Regime dei minimi: adesso che è tornato in vigore, tutti lo cercano, tutti lo vogliono. In realtà, però, non è scontato che sia ancora così conveniente e, soprattutto, che lo sia in senso generalizzato per ogni tipo di attività.

L’avventura intraprese da chi costituisce una nuova partita Iva, in base al regime fiscale, o, ancora, alla natura del titolare dell’esercizio e al settore merceologico, può avere condizioni più o meno vantaggiose di rifarsi al vecchio regime dei minimi o al nuovo forfetario in vigore per tutti.

Fino al prossimo 31 dicembre, infatti, i due sistemi di imposizione per i lavoratori autonomi che apriranno nuove attività saranno in situazione inedita di coesistenza. Di modo che toccherà agli stessi titolari la scelta su quale dei due optare, in presenza dei necessari requisiti.


Come scegliere il proprio regime

Di primo acchito, non sembra possano esserci dubbi su quale dei due regimi preferire: da una parte, infatti, sussiste un’imposta sostitutiva al 5% che, per i nuovi entranti, era stata triplicata con la revisione del sistema in legge di stabilità 2015, lì dove il governo ha deciso di rimettere mano alla disciplina fiscale delle partite Iva.

Una decisione poi sconfessata anche dallo stesso esecutivo, il quale, dopo il boom di aperture di attività tra novembre e dicembre, a causa dei timori diffusi sul nuovo regime fiscale, si è accorto di aver scagliato sulle partite Iva una vera e propria mazzata, tale da deprimere eventuali iniziative imprenditoriali che non poggino su basi più che certe di riuscita economica.

Così, con il decreto Milleproroghe, una volta approdato in Parlamento, si è deciso di emendare il testo con l’aggiunta di un provvedimento che riportasse in vigore anche il vecchio regime dei minimi, mantenendo in vita quello approvato con la finanziaria e, insieme, consentendo ai nuovi titolari di partite Iva di accedere al vecchio quadro contributivo, il quale, però, come noto, ha confini e requisiti ben precisi.

Diventa, insomma, di assoluta priorità valutare differenze, convenienze e vantaggi applicabili ai due distinti regimi, per non imboccare vie che potrebbero rivelarsi decisive per il futuro dell’attività appena inaugurata.

In proposito, è in preparazione una videoconferenza a cura del dott. Lelio Cacciapaglia, dal titolo “Il nuovo regime forfetario e i rapporti con il regime dei minimi”, in programma giovedì 26 marzo dalle ore 10 alle 11. Un’ora nella quale si potrà fugare ogni perplessità sullo stato straordinario di convivenza dei due regimi fiscali. Nel corso dell’intervento, saranno svolti sempi pratici di calcolo, correlati a variabili quali i volumi di lavoro, i costi e il regime previdenziale, per mettere in luce punti di forza e nei dei due sistemi.

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