1. 1.      Le cessioni non imponibili art 8, co.1, lett. c) DPR 633/72

L’art. 8, co. 1, lett.c, DPR 633/72 prevede che:

 


Costituiscono cessioni all’esportazione non imponibili:

… omissis…

c) le cessioni, anche tramite  commissionari,  di  beni  diversi  dai fabbricati e dalle aree edificabili, e le prestazioni  di  servizi  rese  a soggetti che, avendo effettuato  cessioni  all’esportazione  od  operazioni intracomunitarie, si avvalgono della facoltà di acquistare,  anche  tramite commissionari, o importare beni e servizi senza pagamento dell’imposta.

… omissis…

 

Nella pratica:

coloro che effettuano abitualmente cessioni all’esportazione, possono beneficiare del vantaggio offerto dall’art. 8, appena citato, acquistando anche sul territorio dello stato senza addebito di IVA; le operazioni intrattenute con i soggetti che effettuano abitualmente cessioni all’esportazione sono considerate, a loro volta, come fossero cessioni all’esportazione.

 

  1. 2.      I requisiti per acquistare senza IVA ex art 8, co.1, lett. c) DPR 633/72

Le condizioni per beneficiare dell’acquisto senza IVA ai sensi dell’art. 8, co. 1, lett. c), DPR 633/72

Non tutti i soggetti possono acquistare senza addebito di IVA alle condizioni appena descritte, occorre infatti che gli stessi presentino un requisito ben preciso:

  • essere esportatori abituali,
  • avere costituito il c.d. plafond,
  • presentare al fornitore la lettera d’intento,

Illustriamo brevemente i requisiti appena citati

 

esportatori abituali

per essere considerato esportatore abituale occorre che la percentuale delle operazioni non soggette ad IVA, come esposte nella formula di seguito riportata, rapportate a volume d’affari, superi il 10%.

 

cessioni all’esportazione (art. 8, DPR 633/72) + operazioni assimilate (art. 8bis DPR 633/72)+

servizi internazionali (art. 9 DPR 633/72) + operazioni intracomunitarie (art. 41, DL 331/93)

———————————————————————————————————————————————-  > 10%

volume d’affari (art. 20, DPR 633/72)

 

le operazioni di cui alla formula da considerare sono quelle registrate nell’anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti

Esempio:

volume d’affari nell’anno 2014 euro 125.000

operazioni ex art. 41 euro 12.000,

operazioni ex art. 8 euro 22.000

 

(12.000+22.000)

——————– x100 = 27,2% > 10% il soggetto possiede lo status di esportatore abituale

125.000

 

il plafond

il plafond costituisce il limite massimo di acquisti senza IVA che un esportatore abituale può effettuare nell’anno.

nella pratica, il plafond non è altro che una serie di operazioni intrattenute dal soggetto esportatore abituale, le quali opportunamente conteggiate, costituiscono il bacino massimo di operazioni da poter effettuare senza l’addebito di IVA.

 

Non entriamo nel merito del calcolo dello stesso, in tale sede ci si limita semplicemente ad individuare quali sono le operazioni che concorrono al plafond e ad indicare un sommario conteggio di massima, solo per illustrarne il conteggio.

 

Le operazioni che alimentano il plafond (cioè l’importo utilizzabile per effettuare acquisti interni, acquisti intracomunitari e importazioni, esclusi fabbricati, aree fabbricabili e beni/servizi per i quali l’Iva è indetraibile), sono:

  • le cessioni all’esportazione ex art. 8, co.1, lett. a) e b), DPR 633/72;
  • le operazioni assimilate alle precedenti o servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali ex artt. 8-bis e 9 DPR 633/72;
  • le cessioni intracomunitarie ex art. 41, DL 331/93;
  • le altre operazioni che vengono computate nel volume del plafond.

esempio

ipotizzando che le operazioni di cui all’elencazione appena proposta, nell’anno 2014 siano state pari ad euro 105.000, l’esportatore abituale (il quale avrà effettuato la verifica del proprio status) potrà acquistare senza addebito di IVA ai sensi dell’art. 8, co.1, lett.c), DPR 633/72 per un ammontare pari ad euro 105.000.

si ricorda che il calcolo del plafond è di due tipi:

  • a base fissa (il conteggio delle operazioni di riferimento ha come riferimento temporale l’arco dei 12 mesi precedenti calcolati su base annua, ad esempio si prende a riferimento il 2014 per il conteggio delle operazioni da effettuare ex art. 8, co.1 lett. c) nel 2015)
  • a base mobile (il conteggio delle operazioni di riferimento ha come riferimento temporale l’arco dei 12 mesi precedenti calcolati in riferimento al periodo di effettuazione delle operazioni, ad esempio operazioni di febbraio 2015, riferimento temporale da febbraio 2014 a gennaio 2015)

 

ANTICIPIAMO CHE OGGETTO DI UN SUCCESSIVO INTERVENTO SARA’ IL CONTEGGIO E LA GESTIONE DEL PLAFOND

 

 

La lettera d’intento

Al fine di poter beneficiare dell’agevolazione offerta dall’art. 8, co.1, lett. c), DPR 633/72, occorre che l’esportatore abituale presenti al fornitore, dietro la propria responsabilità, la c.d. lettera d’intento, con la quale egli manifesta la sua intenzione di voler acquistare, appunto senza IVA.

Contenuto ed adempimenti relativi della lettera d’intento

Essa deve essere redatta su un apposito modello conforme al modello approvato con il DM 6 dicembre 1986 (articolo 1, comma 1, lettera c), D.L. n. 746/1983). Tale modello deve

contenere:

  • l’indicazione del numero di partita IVA del dichiarante;
  • l’indicazione dell’Ufficio competente nei confronti dell’esportatore abituale.

La dichiarazione d’intento deve essere consegnata o spedita prima dell’effettuazione della

operazione:

  • al fornitore o prestatore,
  • ovvero presentata in dogana.

La dichiarazione d’intento deve essere:

  • redatta in duplice copia;
  • numerata progressivamente;
  • annotata in apposito registro entro 15 giorni dall’emissione (per gli esportatori) e dal
  • ricevimento (per i cedenti o prestatori); oppure la dichiarazione ricevuta deve essere registrata in apposita sezione dei registri di cui agli articoli 23 (registro delle fatture emesse) e 24 (registro dei corrispettivi) DPR 633/1972;
  • gli estremi della dichiarazione devono essere indicati nelle fatture emesse in base ad essa;

 

 

Di seguito un fac simile di lettera d’intento.

Fiammelli1

Fiammelli2

 

In base all’articolo 1, comma 381, Legge n. 311/2004, a decorrere dal 1° gennaio 2005, il destinatario della dichiarazione d’intento è obbligato a comunicare all’Agenzia delle entrate i dati contenuti nella dichiarazione ricevuta:

  • esclusivamente per via telematica,
  • entro il giorno 16 del mese successivo

 

Vediamo ora nei successivi paragrafi, cosa accadeva fino al 31/12/2014 e cosa è cambiato dal 1/1/2015.

 

Si sottolinea che rimangono fermi gli adempimenti e le norme descritti nei  paragrafi 1 e 2. La norma è infatti cambiata relativamente alla comunicazione da parte dell’esportatore abituale nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, infatti se fino al 31.12.2014 era il fornitore, ricevente la lettera d’intento, che doveva comunicare, a mezzo apposito software, o tramite intermediario abilitato, il ricevimento della lettera d’intento, ora, dall’1.1.2015 tale onere grava sull’esportatore abituale stesso.

  1. 1.      Disciplina fino al 31.12.2014, comunicazione telematica da parte del soggetto ricevente

 

Come detto, in base all’articolo 1, comma 381, Legge n. 311/2004, a decorrere dal 1° gennaio 2005, il destinatario della dichiarazione d’intento era obbligato a comunicare all’Agenzia delle entrate i dati contenuti nella dichiarazione ricevuta:

  • esclusivamente per via telematica,
  • entro il giorno 16 del mese successivo

Disposizioni transitorie

Fino all’11 febbraio 2015, gli operatori possono consegnare o inviare la dichiarazione d’intento al proprio cedente o prestatore, secondo le vecchie modalità. In questo caso, il fornitore non dovrà verificare l’avvenuta presentazione della dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, per le dichiarazioni d’intento che esplicano effetti anche per operazioni poste in essere successivamente all’11 febbraio 2015, vige l’obbligo, a partire dal 12 febbraio 2015, di trasmettere le dichiarazioni in via telematica e di riscontrare l’avvenuta presentazione della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate.

Nella pratica

Fino all’11.2.2015 gli esportatori abituali possono adottare le vecchie modalità di comunicazione facendo gravare ancora l’onere di comunicazione in capo ai fornitori.

Dal 12.2.2015 occorre seguire le nuove regole di comunicazione, illustrate nel successivo paragrafo.

 

  1. 2.      Disciplina dal 1.1.2015

La modifica della norma, intervenuta con il c.d. DLgs semplificazioni fiscali, DLgs 175/2014, prevede che per le operazioni da effettuate a partire dal 1° gennaio 2015, gli esportatori abituali che intendono acquistare o importare senza applicazione dell’IVA:

  1. debbono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione d’intento.
  2. La dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, va poi consegnata al fornitore o prestatore, oppure in dogana (Dlgs 175/2014).

La dichiarazione è presentata all’Agenzia delle Entrate in via telematica, direttamente, da parte dei soggetti abilitati a Entratel o Fisconline, o tramite i soggetti incaricati (commi 2-bis e 3 dell’articolo 3 del Dpr 322/1998).

Informazioni dettagliate circa il software, le modalità di invio e di abilitazione ai servizi Entratel e Fiscoonline, sono rilevabili al sito:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Dichiarare/Dichiarazioni+operazioni+intracomunitarie/Dichiarazioni+di+intento/Scheda+Informativa+Dichiarazioni+di+intento/

  1. 3.      La verifica dell’avvenuta presentazione

Il fornitore che riceve, come da punto 2 del paragrafo precedente  la  dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, è obbligato a verificare la correttezza e l’integrità dell’avvenuta trasmissione da parte dell’esportatore abituale, il quale richiede acquisti di beni o prestazioni di servizi ex art. 8, co.1, lett.c), DPR 633772, cioè senza addebito di IVA.

La verifica di quanto sopra può essere posta in essere collegandosi al sito

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Dichiarare/Dichiarazioni+operazioni+intracomunitarie/Dichiarazioni+di+intento/Scheda+Informativa+Dichiarazioni+di+intento/

come specificato in seguito e cliccando sul box alla destra della schermata, come illustrato nell’immagine sotto.

Fiammelli3

 

E successivamente inserendo i dati richiesti dal sistema e disponibili dalla documentazione consegnata dal fornitore:

Fiammelli4

Il sistema restituirà, se la dichiarazione è stata comunicata, tutti gli estremi della stessa, verrà successivamente rilasciata al fornitore una ricevuta, la quale andrà stampata ed allegata alla documentazione consegnata dal fornitore.

 

 


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7 COMMENTI

  1. buongiorno un’ imbarcazione adibita a pesca (feluga pesce spada) per le forniture di gasolio motopesca in esednzione IVA art.8 bis comma 1 non produce la lettera d’intenti bensi una dichiarazione di esenzione IVA ai sensi dell’art.8 bis comma 1 dpr 633/1972.
    E’ una procedura corretta?

  2. Buongiorno
    io sono un costruttore di macchinari ed impianti automatizzati per fonderia . Sono una P. Iva e lavoro sia con Italia sia con il resto del Mondo . Mi hanno , fortunatamente , comunicato che mi passeranno un ordine abbastanza consistente . Il cliente italiano mi acquisterà dei macchinari in esenzone IVA in quanto il cliente finale si trova in Ungheria . Avendo io terminato il mio plafond per quest’ anno , vorrei chiedere se , visto che questo cliente mi manda la lettera di esenzione IVA , anche io potrò acquistare in esenzione IVA i vari materiali per costruire l’ impianto . Se così non fosse sarebbe un guaio perchè io dovrei anticipare l’ IVA ( 22% ) e non avrei più utile sulla commessa .

  3. buon pomeriggio
    volevo porre un quesito in materia di dichiarazione di intento.
    sono previste sanzioni per il fornitore che, avendo la dichiarazione d’intento per un determinato periodo (01.01/31.12), in quello stesso periodo effettua operazioni con applicazione iva e non art. 8?

  4. Buona Giornata

    ho appena iniziato una nuova attivita di produzione di macchinari per l’industria.
    I miei mercati saranno esclusivamente Nord sud centro america, asia, medio oriente.
    Ho appena acquisito il primo ordine per il Canada avendo appena iniziato posso chiedere ai miei fornitori di fornirmi senza IVA in quanto fatturerò solo estero.

  5. Buongiorno io fatturo dei particolari al mio cliente senza IVA, perché mi ha mandato una lettera d’intento per tutto l’anno 2016, essendo lui esportatore. Per produrre quei particolari io acquisto della materia prima con IVA; ci sarebbe la possibilità anche per me di emettere una lettera d’intento ai miei fornitori dai quali acquisto esclusivamente delle materie prime solo per quel cliente?
    Grazie

  6. Buongiorno
    Un cliente col quale ho collaborato per tutto il 2015 fatturando con IVA , a dicembre 2015, mi manda la lettera d’intento che coprirà tutto il 2016. Trattandosi di merce che io compro a sua volta, posso anche io chiedere al mio fornitore di fatturarmi senza IVA?
    Se sì, come dovrei convincerlo? E’ obbligato perchè la merce che compro da lui è destinata a questo cliente che mi ha presentato la lettera? e di conseguenza anche io la faccio?….il commercialista mio è in alto mare :(

  7. buongiorno
    adesso ho un controllo fiscale e mi stanno contestando il fatto che ho emesso delle dichiazioni d’intento per quanto riguarda un depuratore d’acqua che ho pagato 35000,00 euro e poi ho fatto piccole opere murarie il tutto nella azienda di import-export
    dicono che l’iva, l’anno seguente sarebbe andata a rimborso e quindi prima la dovevo pagare e poi chiedere il rimborso.
    sono esportatrice abituale (cina, india turchia) di prodotti tessili (lana sucida)
    vorrei gentilmente conoscere la legge
    cordiali saluti

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