bonus ristrutturazioni, ma ne ha beneficiato con l’aumento dei redditi e i versamenti per l’occupazione in lieve ripresa. Sulla base di questi dati arriva la critica più dura al possibile taglio di una voce di spesa, ormai data per scontata, che invece è quella della sanità.

A riguardo sono al vaglio due ipotesi, che comunque punterebbero sulla determinazione di fasce di reddito entro le quali garantire la massima detrazione, una riduzione fino all’esclusione. Una corrente vedrebbe il primo step a 55 mila euro, mentre un’altra lo innalzerebbe a 75 mila euro. Entrambe le ipotesi vengono però bocciate dal presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada, che ha messo a nudo due aspetti, ovvero che: “Sarebbe un’ulteriore pesante penalizzazione per i cittadini italiani già in difficoltà ad accedere alle prestazioni sanitarie”, con in più gli effetti negativi di una scelta miope, perché il risparmio sarebbe solo immediato, mentre “L’esperienza fatta nel settore edilizio ha dimostrato che il mancato incasso in termini di introiti Irpef, per lo Stato, è ampiamente ripagato in termini di maggior gettito fiscale dato dalle imprese del settore e crescita occupazionale”.

Tagli che invece sono dati ormai per scontati sono: il bonus mobili per immobili ristrutturati, e il bonus per le case acquistate per essere locate. In bilico anche le detrazioni per i versamenti alle badanti.

 


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