Mentre stanno entrando in vigore novità che potenzialmente potranno mandare in tilt fornitori di vario genere e specialmente gli uffici pubblici, incombe sugli adempimenti richiesti alle azienda private – e della PA – anche lo spesometro 2015.

Siamo, infatti,a  ridosso del termine entro cui tutti i soggetti coinvolti nel meccanismo di rendicontazione delle operazioni soggette a Iva, dovranno inviare i dati relativi all’annualità 2014.

In particolare, sono tre le date da segnare in calendario secondo quanto specificato dall’Agenzia delle Entrate. La differenza di data da tenere a mente riguarda la contabilità che il singolo ente o azienda svolge.


Dunque, queste saranno le date per l’assolvimento dello spesometro 2015:

10 aprile, per chi liquida l’Iva mensilmente ogni 30 giorni

22 aprile per chi salda il corrispettivo ogni 3 mesi.

30 aprile per gli operatori finanziari che chiamati a segnalare acquisti superiori a 3.600 euro pagati con bancomat o carte di credito

Spesometro 2015: cosa cambia dagli anni scorsi

Come noto, saranno coinvolti nell’anno in corso anche gli uffici pubblici, i quali, già di per sé, saranno assai impegnati con la rivoluzione della fattura elettronica, in procinto di diventare obbligatoria ed esclusiva per tutti i fornitori e i prestatori d’opera nella pubblica amministrazione.

Cosa si deve comunicare. Lo spesometro inizialmente riguardava l’obbligo di comunicare al fisco tutte le operazioni al di sopra dei 3mila e 600 euro tenute nel corso del 2014. Da quest’anno, però, verte la necessità di inoltrare al database delle Entrate tutte l fatture indipendentemente dal loro importo.

Chi sono i soggetti obbligati. Oltre a tutti i soggetti che svolgono operazioni Iva rilevanti / mestieri, professioni, commercianti eccetera – imprese, esercenti, arti e professioni in regime di contabilità semplificata; enti non commerciali (per le operazioni di attività commerciali o agricole), i non residenti anche operanti con rappresentante fiscale, chi sia dispensato da adempimenti per operazioni esenti ex art. 36-bis DPR. 633/1972 e infine chi si avvale di regime fiscale agevolato.

La vera novità, come detto, l’introduzione della pubblica amministrazione nell’elenco dei soggetti obbligati allo spesometro e, dunque, anche Comuni, Regioni, enti locali in genere. Questi, dovranno inviare tutte le fatture cartacee emesse in tutto il 2014, che oltrepassino il tetto minimo di 3mila euro.

Fattura elettronica. Da segnalare la possibilità di salvarsi dallo spesometro, per i soggetti che si avvalgano di fattura elettronica. Secondo le disposizioni del decreto del Fare 2013, infatti, i titolari di partita Iva che abbiano deciso di inviare giornalmente alle Entrate le fatture emesse e ricevute a partire dallo scorso primo gennaio 2015, con indicazione dei corrispettivi non inclusi in fattura, rimane la possibilità di esonero.

Vai allo speciale spesometro e scopri come inviare il modulo

 


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