Realizzare il proprio sogno professionale da oggi si può. Lo strumento per aiutare a sviluppare la propria idea imprenditoriale senza garanzia reale è possibile grazie al fondo per il microcredito. Ma andiamo per ordine.

Innanzi tutto vediamo cos’è e come funziona il microcredito.

Esso nasce ufficialmente con il Decreto Legislativo del 1° settembre 1993, n. 385 istitutivo del TUB (Testo Unico Bancario) che all’art. 111 prevede che, i soggetti iscritti in un apposito elenco (operatori finanziari), possono concedere finanziamenti a: persone fisiche, società di persone, società o a responsabilità limitata semplificata di cui all’articolo 2463-bis codice civile, associazioni o società cooperative per l’avvio o l’esercizio di attività di lavoro autonomo o di microimpresa, a condizione che i finanziamenti concessi abbiano le seguenti caratteristiche:


a)     siano di ammontare non superiore a euro 25.000,00 e non siano assistiti da garanzie reali;

b)    siano finalizzati all’avvio o allo sviluppo di iniziative imprenditoriali o all’inserimento nel mercato del lavoro;

c) siano accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati.

Ma è con il Decreto del 17 ottobre 2014 n. 176 che il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Ente Nazionale per il Microcredito, stabiliscono le tipologie delle operazioni, le modalità di concessione e i criteri di selezione per il microcredito.

Soggetti beneficiari ( Decreto 176/2014 art 1 c.1)

Il microcredito ha lo scopo di sostenere l’avvio e lo sviluppo di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa, organizzata in forma individuale, di associazione, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa, ovvero di promuovere l’inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro.

 

Soggetti esclusi (Decreto 176/2014 art. 1 c.2)

Dopo aver ben individuato chi può usufruire del microcredito si passa ad analizzare i soggetti esclusi, che sono:

– Lavoratori autonomi o imprese titolari di partita IVA da più di 5 anni;

– Lavoratori autonomi o imprese individuali con un numero di dipendenti superiore a 5 unità;

– Società di persone, società a responsabilità limitata;

– Imprese che al momento della richiesta presentino determinati requisiti dimensionali superiori a quelli previsti dall’articolo 1, secondo comma, lettere a) e b) del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, come aggiornati ai sensi del terzo comma della medesima disposizione ed un livello di indebitamento superiore a 100.000 Euro.

 

 

Tipologia di finanziamenti fruibili

Il Decreto 176/2014 allart. 2 c. 1 indica quelli che sono gli interventi per cui è possibile fruire del microcredito che di seguito si elencano:

– Acquisto di beni, ivi incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, o di servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative.

– Retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori;

– Pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti;

–    Pagamento di corsi di formazione anche di natura universitaria o post-universitaria volti ad agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento.

 

Tipologia di finanziamenti Esclusi

 

L’art. 13 al c.1 disciplina i finanziamenti che non rientrano nell’attività di microcredito quali: la concessione di crediti di firma anche nella forma di garanzie personali e la concessione di finanziamenti a fronte della cessione del quinto dello stipendio o della pensione ovvero a fronte di delegazione di pagamento relativa a un credito retributivo.

 

Come accedere al microcredito (Decreto MISE 18/03/2015 art 4-bis)

 

Per accedere al fondo per il microcredito si dovrà utilizzare il portale telematico dedicato www.fondidigaranzia.it ed attendere il click-day, (previsto dopo il 13 aprile 2015 , ma non ancora attivato) per potere effettuare la prenotazione.

Dopo alcuni click verrà erogato un codice con il quale entro 5 giorni e con il progetto nella borsa occorre recarsi presso uno dei soggetti titolari autorizzati a richiedere il finanziamento. Entro 60 giorni l’intermediario finanziario scelto dirà se il prestito a questo punto viene erogato.

 

Ogni richiedente può ottenere un prestito base sino a 25mila euro, (art 4 decreto 176/2014) che possono arrivare a quota 35mila prevedendo un’erogazione frazionata che subordina i versamenti successivi ai primi alle seguenti condizioni: il pagamento puntuale delle ultime sei rate e lo sviluppo del progetto finanziato, attestato dal raggiungimento di risultati intermedi che sono stabiliti dal contratto e verificati dall’operatore di microcredito.

Il finanziamento viene restituito con un piano di rate trimestrali, che dura sette anni, oppure dieci se il finanziamento riguarda anche progetti formativi.

 

Per l’anno 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha destinato allo scopo un fondo da 40 milioni di euro, 10 dei quali provenienti dai parlamentari del Movimento 5 Stelle, che hanno deciso di veicolare sull’iniziativa parte del proprio stipendio.

Il Microcredito dunque non ha soltanto un valore economico, ma anche un valore sociale, perchè dà credito alle idee, sviluppando occupazione. Importante, per definirsi tale, il microcredito deve avvalersi di servizi aggiuntivi, come il servizio di assistenza, tutoraggio, monitoraggio ed altri servizi definiti per legge, che devono essere puntualmente verificati secondo criteri di qualità e quantità.

 

L’Ente Nazionale per il Microcredito stipula convenzioni e partnership per incrementare il fondo e per gestire progetti dedicati e si rivolge a tutte quelle fasce sociali che sono definite “non bancabili”. Il Fondo di Garanzia è uno strumento pubblico di lotta alla povertà e all’esclusione sociale e finanziaria. Il microcredito dunque è una chance che garantisce un’opportunità vincente.


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10 COMMENTI

  1. A oggi 08/ 05/ microcredito 00 aggiornamenti non si parla più chi sa perché mi sono iscritto al clik day ma ancora risposta niente e il bello non si sa chi può usufruire di questo benedetto come si fa sui PDF mi porta commercialisti ameil inesistente scrivi e la posta torna indietro i cinque stelle non devono fare come l’incompiuta devono potare a termine il loro primo progetto ed e microcredito stargli dietro fino all’inizio dei finanziamenti ditemi se mi sbaglio?

  2. Bah dal video sembrerebbe che vengano “finanziate” anche le start-up….
    parla di “progetto nella borsa” e via discorrendo…
    Non saprei Andrea, non saprei;
    Non ci resta che attendere;
    Comunque anche io ho sentito un consulente di quelli nella lista del M5S e mi hanno semplicemente chiarito come funzionerà in maniera effettiva la richiesta (è stato molto chiaro), non chiarendomi pero’ se l’impresa dev’essere già avviata o meno…

  3. Christian ti invito a guardare (in caso tu non l’abbia già visionato) questo video postato direttamente dal MISE: http://youtu.be/rXRPHTKrisY, come sicuramente noterai anche qui si parla di sviluppare la propria idea d’impresa, quindi a questo punto chi ci capisce qualcosa è bravo.

  4. Allora Christian, i parlamentari del M5S hanno messo i soldi su un fondo che è del Ministero, proprio per finanziare non solo le imprese già avviate, ma anche tutti i privati cittadini che in possesso dei requisiti abbiano un’idea imprenditoriale fattibile. Per un periodo di tempo, è stato così, ma dopo (ed è questa la cosa che mi ha fatto parecchio innervosire) il Ministero ha cambiato le carte in tavola, premetto che tutto è ancora nell’incertezza e che fino a metà maggio tutto è possibile… L’unico errore a mio avviso dei parlamentari M5S è stato pubblicizzare con troppo anticipo questa opportunità. Non so se anche tu sei stato da un Consulente del Lavoro, ma neanche loro sapevano qualcosa, infatti con il mio Consulente abbiamo preparato il Business Plan consci del fatto che l’iniziativa fosse anche per coloro che volevano iniziare un’attività. Nonostante una piccola critica ai parlamentari pentastellati, riconosco il loro impegno, almeno qualcuno ci prova a fare qualcosa per i cittadini in mezzo a questo immobilismo mascherato da crescita.

  5. Mi sembra tutto molto strano…
    Sarebbero dei folli quelli del M5S a pubblicizzare con tanta veemenza una cosa che fondamentalmente non esiste a questo punto;

    Riporto pari pari le righe scritte sul sito del movimento, su tutti i volantini in giro per le città e ripetute piu’ volte nelle piazze e sui vari video pubblicati su YT:

    “Vuoi avviare un’attività? Adesso c’è il microcredito: un prestito che puoi ottenere subito, grazie al fondo creato dai parlamentari 5 stelle con il taglio del loro stipendio. Che ora torna ai cittadini.”

    Non Saprei…

  6. Christian il problema non è la partita IVA, ma l’obbligo d’iscrizione alla Camera di Commercio ( ed entrambe le posizioni devono essere attive), l’avevo pensato anche io insieme al mio Consulente, ma il Mise ha risposto che devono essere posizioni attive, quindi questo escamotage non è valido… purtroppo aggiungo. La cosa che ni risulta strana e il cambio di posizione repentino del Ministero che anche in un suo video su Youtube confermava che chiunque con un’idea inprenditoriale ed un business plan potesse far richiesta della garanzia. Ormai non so più che pensare, lo scopriremo solo vivendo, diceva qualcuno.

  7. Fonte:
    http://www.fondidigaranzia.it/microcredito.html

    Questo è il sito diretto del Ministero dello sviluppo economico;

    Sembrerebbe effettivamente che devi aver aperto una P.iva o comunque avviare un attività (anche tipo 3 giorni prima della richiesta di microcredito, l’importante è che non sia attiva da piu’ di 5 anni)

    “I soggetti beneficiari che possono ottenere la garanzia sono esclusivamente le imprese già costituite o i professionisti già titolari di partita IVA, in entrambi i casi da non più di 5 anni. Professionisti e imprese non possono avere più di 5 dipendenti, ovvero 10 nel caso di Società di persone, SRL semplificate, cooperative. Ulteriori limitazioni riguardano l’attivo patrimoniale (massimo 300.000 euro), i ricavi lordi (fino a 200.000 euro) e livello di indebitamento (non superiore a 100.000 euro).”

  8. Purtroppo Giovanni la chiarezza non è il punto forte di questo governo. Quindi dobbiamo attenerci a comunicazioni frammentarie spesso discordanti. Anche io ho un’idea imprenditoriale, ed ora attendo il click day sperando che il Ministero comprenda la mancanza di senso di un intervento del genere e allarghi la platea dei beneficiari.

  9. Non capisco un po si dice per aprire una nuova attività e poi il mondo ti cade addosso dicendo che aiutano a chi non a bisogno se il lavoro c’è la già io volevo aprire una attività commerciale e adesso non si può più come funzio ma insomma

  10. L’articolo è in parte inesatto, in quanto il Ministero ora sostiene, che i fondi non sono per l’avvio di una nuova attività imprenditoriale (nonostante un loro video su Youtube dica il contrario), ma solo per coloro che hanno già un’attività. Inoltre, le banche chiedono comunque una garanzia (fidejussione) per il 20% non coperto dal fondo (i soliti sciacalli purtroppo). Sarebbe bello e anche giusto che il Ministero facesse chiarezza, ma come ben sappiamo quando c’è da dare qualche soldo ai cittadini diventa tutto più difficile.

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