Imu agricola,caos dopo la sentenza del Tar del Lazio, che ha deciso di non prolungare la sospensione del decreto dello scorso novembre oltre il 21 gennaio, cioè ieri.

Dunque, stando così le cose, i contribuenti saranno chiamati a versare il dovuto entro lunedì 26, un margine sottilissimo che obbliga il governo a intervenire d’urgenza per non dare adito a migliaia di situazioni di insolvenza.

E invece, colpo di scena: a quanto riferisce il Sole 24 Oresarebbe ancora in vigore un’altra sospensiva, che avrebbe bloccato il decreto fino al 4 febbraio. Una cosa è certa: il governo deve intervenire al più presto per mettere ordine in questa tortuosa disciplina.


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Si tratta di una vicenda che si trascina da ormai diverse settimane, e che ha visto in prima linea i Comuni di molte regioni, nell’intento di ottenere un salvacondotto ed evitare, così, di chiedere ai propri residenti l’ennesimo balzello, memore del caos di un anno fa esatto, quando il pasticcio del governo Letta generò la mini Imu.

Nelle scorse settimane, il braccio di ferro tra governo ed enti locali aveva ottenuto un primo risultato con la sospensiva del Tar del Lazio nei confronti del decreto che attivava l’obbligo di pagamento dell’imposta municipale anche sui terreni destinati all’agricoltura in quei territori al di sopra dei 600 metri di altitudine, per effetto della nuova classificazione inserita nel testo.

La sospensiva era rimasta in vigore fino a ieri, giornata in cui il tribunale amministrativo avrebbe dovuto emettere la sentenza definitiva sul provvedimento voluto dal governo per il saldo dell’Imu sui terreni montani. Così, mentre da più parti si attendeva una conferma dell’esenzione ormai ripristinata, è arrivato a sorpresa il passo indietro, che ha riattivato il decreto del governo, il 66 del 2014, ristabilendo i criteri altimetrici.

Ora, si attende che il governo conceda in extremis una proroga per evitare l’ennesimo caos fiscale di inizio anno, già condannato, peraltro, dalla stessa Anci, che ha ritenuto l’onere dell’Imu agricola iniquo.

La decisione del Tar Lazio ha specificato che verranno definiti nel merito in un’udienza che sarà prossimamente fissata, i ricorsi con i quali un serie di Comuni e di Anci regionali contestano il decreto.

 


3 COMMENTI

  1. Come è possibile che non si deve avere mai la certezza delle cose, inoltre qui si gioca con le tasche dei contribuenti. Non è la prima volta che si crea un caos simile, dovuto all’incompetenza dei nostri governanti; i quali pur di imporre nuove tasse(mentre dicono che queste diminuiscono) cosa detta negando l’evidenza, e continuando nella lunga serie di bugie messe in campo da questo governo di incompetenti, e dal suo massimo esponente. I contribuenti oltre ad essere vessati, devono anche rincorrere le scadenze, non chiare e precise, ad opera del governo e dei Magistrati; che rappresentano i due poteri, cancro della nostra società, che hanno ridotto il Paese in questo stato comatoso.
    Quando può durare ancora questo stato di fatto, in cui i cittadinidevono sopportare ancora, prima di cacciarli via, penso che i tempi siano maturi.

  2. C’è poco da commentare : cosa aspetta il popolo Italiano a mandare a casa questa massa di parassiti del genere umano che ci stanno succhiando il sangue a poco a poco?

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