Continua a far discutere la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimi 767 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, aggiungendo a questi ulteriori manager di agenzie fiscali pubbliche, per un totale che supera 1000 nomine da considerarsi non valide stabilite negli ultimi anni.

Ma, come ovvio, a tenere banco è l’Agenzia delle Entrate, con il suo esercito di “generali” senza le necessarie stelline, in questo caso da intendersi cmoe il bollino della legittimità di legge.

Non appena si è diffusa la notizia della bocciatura di tre dirigenti su quattro nell’ente guidato da Rossella Orlandi, infatti, si è scatenata la caccia al dirigente che ha firmato gli avvisi da cui sono partite le cartelle di Equitalia.


I dirigenti bocciati dalla Consulta, infatti, sono in carica da almeno tre anni e hanno firmato numerose notifiche di accertamento, a cui hanno fatto seguito le cartelle ricevute dai contribuenti in debito con il fisco.

Provvedimenti che hanno rischiato – e rischiano – di mandare sul lastrico famiglie, di provocare la chiusura di aziende e di lasciare senza stipendio tantissimi lavoratori. Insomma, per chi non ha le possibilità di ripianare al propria situazione contabile, la sentenza dei giudici costituzionali è davvero una manna dal cielo.

Ma sarà davvero così? In proposito, abbiamo dedicato uno speciale approfondimento sulla possibilità in capo ai contribuenti di avanzare ricorso contro l’atto che ha dato origine alla cartella esattoriale a loro rivolta.

Cosa dice la sentenza

Non va, comunque, dimenticato il tenore della sentenza, che era stata richiesta dal Consiglio dei Stato dopo che anche il Tar del Lazio avesse certificato come la norma contenuta nel decreto semplificazioni 2012 varato dal governo Monti, conferisse incarichi dirigenziali a soggetti privi della relativa qualifica.

Insomma, si sono dichiarate ininfluenti le delibere dell’Agenzia delle Entrate che aveva coperto, con proroghe a non finire, le vacanze nelle posizioni dirigenziali con contratti individuali di lavoro a termine stipulati con funzionari interni, con trattamento economico a livello dei dirigenti.

La Corte costituzionale ha infine affermato che “nessun dubbio può nutrirsi in ordine al fatto che il conferimento di incarichi dirigenziali nell’ambito di un’amministrazione pubblica debba avvenire previo esperimento di un pubblico concorso”. Ciò che si è verificato, segnala la Corte, non è altro che “l’indefinito protrarsi nel tempo di un’assegnazione asseritamente temporanea di mansioni superiori, senza provvedere alla copertura dei posti dirigenziali vacanti da parte dei vincitori di una procedura concorsuale aperta e pubblica. Per questo, ne va dichiarata l’illegittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, 51 e 97 Cost.”.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA


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9 COMMENTI

  1. @ Nunzia. La difesa d’ufficio è dovere risentito. Purtroppo la Sentenza della Corte costituzionale ha scoperto una pentola che bolliva già da tempo. E’ capitato alla dirigente dell’Agenzia Entrate, ma questa, per il principio sancito, può essere applicata a tutta la P.A. Quando parliamo di responsabilità dobbiamo distinguerle per categoria, per settori e per qualifiche. Il professionista o lavoratore autonomo risponde secondo il rapporto di diritto privato instaurato. Il funzionario pubblico è pagato dai cittadini perchè faccia bene il suo lavoro, usi diligenza e correttezza nello svolgimento delle attività di competenza. Il cittadino ha ragione di risentirsi difronte alla notizia della famosa sentenza, perchè ha pagato funzioni che non erano regolari, che hanno arrecato danno a tutta la collettività. I furbi hanno goduto, ma la povera gente ha subito le conseguenze della dichiarata illegittimità.Il danno cadrà a carico dello Stato, vale a dire su tutto il popolo italiano. Per quanto riguarda poi i doveri e i sacrifici richiamati, non bisogna dimenticare che il pubblico dipendente non solo è pagato per svolgere quella funzione, ma è soprattutto obbligato a garantire che la stessa venga svolta con correttezza e per il buon andamento amministrativo (art.97 cost.). Ma c’è di più. La legge 241/90, cosiddetta di trasparenza, pubblicità è stata emanata non per tutelare la burocrazia, ma per garantire al cittadino italiano l’esercizio del diritto di accesso agli atti della P.A. Invece presso gli uffici dell’agenzia questa legge è disattesa o male applicata. La stessa cosa vale per Equitalia, che abita alla porta accanto. Insomma accade che il cittadino si presenta presso gli uffici dell’agenzia, questi lo mandano avanti e indietro fino a stancarlo, per consegnarlo spremuto ad Equitalia. Un dipendente pubblico, quando accede all’impiego, per chiamata, incarico, nomina o per concorso, giura di osservare le leggi dello Stato. Tra queste leggi vi sono quelle dei sacri doveri, che nessuno o pochi conoscono.

  2. se i DIRIGENTI “bocciati” sono 767 quanti sono in totale questi dirigenti? a cosa servono tutti questi dirigenti, anche se fossero effettivi? con 21 regioni e 50.000.000 di abitanti quanti dirigenti… MA, scusate, il risultato mi sembra un pò misero: se ogni anno vengono scoperti ancora 1000 evasori totali a cosa serve tutta questa massa di persone non… determinate? non abbastanza attenta? Di questi dirigenti quanti ce ne sono capaci di fare veramente indagini bancarie all’estero.. .

  3. Uno tra le attività più gettonate da un mese a questa parte è la caccia al dirigente Agenzia delle Entrate. Chi lo chiama, illegittimo, chi lo chiama falso , chi lo chiama decaduto, chi inoltre si esibisce in termini offensivi senza rispetto alla persona e alla sua professionalità arrivando a offendere quel pezzo dello Stato che ha fatto recuperare miliardi di euro attorniandosi di laureati tra i più capaci e preparati vincitori di concorsi indirizzati alla carriera direttiva. Siamo in presenza di vera e propria caccia all’uomo e ci sono contribuenti e anche evasori che si scambiano i nomi come se fossero figurine Panini. Manca solo che accanto al nome del dirigente venga affissa la sua foto con la scritta wanted. Forse a tutti non è chiaro o non è stato chiarito o fanno finta di non capire che comunque siamo in presenza di vincitori di concorso pubblico col titolo di direttore, di laureati, di professionisti che hanno anni ed anni di esperienza al servizio dello Stato e sono in grado di tenere testa a consulenti o avvocati altamente qualificati e che conosco tutte le scappatoie . Ci sono dentisti falsi, avvocati falsi, medici falsi, chirurghi falsi che ammazzano la gente, segretarie false, portaborse falsi, parlamentari falsi che passano da un partito ad un altro senza rispetto della volontà dell’elettorato o che sono sempre assenti e non partecipano alle Assemblee ma nessuno ne parla ! Si parla in modo speculativo di stipendi favolosi confondendo i dirigenti statali con quelli regionali o comunali. Chiaramente ci sono anche chi dichiara di essere nullatenente mentre possiede immense proprietà mobiliari e immobiliari , chi evade il fisco ,mediante fatture false o scannerizzate , chi dichiara che la propria villa a Capri vale quando un sottoscala , e che è impossibilitato a fare ricorso tramite i canali previsti dalla legge, preferisce approfittare del vuoto legislativo, per recuperare il malloppo accumulato in modo fraudolente. Se a questi dirigenti sono stati dimezzati gli stipendi , a chi occupa poltrona in Enti Pubblici , senza fare nemmeno un concorso, prima della Sentenza della Corte Costituzionale , quale , per assurdo, potrebbe essere il trattamento ? Il Ministero delle Finanze ha il diritto ed il dovere di difendere questi suoi dipendenti per riconoscenza del loro lavoro che ha reso il Fisco italiano il più efficace ed efficiente che possa esistere.

  4. Non servono tutti questi dirigenti all’agenzia delle entrate. Basta delegare le funzioni ai normali funzionari (già molto qualificati) e dare un piccolo riconoscimento economico (tipo 400 euro al mese), ma non i faraonici stipendi da dirigente. Aggiungo che si possono anche usare i dirigenti delle province e quelli dell’agenzia del territorio ormai chiusa.

  5. […] Continua a far discutere la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimi 767 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, aggiungendo a questi ulteriori manager di agenzie fiscali pubbliche, per un totale che supera 1000 nomine da considerarsi non valide stabilite negli ultimi anni. Ma, come ovvio, a tenere banco è l’Agenzia delle Entrate, con il suo esercito di “generali” senza le necessarie stelline, in questo caso da intendersi cmoe il bollino della legittimità di legge. Non appena si è diffusa la notizia della bocciatura di tre dirigenti su quattro nell’ente guidato da Rossella Orlandi, infatti, si è scatenata la caccia al dirigente che ha firmato gli avvisi da cui sono partite le cartelle di Equitalia. I dirigenti bocciati dalla Consulta, infatti, sono in carica da almeno tre anni e hanno firmato numerose notifiche di accertamento, a cui hanno fatto seguito le cartelle ricevute dai contribuenti in debito con il fisco. Continua a leggere » […]

  6. […] Zanetti: sui dirigenti delle Entrate niente soluzioni simili a quelle già bocciate dalla Consulta … laurea e concorso … non c’è niente da fare! Se la politica vuole risolvere i vuoti di organico non ci sono scorciatoie! … Agenzia Entrate, dirigenti illegittimi: testo integrale della sentenza […]

  7. Sarebbe molto grave se l’Agenzia delle Entrate volesse salvare i “dirigenti illegittimi” con una manovra elusiva della sentenza della Corte costituzionale: si tratterebbe di un comportamento degno del peggior evasore fiscale e non di un’Amministrazione tenuta al rispetto assoluto e rigoroso della Costituzione e della legalità.
    I recenti bandi (farsa) di concorso. I recenti bandi di concorso per dirigente (2010 e 2014) erano sempre bandi grotteschi, scritti verosimilmente con l’intento di farseli annullare da un tribunale amministrativo per poter così continuare indisturbati nella pratica del conferimento di incarichi dirigenziali illegittimi.
    La soluzione. I normali funzionari dell’Agenzia e i tantissimi capi team possono assurmersi la responsabilità di quello che fanno: basta un atto di delega di firma e un numero ristretto di (veri) dirigenti.

  8. Il clamore della notizia ha sollevato un vespaio specialmente tra il personale che si è reso responsabile di atti e procedure illecite. Gli gli uffici legali dell’agenzia in difesa hanno subito sollevato gli scudi in difesa dell’operato dei colleghi. Il comportamento, in questi casi, si dice, è d’obbligo, perché sicuramente questi signori hanno agito, col loro parere favorevole. Perché ? Perché probabilmente anche i legali di questi uffici si trovano nella stessa condizione di illegittimità. Quanti di loro hanno fatto concorsi pubblici ? Nella pena e nel disagio, si dice, si vedono gli amici ! Il problema è più grave di quanto sembra. Del danno patrimoniale se ne sta certamente già occupando la Corte dei Conti, ma il danno sociale derivato dai suicidi, dalle attività finite sul lastrico e dalle famiglie rovinate potrà mai essere riparato dalle sole indagini della Procura della Repubblica ? Non è il caso, intanto, che questi signori vengano allontanati, per evitare di inquinare ulteriormente gli atti ?

  9. Sarebbe molto grave se l’Agenzia delle Entrate volesse salvare i “dirigenti illegittimi” con una manovra elusiva della sentenza della Corte costituzionale: si tratterebbe di un comportamento degno del peggior evasore fiscale e non di un’Amministrazione tenuta al rispetto assoluto e rigoroso della Costituzione e della legalità.
    I bandi (farsa) di concorso. I recenti bandi di concorso per dirigente (2010 e 2014) erano sempre, a me pare, bandi grotteschi, scritti verosimilmente con l’intento di farseli annullare da un tribunale amministrativo per poter così continuare indisturbati nella pratica del conferimento di incarichi dirigenziali illegittimi. Meglio che il prossimo bando venga scritto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
    La soluzione. I normali funzionari dell’Agenzia e i tantissimi capi team possono assurmersi la responsabilità di quello che fanno. Basta un atto di delega di firma e un numero ristretto di (veri) dirigenti.

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