Home Fisco FiscalFAQ Detrazione per le ristrutturazioni, cosa fare se muore il titolare

Detrazione per le ristrutturazioni, cosa fare se muore il titolare

Matilde Fiammelli

InterrogativoDOMANDA

Egregio Direttore, mio padre è morto prematuramente nel giugno 2014. Da poco aveva fatto ristrutturare la vecchia casa dove ha vissuto per anni con mia madre e per tale ristrutturazione ha beneficiato del 36%-50% di detrazione d’imposta.

Ora che lui non c’è più, come dobbiamo comportarci noi figli, siamo in tre, con quella detrazione? Cordialmente grazie (Gloria A. – Ancona)

 

   NuvolaI PUNTI A CUI RISPONDERE

 

Nella risposta al quesito posto dalla Sig.ra Gloria, tratteremo di cosa accade alla detrazione per ristrutturazioni quando il titolare muore.

 

LampadinaRISPOSTA


Occorre individuare due situazioni che si possono verificare:
A.    Gli eredi dopo il decesso del parente detengono l’immobile ma non vi abitano;

B.     Gli eredi dopo il decesso del parente detengono l’immobile e uno o più di loro decidono anche di adibirlo a nuova abitazione principale.

C.     Gli eredi prima e dopo il decesso del parente abitavano e continuano ad abitare nella casa ristrutturata.

Al fine di decidere su quale degli eredi del padre della Sig.ra Gloria debba ricadere il diritto alla detrazione occorrerà quindi comprendere se gli eredi stessi utilizzeranno o meno l’immobile ereditato come abitazione principale.

A.    Gli eredi detengono l’immobile ma non vi abitano

In questo caso ognuno degli eredi, pro-quota, beneficerà della detrazione che in origine spettava al defunto.

Quindi, ipotizzando che la detrazione spettasse al defunto, deceduto nel 2014, per euro 3.000 in 10 anni, la ripartizione avverrà come segue.

Anno 2014: detrazione spettante al defunto – gli eredi dovranno compilare a nome del defunto il modello UnicoPF e detrarre la quota di euro 3.000 di beneficio per l’anno 2014.

Anno 2015: detrazione spettante pro-quota agli eredi: per l’anno d’imposta 2015 ogni erede detrarrà la quota spettante. Pertanto ipotizzando che nel caso della Sig.ra Gloria vi siano tre figli, ciascuno di essi, fino al momento del termine della detrazione (decimo anno), potrà detrarre l’importo di euro 1.000 (quota originaria di ero 3.000 spettante al padre suddivisa in 3 quote, quelle dei figli).

Dal quesito posto non è dato di sapere se la madre della Sig.ra Gloria sia ancora in vita, in quel caso, la detrazione spetterebbe unicamente alla madre rimasta in vita, poiché dopo il decesso di uno dei due coniugi, colui che sopravvive conserva il c.d. diritto di abitazione, ovverosia una sorta di usufrutto legale, cioè stabilito dalla legge, che garantisce che il coniuge sopravvissuto non perda, per una qualsivoglia questione il diritto a vivere nella casa coniugale.

B.     Uno o tutti gli eredi si trasferiscono nell’immobile del defunto

Qualora dopo il decesso del padre, uno o tutti gli eredi si trasferissero nell’abitazione ristrutturata e la adibissero ad abitazione principale, in quel caso, il diritto alla detrazione spetterà a coloro degli eredi che ci vivranno.

Quindi se ad esempio la detrazione spettante al defunto fosse stata di euro 3.000 e solo due dei tre eredi decidessero di trasferire la propria dimora nell’abitazione in questione accadrebbe quanto segue.

Anno 2014: detrazione spettante al defunto – gli eredi dovranno compilare a nome del defunto il modello UnicoPF e detrarre la quota di euro 3.000 di beneficio per l’anno 2014.

Anno 2015: detrazione spettante pro-quota agli eredi che abitano nell’immobile ristrutturato: per l’anno d’imposta 2015 ogni erede detrarrà la quota spettante. Pertanto ipotizzando che nel caso della Sig.ra Gloria vi siano tre figli, di cui solo due abiteranno nell’immobile ed il terzo no,  ciascuno dei due, fino al momento del termine della detrazione (decimo anno), potrà detrarre l’importo di euro 1.500 (quota originaria di ero 3.000 spettante al padre suddivisa in 2 quote, quelle dei figli che adibiranno l’abitazione del padre a loro dimora principale).

 

  1. Prima e dopo il decesso gli eredi vivevano e vivranno nella casa del defunto

In questo caso spetterà la detrazione a quali degli eredi continueranno a vivere nell’abitazione del defunto e pro-quota, con ciò assimilando il presente caso a quello precedente.

Esclamativo

IMPORTANTE:

ciò che emerge da quanto fino a questo punto illustrato è che la detrazione per ristrutturazioni può essere fruita dagli eredi quando l’immobile è libero, cioè quando gli eredi ne hanno la piena disponibilità e possono utilizzarlo come meglio credono.

Nel caso invece di immobile locato, dovendo gli eredi rispettare i vincoli del contratto di locazione, perderanno qualunque detrazione per ristrutturazione, non avendo per tale immobile la piena disponibilità (infatti è affittato), fatto salvo il caso in cui nell’arco del decennio di spettanza della detrazione l’immobile torni nella disponibilità degli eredi, in questo caso essi potranno beneficiare della detrazione delle rate residue.



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15 COMMENTI

  1. buongiorno, mia madre ha fatto dei lavori in casa e deve beneficiare del bonus ma siccome è anziana nel caso dovesse morire nel corso dei prossimo 10 anni chi sarà il beneficiario del bonus ristrutturazioni? …da premettere che io vivo con lei ma sono in regine forfettario e ho una piccola pensione di reversibilità.

    • Salve Monica, in caso di decesso dell’avente diritto, la detrazione non fruita in tutto o in parte, è trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta, esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la “detenzione materiale e diretta dell’immobile”.
      La detenzione del bene deve sussistere non soltanto per l’anno di accettazione dell’eredità, ma anche per ciascun anno per il quale si vuole fruire delle residue rate di detrazione. Non rileva il regime contabile o la pensione. Cordiali saluti.

  2. Buongiorno. La mia abitazione è suddivisa su due immobili (su due piani) di proprietà al 50% tra me e mia moglie. Il piano inferiore era abitato da mia mamma che ne aveva l’usufrutto derivante dallo stato di vedovanza (era intestata solamente a mio padre; alla sua morte le quote di proprietà erano state ripartite tra la mamma e tra i due figli – mia sorella ed il sottoscritto – e nel 2006 era stato fatto un passaggio di quote, per cui io e mia mia moglie ne siamo divenuti proprietari).
    Nel 2012 mia mamma ha fatto un lavoro di ristrutturazione del bagno (tolto la vasca e messo la doccia) per cui dall’anno successivo ha portato in detrazione quanto spettante (i lavori erano di circa 4.000 euro).
    Nell’ottobre del 2018 la mamma è venuta a mancare. Quest’anno, in sede di presentazione della denuncia dei redditi, il personale addetto alla compilazione, non ha tenuto conto di quanto ancora detraibile (resterebbero 5/6 anni per recuperare i restanti circa 5/600 euro) perché – così hanno detto – non rientra tra le cose che gli eredi possono portare in detrazione. Preciso inoltre che attualmente la casa dove abitava la mamma è disabitata.
    Quanto mi hanno detto è corretto? E se non lo è, come posso fare per recuperare quanto dovuto?
    Ringrazio per l’attenzione e per la cortese risposta.

    • Salve Denis, presumendo che è stato presentato il modello 730, se lo stesso è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di esporre degli oneri deducibili o detraibili, c’è la possibilità di:
      • presentare entro il 25 ottobre un modello 730 integrativo. Il modello 730 integrativo deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista), anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico o era stato presentato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate
      • presentare, in alternativa, un modello REDDITI Persone fisiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

      Il secondo periodo dell’articolo 16-bis comma 8 del Tuir, prevede che in caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale, si trasmette per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.
      La detrazione non si trasferisce agli eredi dell’usufruttuario atteso che il diritto reale di usufrutto ha natura temporanea e, nell’ipotesi in cui sia costituito a favore di una persona fisica, non può
      comunque eccedere la vita dell’usufruttuario (art. 979 del c.c.).
      Tuttavia, nell’ipotesi in cui erede dell’usufruttuario sia il nudo proprietario dell’immobile che consolida l’intera proprietà dell’immobile oggetto degli interventi di ristrutturazione per estinzione
      naturale del diritto di usufrutto, questi potrà portare in detrazione le rate residue poiché, in qualità di proprietario dell’immobile, ha il titolo giuridico che gli consente di fruire della detrazione. E’
      necessario, tuttavia, che abbia la detenzione materiale e diretta del bene.

  3. Buonasera,
    decesso avvenuto nel corso dei lavori di ristrutturazione con due bonifici parlanti gia’ effettuati e con lavori ancora in corso.
    Fermo restando che lo sgravio fiscale per i lavori eseguiti sara’ goduto dall’erede o dagli eredi che avranno la disponibilita del bene a seguito della successione; Mi chiedo come gestire la continuazione dei lavori, magari ancor prima di formalizzare la successione, senza perdere la detrazione fiscale per i lavori a seguire e per quelli eseguiti e non ancora contabilizzati.
    Sarei grato se potessi avere un chiarimento sul problema.

  4. Buongiorno vorrei porle questo quesito.
    Mio padre nel 2012 ha effettuato una serie di lavori di ristrutturazione della propria casa, abbiamo usufruito delle dettrazioni spettanti per la ristrutturazione, purtroppo è venuto a mancare nel 2014.
    Poichè mia madre era casalinga ha avuto la pensione di reversibilità, questo comporta un IRPEF bassa.
    sostanzialmente avento un IRPEF bassa, non arriva a recuperare l’intera somma dettraibile.
    Io vivo in un altra casa, vorrei sapere se e come è possibile recuperare tali dettrazioni, anche perchè ritengo ingiusto effettuare tutta la procedura inerente alle dettrazioni per ristrutturazione, se poi durante i 10 anni previsti per il recupero di tali somme, le dettrazioni spettanti vengono meno causa morte di mio padre.
    Grazie

  5. ho una mamma di 94 anni stiamo ristrutturando il bagno della casa di vacanza e vorremmo chiedere l agevolazione per la ristrutturazione io sono l unica erede in caso della morte della mamma come verra gestita la quota rimasta del contributo della ristrutturazione grazie

  6. In caso di appartamento cointestato tra due fratelli , può detrarre solo uno dei due? Io non ho reddito quindi non ho irpef da detrarre…..

  7. In caso di VENDITA di un immobile (all’atto del rogito il venditore ha deciso di NON trasferire le restanti rate di detrazione per la ristrutturazione) cosa succede alle restanti rate se tale venditore MUORE prematuramente? Chi può usufruirne? Ripeto l’immobile non c’è più perché venduto.

  8. Interessante. Ma nel mio caso,in cui sarei l’unica erede residente e contribuente in Italia come andrebbe a finire ? i miei 4 parenti (1 fratello e 3 sorelle) sono residenti da anni e contribuienti negli USA (California).
    Bel mistero ! Grazie e complimenti per la bella passione professionale !
    Simona De Robertis

  9. Risposte molto precise posso aggiungere sempre inerente al decesso del proprietario e non ostante le raccomandate per assemblea e spese condominiali non siano ritirabili engano respinte con persona deceduta un amministratore (dubito sulle sue capacità) continua ad inviare stesso nome stesso recapito sapendo che se non invitati gli eredi le assemblee sono da ritenere nulle cass . 2007

  10. Buongiorno, le detrazioni spettanti al defunto, denunciate dagli eredi, sono tutte ed anche quelle del risparmio energetico? riveste importanza la data del decesso nel senso che se è indifferente che possa essere a gennaio oppure a dicembre? è importante quindi l’anno d’imposta di quando è avvenuto il decesso?

  11. A mio fratello è morta la moglie prematuramente ,la casa di residenza era ancora in fase di ristrutturazione e i rimborsi IRPEF DIVISI a metá in quanto sostanziosi come cifra.Quest’anno è stato detto a mio fratello che la parte di mia cognata x l’anno 2015verrà corrisposta in percentuale dei mesi che è vissuta (gen febb marzo)mentre dal 2016 ricominceranno i normali rimborsi (1800€in meno).È regolare?Grazie

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