Split payment, si avvicina il momento in cui le pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi alla nuova normativa. E’ fissato, infatti, per giovedì 16 aprile il termine entro sui le PA dovranno completare il versamento secondo la nuova procedura.

Come si ricorderà, la recente legge di stabilità, corredata dal decreto del ministero dell’Economia dello scorso 23 gennaio, ha introdotto l‘obbligo di scissione dei pagamenti per le prestazioni o le cessioni da parte della Pubblica amministrazione.

E’ proprio il decreto emanato nelle prime settimane dell’anno a sancire che la prima scadenza in arrivo per le pubbliche amministrazioni, da esaudire secondo i dettami dello split payment, è proprio quella di giovedì 16 aprile per quanto riguarda le operazioni svolte dal mese di gennaio a quello di marzo.


Cos’è lo split payment

Lo split payment – come suggerisce la locuzione inglese – implica la scissione del pagamento dell’Iva da parte della pubblica amministrazione.

L’ente pubblico, attraverso questo nuovo regime, è chiamato a versare direttamente al fornitore l’importo della fattura in relazione alla prestazione ricevuta e, in seguito, versa il dovuto all’erario secondo i dettami del provvedimento ministeriale.

Così, son gli articoli 4 e 9 del decreto dello scorso gennaio a stabilire come entro giovedì 16 aprile vada completato il versamento dell’Iva divenuta esigibile nei tre precedenti mesi del 2015.

Dunque, non solo marzo, ma anche gennaio e febbraio andranno inseriti nei versamenti che le pubbliche amministrazioni dovranno realizzare in questi giorni per saldare l’Iva sulle prestazioni o le cessioni di beni.

Rimane valida la disposizione che vede gli enti pubblici in qualità di consumatori, con la previsione di adempiere agli obblighi Iva entro il 16 del mese successivo a quello inerente la prestazione ricevuta.

Diversamente, qualora le pubbliche amministrazioni operino in regime di attività commerciale, gli obblighi di assolvimento dell’imposta andranno realizzati secondo le regolari scadenze, con decorrenza dei versamenti a trenta giorni o a novanta, a seconda del sistema adoperato dal soggetto.

Ne consegue che per l’attività commerciale svolta nei primi tre mesi del 2015, le pubbliche amministrazioni che saldano l’Iva una volta al mese dovranno completare il pagamento entro il 16 aprile – come per lo split payment istituzionale – mentre quelle che hanno adottato il regime trimestrale si vedranno rinviare l’adempimento a lunedì 18 maggio.

Come si paga l’Iva in regime di split payment

Attività istituzionale. L’imposta va versata ricorrendo ad adeguato codice tributo, che dipende dalla natura della PA.

Se questa è titolare di un conto in Bankitalia, andrà usato il modello F24Ep con codice 620E, mentre se il deposito è in un istituto di credito convenzionato con l’Agenzia delle Entrate, si dovrà ricorrere al normale F24 con codice 6040. Da ultimo, le PA che non ricadono in nessuna delle due precedenti categorie, dovranno pagare l’Iva dovuta direttamente allo Stato.

E’ consentito versare in maniera distinta per ciascuna mensilità.

Attività commerciale. Rimangono gli obblighi usuali, con versamenti da effettuare in relazione ad eventuali operazioni di tipo attivo. Per il mese di marzo, il codice è 603E per chi adopera il modello F24Ep, mentre è 6003 per chi utilizza il modello classico.

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