Non c’è feeling tra il capo del Governo e la magistratura contabile, che si è tra l’altro occupata del procedimento giudiziale nei confronti di Matteo Renzi, quando nel 2012 era presidente della Provincia di Firenze.

Come già detto a suo tempo, la Provincia avrebbe potuto nominare un solo Direttore Generale ai sensi dell’art. 108 TUEL, mentre all’epoca il Presidente Renzi – con l’avallo della Giunta – diede corso alla nomina e alla remunerazione di ben 4 Direttori generali con retribuzioni superiori a quelle massime previste dal vigente C.C.N.L. e cagionando, secondo la Procura, un danno erariale pari a € 1.175.351,15.

C’è da notare che – come ormai sovente accade – la successiva sentenza di condanna in primo grado del premier per i fatti in causa è stata poi ribaltata dalla sezione giurisdizionale centrale della Corte dei Conti, in sede di appello.


Come riferisce il Fatto Quotidiano del 2 febbraio scorso, ora a quella spinosa vicenda si aggiunge un altro incidente di percorso, che, per quanto operante su un diverso piano, ancora una volta vede il premier e il giudice contabile “l’un contro l’altro armato”.

Il teatro della vicenda è sempre la regione Toscana, culla della nostra civiltà moderna e terra natia del Presidente del Consiglio, il quale, con decreto del 4 settembre 2014, ha nominato la dott.ssa Rosa De Pasquale alla carica di dirigente generale dell’Ufficio scolastico regionale per una durata triennale.

Il decreto presidenziale non ha però superato il vaglio della Corte dei Conti, che ha contestato la mancanza dei requisiti di legge nel soggetto nominato, che, detto fra parentesi, non è di certo un “quidam de populo”.

Rosa De Pasquale, infatti, è stata deputata per il Partito democratico fino al 2013, e alle ultime elezioni politiche si è ricandidata dopo aver partecipato alle primarie del Pd, ma non ce l’ha fatta a riconquistare il seggio.

La nomina ai vertici dell’Ufficio scolastico regionale avrebbe potuto risolvere l’intoppo, ma la magistratura contabile ha rotto le uova nel paniere, mettendo ancora una volta i bastoni tra le ruote al Presidente dell’esecutivo.

Per completezza, si può ricordare che la Corte dei Conti è recentemente intervenuta anche per bloccare la nomina di Antonella Manzione (ex capo della polizia municipale di Firenze) alla guida del Dipartimento per gli affari giuridici legislativi di Palazzo Chigi.

Anche in quel caso la Sezione centrale di controllo di legittimità sugli atti del governo ha respinto la designazione effettuata dal Presidente del Consiglio, il quale, a quanto pare, non sembra muoversi in perfetta unità d’intenti con i giudici contabili.


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