Spesometro 2015, sempre più vicina la scadenza per l’invio delle operazioni Iva tramite i canali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Si tratta della data termine annuale di rendicontazione delle transazioni ai fini Iva svolte nel 2014, a cui dall’anno in corso 2015 sono tenute anche le pubbliche amministrazioni. Dunque, entro il mese di aprile migliaia di enti della PA saranno obbligati a rendere note le proprie operazioni svolte nel corso dei passati 12 mesi e, così, informare sullo stato dei propri conti ai fini fiscali.

L’invio dello spesometro 2015 è possibile tramite il ricorso al modello di comunicazione polivalente, attraverso cui utenti, attività ed enti potranno assolvere all’adempimento nei termini previsti.


Ricordiamo che le scadenze per lo spesometro 2015 sono le seguenti:

10 aprile per chi liquida l’Iva mensilmente

20 aprile per chi la assolve nei 3 mesi

30 aprile per gli altri operatori finanziari

Come inviare lo spesometro 2015

L’invio del modello di comunicazione polivalente ricalca quella già sperimentato nel corso delle passate edizioni. La differenza è che, rispetto al passato, tutte le operazioni andranno rendicontate all’Agenzia delle Entrate, senza tenere conto della soglia di 3600 euro, introdotta in fase di sperimentazione e attualmente in vigore solo per le operazioni escluse dall’emissione regolare della fattura.

Per il resto, tutte le cessioni di beni, di prestazioni di opera o servizio andranno comunicate mediante l’apposito modello fornito dall’ente fiscale guidato da Rossella Orlandi. Fondamentale, come primo passo, la registrazione ad almeno uno dei servizi telematici Fisconline (contribuenti generici e imprese sotto i 20 addetti) o Entratel (tutti gli altri, incluse le pubbliche amministrazioni). QUI PER ISCRIVERSI

Inviare la comunicazione polivalente via internet è indubbiamente una scelta comoda, anche se richiede alcuni accorgimenti informatici per poter arrivare a buon fine. Tra le possibilità offerte, anche quella di usufruire del software apposito di compilazione.

Innanzitutto, serve l’aggiornamento della Java Virtual Machine alla versione 1.7. Sia i computer con sistema operativo Windows, o i Mac, o, ancora, quanti si appoggino a programmi open-source potranno tranquillamente accedere alla sezione dedicata nel sito del fisco.

L’unica avvertenza delle Entrate è che, al primo lancio del programma, potrebbe aprirsi una finestra relativa all’avviso di protezione: l’utente dovrà considerare affidabile il fornitore del software, senza temere danni alla macchina utilizzata per l’avvio dell’applicazione.

Non ci si dovrà, poi, preoccupare degli aggiornamenti, poiché il software accederà automaticamente a ogni accesso al server delle Entrate per verificare eventuali versioni più recenti.

Nell’inserimento dei dati delle operazioni Iva, avverte poi l’ente fiscale, andranno utilizzate come misura la singola unità di euro, di modo che eventuali transazioni inferiori andranno indicate con valore 1.

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