Dal primo gennaio 2015, sono diventati obbligatori per legge i nuovi parametri ISA in versione integrale per tutti i revisori dei conti. Una vera e propria rivoluzione nell’ambito professionale, che vede finalmente la categoria aprirsi agli standard internazionali.

In seguito all’entrata in vigore dei nuovi parametri, allora la revisione dei conti sulle società, che siano quotate oppure no, avviene in conformità ai principi adottati alla Commissione europea ai sensi dell’articolo 26, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2006/43/CE.

In sostanza, ciò significa che tramite la determina 100736 dello scorso 23 dicembre 2014, adottata dalla Ragioneria di Stato, sono diventati ufficiali i criteri per la revisione dei conti a tutti i livelli dell’amministrazione societaria, partendo dalla convenzione firmata tra Ministero dell’Economia, dalle associazioni di rappresentanza e dagli ordini professionali coinvolti, ivi inclusi Consob, Cndcec, Associazione italiana revisori contabili e Inrl.


I nuovi ISA adottati in Italia

Sono diversi i principi che vanno a rivoluzionare gli strumenti dei revisori dei conti nell’esame contabile dei bilanci, e in particolare si evidenziano i seguenti aggiunti in sede di adozione nel nostro Paese:

i principi internazionali ISA di revisione tradotti nel 2010 in Italia e successivamente integrati dagli interventi degli attori che oggi stipulano accordo con il ministero;

i principi di revisione che abbiano a oggetto le verifiche periodiche in materia di contabilità sociale e l’espressione sulla coerenza delle informazioni contenute nella relazione sulla gestione e di alcune informazioni inerenti il governo societario e gli assetti proprietari.

Sono proprio queste integrazioni  a essere entrate in vigore lo scorso primo gennaio e ad aver così completato l’aggiornamento dei criteri di revisione contabile, ora al passo con i Paesi stranieri.

Pubbliche amministrazioni. I principi ISA oggi adottati anche dagli studi italiani, prevedono che le responsabilità del revisore nel pubblico siano legate al suo mandato di analisi e rendicontazione, così come le norme che possono delimitare il suo raggio d’azione e gli ambiti in cui la pubblica amministrazione deve operare per attenersi alle previsioni di legge. A questo proposito, specifica il ministero è stato precisato che esula dalla Convenzione la trattazione degli aspetti della revisione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche”. Ciò ha comportato l’omissione delle parti riguardanti il settore pubblico dalla certificazione originale poi tradotta in Italia.

Vai ai nuovi criteri ISA in vigore dal 2015

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